Come scoprire se il tuo smartphone è stato hackerato

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Lentezza, batteria che si scarica rapidamente, pagine che si aprono da sole e app che smettono di funzionare sono possibili segnali di violazione di uno smartphone ad opera di un hacker.

Il tuo smartphone è stato hackerato? Se lo pensi non devi vergognartene, perché gli attacchi hacker nei confronti di tablet e smartphone sono notevolmente raddoppiati. Nel 2016 i malware capaci di infettare e provocare seri danni ai device e trojan in grado di spiarci sono moltissimi. Per questo motivo, in questo articolo cercherò di indicarti i possibili segnali che dovrebbero farti preoccupare e metterti allerta.

Come scoprire se il tuo smartphone è stato hackerato

Continua a leggere per capire come scoprire se il tuo smartphone è stato hackerato.

Di seguito una lista di situazioni che ti aiuteranno a capire se il tuo smartphone è stato hackerato contraendo un virus:

  • Finestre popup che appaiono continuamente invitandoti a scaricare app.
  • Smartphone lento.
  • Presenza di app di dubbia provenienza e mai installate.
  • Reindirizzamento durante la navigazione web verso siti non voluti.
  • Arresti o crash delle app che utilizzi più spesso.
  • Disturbi, rumori e interruzioni del segnale di chiamata (contatta il tuo operatore telefonico).
  • Aumento del traffico dati.
  • Batteria che si scarica più velocemente
  • Addebiti imprevisti dal canone della promozione (dai un’occhiata a: Come disattivare i servizi in abbonamento SMS a pagamento su smartphone).
  • SMS contenenti link sospetti e inviati dai tuoi contatti. (cliccando sul link potresti aver contratto un virus).

Per i dispositivi mobili Android e iOS ti consiglio una maggiore attenzione per quelli che sono stati rootati e jailbreakati, poiché il software malevolo potrebbe avere accesso completo a tutte le funzionalità del telefono.

Se pensi che il tuo smartphone è stato hackerato, allora ti consiglio di effettuare il ripristino ai dati di fabbrica del dispositivo, installare un buon antivirus per mobile ed effettuare gli aggiornamenti del sistema operativo quando richiesti.

 MSPY SMARTPHONE

Oltre ai malware c’è da considerare anche il fatto che esistono dei trojan (cavalli di troia), come l’app legale Mspy utilizzata per controllare il telefono dei propri figli, che se installati su uno smartphone consentono di controllare la rubrica, gli SMS, le reti Wi-Fi di cui si ha accesso, foto, video, email, documenti, cronologia di navigazione e le app installate, incluso WhatsApp. Mspy, attraverso un keylogger, è in grado di registrare i tasti premuti durante l’uso del device, ma non solo: lato social network sa monitorare quello che pubblichi e hackerare il tuo profilo Facebook.

Per controllare se Mspy è presente nel tuo smartphone, naturalmente non lo troverai tra le app installate, devi, quindi, lato Android andare in Impostazioni > Sicurezza > Gestione dispositivo > Servizio Aggiornamento > Disattiva. vai poi in Impostazioni > App > Update Service > Disinstalla. Lato iOS entrare in Cydia > Installate > iPhoneInternalService > Modifica > Rimuovi.

I malintenzionati possono accedere al tuo dispositivo clonando l’app di messaggistica più popolare: WhatsApp. Come? Attraverso il Mac Address. Quando si installa WhatsApp, questa legge il Mac Address del dispositivo, una targa composta da sei coppie di caratteri alfanumerici che identificano in modo univoco una connessione Wi-Fi. L’hacker in possesso del tuo Mac Address può installare WhatsApp sul suo smartphone e inserire il tuo numero di telefono. A questo punto il servizio di messaggistica invia un SMS con un codice di verifica. Il malintenzionato non dovrà fare altro che leggere e identificarsi al posto tuo per accedere senza problemi alle tue conversazioni WhatsApp.

 WhatsApp e i malware

WhatsApp rimane l’app più colpita dagli hacker, che sfruttano le piattaforme più utilizzate per sferrare i loro attacchi. Se fino a poco tempo fa le email erano il principale vettore di infezione oggi le cose sono cambiate. Nell’ultimo periodo è stata infatti registrata un’escalation di fregature che hanno visto come principale strumento proprio WhatsApp.

Gli argomenti per trarti in inganno e gli obiettivi cambiano, ma il sistema è sempre lo stesso: far leva sulla tua propensione ad ottenere qualcosa a costo zero o attraverso promozioni, offerte e via dicendo.

La miglior difesa è non essere ingannati e conoscere le principali bufale per evitare di cadere in trappola.

 WhatsApp Gold messaggio truffa

Di seguito una lista delle truffe WhatsApp degli ultimi tempi il cui obiettivo è prosciugare credito telefonico e carpire informazioni della carta di credito e dati personali:

Il Questionario truffa: si tratta di un messaggio truffaldino proveniente da un tuo contatto WhatsApp e che ci invita a svolgere un sondaggio apparentemente innocuo. In cambio avrai un buono sconto di 150 euro da spendere in abbigliamento. Al termine del questionario, per ricevere il buono sconto, devi inoltrare la proposta di sondaggio ad altri 10 contatti. Dopo aver inviato il sondaggio ai tuoi contatti, si apre un sito di pubblicità. Per uscire sei costretto a selezionare alcuni banner che prosciugheranno in brevissimo tempo il tuo credito telefonico.

WhatsApp Gold: il trucco è quello di proporre il download gratuito di una versione di WhatsApp dotata di funzionalità accessorie. ln realtà il tuo numero telefonico verrà iscritto a servizi pubblicitari via SMS. Questo comporterà l’invio di costosissimi messaggi SMS di SPAM e l’iscrizione a servizi pubblicitari più vari.

La truffa lotteria: il trucco è quello di un messaggio in cui viene citato un colosso dell’e-commerce come Amazon e l’invito ad iscriversi per vincere uno tra i 300 iPhone messi in palio. Selezionando il collegamento incriminato, sarai reindirizzato non sul sito interessato ma verso un sito pieno di software spazzatura per diventare preda di virus e malware. Così facendo i tuoi dati personali, email e credenziali diventeranno facile bersaglio degli hacker.

La falsa segreteria telefonica di WhatsApp: il trucco è un finto messaggio via email lasciato in un’ipotetica segreteria dell’app che non sfrutta ancora nessuna segreteria. Selezionando il collegamento verrai infettato da un programma maligno intento a rubare i tuoi dati personali.

WhatsApp è scaduto: il trucco è un messaggio che riceverai via email che ti invita a rinnovare WhatsApp. Cliccando sul link allegato all’email, anziché rinnovare il servizio, verrai indirizzato verso un sito che ruberà i tuoi dati personali e le informazioni della carta di credito.

 Virusl su Facebook

Stesso discorso merita Facebook. Ultimamente si stanno diffondendo dei virus su Messenger, la chat del social network, dove attraverso conoscenti, ignari di tutto, il malintenzionato inoltra una serie di messaggi confidenziali alla vittima di turno. L’intento è quello di far rispondere il malcapitato per compromettere il suo account spammandone tutti i contatti. Un altro attacco hacker su Facebook è attraverso i video. Cliccando sui link per visionarne il contenuto viene immediatamente compromesso l’account.

La soluzione migliore per uscire da un attacco hacker è quella nel primo caso di disinstallare e reinstallare Messenger per poi provvedere a cambiare la password Facebook. Nel secondo caso installare un buon antivirus e prima di rispondere chiedere sempre chiarimenti al contatto dal quale proviene il messaggio.

Ultimo consiglio cambia sempre la password Facebook e usa caratteri speciali (punto interrogativo, cancelletto, chiocciola..), numeri e qualche maiuscola, non ti eviterà un possibile attacco hacker ma almeno ti consentirà la sicurezza digitale.

 

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Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

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