Programmi per creare app
Per chi è appassionato di tecnologia esistono tantissimi programmi per creare app, sviluppati per ogni tipo di utente, da chi è alle prime armi fino agli sviluppatori più esperti. Scegliere il software giusto è importante per il successo del tuo progetto.
Purtroppo, o per fortuna, l’universo dello sviluppo di applicazioni è davvero ampio e offre soluzioni per qualsiasi idea e livello di preparazione tecnica. Non importa se vuoi dare vita a una semplice utility o a un social network complesso, ci saranno sempre i programmi per creare app adatti a te. Si va dalle piattaforme “no-code”, che ti permettono di costruire un’app con un sistema visuale semplicemente trascinando elementi sullo schermo, fino ai potenti IDE (Ambienti di Sviluppo Integrato) che sono rivolti a programmatori professionisti.
Indice
Introduzione ai programmi per creare app

Le app sono software che permettono di creare nuovi modi di fare business e hanno cambiato le nostre abitudini. Ci permettono l’accesso immediato a tutto ciò che ci serve, dalle informazioni ai servizi e intrattenimento. Se pensi all’App Store di Apple e al Google Play Store, che ospitano milioni di applicazioni, è evidente quanto questo mercato sia enorme e in continua crescita. Se vuoi farne parte, sappi che ci sono tantissimi programmi per creare applicazioni tra cui scegliere, con opzioni per ogni budget e competenza, dalle più semplici alle più complesse.
Le tipologie di app

Prima di acquistare un servizio di questo tipo, e scegliere il programma, è opportuno decidere quale tipo di app vuoi creare. Le opzioni si dividono principalmente in tre categorie: native, ibride e web. Ognuna ha le sue caratteristiche, i suoi vantaggi e ovviamente i suoi svantaggi.
App native
Un’app nativa non è altro che un programma sviluppato per uno specifico sistema operativo, come iOS di Apple o Android di Google. Per crearla, dovrai usare linguaggi di programmazione dedicati per quella piattaforma, come Swift per iOS o Kotlin e Java per Android.
Il grande vantaggio delle app native risiede nelle loro prestazioni; infatti, offrono un’esperienza utente fluida e reattiva, e ti danno accesso completo a tutte le funzionalità del dispositivo, come la fotocamera, il GPS, i contatti o le notifiche push. Non a caso, le migliori app iPhone e le migliori app Android sono quasi sempre native. Di contro però, devi considerare che lo sviluppo è più costoso e richiede più tempo, perché devi creare e mantenere due versioni diverse dell’app se vuoi essere presente su entrambi gli store. La complessità non è da trascurare e necessita di competenze di programmazione avanzate.
App ibride
Le app ibride sono invece un compromesso più accessibile. Si costruiscono usando tecnologie web comuni come HTML, CSS e JavaScript, e vengono poi “racchiuse” in un contenitore che le fa funzionare come un’app vera e propria, permettendoti di installarle da un app store.
Il beneficio principale è che puoi scrivere il codice una sola volta e farlo funzionare sia su iOS che su Android. Questo ti fa risparmiare un’enorme quantità di tempo. Purtroppo però, devi sapere che le loro prestazioni potrebbero non essere al livello di un’app nativa e l’accesso alle funzioni del telefono potrebbe essere limitato, a meno di non usare componenti aggiuntivi.
App web
Altro tipo è un’app web, che non è altro che un sito web progettato per assomigliare e comportarsi come un’app quando lo apri dal browser del tuo smartphone. Non devi installare nulla, infatti, ti basta un collegamento. Vengono realizzate con i linguaggi del web, come HTML, CSS e JavaScript.
Il loro punto di forza è l’accessibilità immediata da qualsiasi dispositivo e il fatto che non occupano spazio sul telefono. Così come, ogni aggiornamento che fai è subito disponibile per tutti gli utenti. Il limite invece è nell’esperienza utente che può risultare meno coinvolgente, così come l’accesso alle funzionalità del dispositivo è molto limitato. Sebbene non tutte presentino tale problema, spesso funzionano male se non sei connesso a Internet.
Programmi per creare app senza programmare
Se non hai esperienza di programmazione esistono piattaforme più indicate a te, dette no-code, che ti permettono di costruire la tua app usando solo interfacce visuali. Le piattaforme cloud che ti svelerò consentono di lavorare dal browser (Chrome/Edge) online. Il app” sul telefono è il risultato pubblicato (PWA o app native), non l’editor.
Bubble (Web app)

Bubble è una piattaforma molto intuitiva che permette di creare app web senza alcuna conoscenza di programmazione. Offre un’interfaccia drag-and-drop, molte funzionalità di personalizzazione e integrazioni con altri servizi. La versione base è gratuita, mentre i piani a pagamento partono da 29 dollari al mese, offrendo maggiori capacità e supporto.
Genera web app/PWA che gira sia su Android che iOS. Per pubblicare sugli store serve un wrapper (es. Capacitor/Cordova) o un servizio terzo.
Pro:
- Velocità MVP: editor visuale, template e plugin permettono di lanciare prototipi e versioni 1.0 rapidamente.
- Stack completo: database, autenticazione, workflow, hosting/CDN integrati (meno setup e DevOps).
- Ecosistema: marketplace ricco (API, pagamenti, mappe), ampia community e molte risorse didattiche.
Contro:
- Lock-in & portabilità: codice/DB non facilmente esportabili; migrare fuori da Bubble può essere costoso.
- Performance/costi: app complesse possono rallentare; i costi scalano con il carico (workload).
- Limiti tecnici: debug avanzato, SEO da SPA, mobile “nativo” via wrapper; logiche molto custom richiedono codice/plugin.
Adalo (Web app + app native)

Opta per Adalo se hai bisogno di un software che ti consente di costruire app native per dispositivi mobili rapidamente con una semplice interfaccia. Supporta componenti predefiniti, database integrati e possibilità di pubblicazione diretta su app store. Ha un piano gratuito con funzionalità limitate e piani premium a partire da 45 dollari al mese.
Oltre alla web app, genera build iOS/Android pronte per App Store/Google Play (vantaggio se vuoi pubblicare sugli store senza wrapper).
Pro:
- Mobile-first veloce: drag & drop pensato per app iOS/Android, con anteprima live e pubblicazione sugli store.
- Stack integrato: database a “collections”, autenticazione utenti, push notification, pagine e azioni senza codice.
- Ecosistema componenti: template pronti, marketplace di componenti (es. pagamenti, liste avanzate) e API via Custom Actions.
Contro:
- Lock-in & portabilità: esportazione del codice non prevista; migrare fuori da Adalo può essere complesso.
- Scalabilità/performance: liste grandi, query complesse e logiche articolate possono rallentare; attenzione a relazioni dati.
- Limiti tecnici: logiche molto custom, offline avanzato e SEO web sono più deboli rispetto a soluzioni code/altre piattaforme.
Glide (PWA nativa)

Alternativa molto valida che trasforma fogli di calcolo in app mobili in modo molto semplice e veloce è Glide. Ideale soprattutto per progetti leggeri e se cerchi facilità d’uso senza complicazioni. Il piano gratuito permette la creazione di app base, mentre i costi dei piani a pagamento aumentano in base alle funzionalità aggiuntive e al numero di utenti. I pacchetti più apprezzati sono Explorer e Maker, rispettivamente da 19 e 49 dollari al mese.
Genera PWA out-of-the-box su Android e iOS. Non produce binari nativi; per gli store serve wrapper. Offline e push più limitati.
Pro:
- Da foglio ad app in minuti: collega Google Sheets, Airtable o Glide Tables, usa template e drag & drop per prototipi e MVP rapidissimi.
- Data-driven & sicurezza: ruoli utente, visibilità condizionale e Row-Level Security; colonne calcolate (relazioni, rollup, formule) senza codice.
- Automazioni & integrazioni: azioni, webhook e connettori (Zapier/Make) + pubblicazione come app web/PWA e Pages per desktop.
Contro:
- Lock-in & limiti di piano: soglie su righe/operazioni; il costo cresce con dati e team. Esportazione del codice non prevista.
- Performance su dataset grandi: sincronizzazione e latenza con fogli esterni; meglio Glide Tables, ma l’offline resta limitato.
- UI/UX avanzata limitata: personalizzazioni “pixel-perfect” e funzioni native (NFC/Bluetooth, background tasks) non disponibili senza workaround.
Altri servizi no-code/low-code
- Thunkable è in grado di creare app mobile cross-platform con blocchi visuali, integrando API, mappe, fotocamera, notifiche e database esterni. Fornisce build native Android (.apk/.aab) e iOS (.ipa) via cloud builder, pubblicabili su Play Store/App Store senza wrapper di terze parti. Piani a partire da 21 dollari al mese.
- AppSheet (Google) consente di creare app business/data-driven partendo da Google Sheets, BigQuery o SQL con logiche, ruoli, automazioni e uso offline. Pubblica come web app/PWA e come app in container su iOS/Android tramite AppSheet, ma non genera binari nativi per gli store e in genere non usa wrapper. Piano Starter a partire da 5 dollari al mese.
- Softr permette di costruire portali clienti, directory, marketplace e internal tools su Airtable/Google Sheets con login, pagamenti e permessi granulari. Pubblica come web app (anche PWA) su dominio personalizzato, e per la presenza su App Store/Play serve un wrapper o servizi di terze parti (es. Capacitor/Cordova). Piano Free o abbonamento con piani a partire da 49 dollari al mese.
- Bravo Studio è adatta per trasformare design Figma in app mobile collegando API/DB (REST, Airtable, Firebase) e aggiungendo login, form e flussi reali. Genera build native iOS/Android (IPA/AAB) pronte per TestFlight/Play Console tramite pipeline Bravo, quindi non serve wrapper ma servono account sviluppatore. Piano Starter Free o Piano Solo a 22 dollari al mese.
- Appy Pie è un mobile app builder no-code con editor drag-and-drop pensato per app business (cataloghi, prenotazioni, loyalty, notifiche push, pagamenti, mappe). Permette di creare schermate e flussi senza codice partendo da template e componenti predefiniti. Genera build native Android/iOS via cloud (APK/AAB, IPA) e anche PWA, quindi non serve un wrapper esterno. Serve un account sviluppatore. Piani a partire da 14 dollari al mese.
Programmi per creare app con programmazione
Se la programmazione è il tuo lavoro allora gli strumenti di sviluppo professionali sono la strada migliore.
Android Studio

Android Studio è attualmente l’ambiente di sviluppo ufficiale per Android. Supporta Java e Kotlin come linguaggi di programmazione e offre strumenti avanzati per la scrittura di codice, debugging e testing. È gratuito e molto completo, eccezionale per sviluppatori esperti e professionisti. Nelle versioni recenti è disponibile Gemini, l’assistente AI integrato di Google che aiuta a leggere gli errori, generare codice, test, regex, snipped api e a rispondere in chat dentro l’IDE. Per approfondimenti leggi anche la nostra guida completa su Come creare app Android.
Cosa puoi sviluppare con Android Studio
- Android nativo: app Kotlin/Java (APK/AAB), Jetpack Compose, librerie (.aar/.maven), Wear OS, Android TV, Android Auto, Instant Apps.
- Cross-platform (con plugin/framework):
- Flutter: usi Android Studio come IDE; puoi sviluppare Android e iOS, ma la build/signing iOS richiede macOS + Xcode.
- Kotlin Multiplatform Mobile (KMM): condividi la logica in Kotlin; UI Android in Compose, UI iOS in SwiftUI/UIKit. Build iOS sempre da macOS.
- (Altri) React Native può usare Android Studio per Android SDK/emulatore, ma l’IDE principale resta opzionale.
Installazione & piattaforme
- Windows (10/11, x64), macOS (Intel e Apple Silicon) e Linux (x86_64).
- Non installabile su mobile (Android/iOS). L’IDE gira su desktop/laptop; le app risultanti girano su telefoni/tablet.
- Emulatore hardware-accelerato: richiede virtualizzazione abilitata (Intel VT-x/AMD-V su Win/Linux; Hypervisor nativo su macOS).
Pro:
- Toolchain ufficiale: IDE di Google per Android con SDK Manager, Device Manager, emulatori veloci, profilers e debugger potenti.
- Jetpack Compose & UI tools: anteprime live, Layout Inspector, Material 3; sviluppo moderno in Kotlin.
- Integrazione completa: Gradle build, test (JUnit/Espresso), Lint, Firebase, Play Console (App Bundle, firming, bundle analyzer).
Contro:
- Pesantezza: richiede RAM/CPU/SSD; build Gradle lunghe su progetti grandi.
- Curva di apprendimento: gestione moduli, variant, signing e CI può essere complessa per chi inizia.
- iOS non nativo: per build iOS serve Xcode su macOS; su Windows/Linux non puoi generare IPA.
Consiglio: scegli Android Studio se vuoi un’app Android nativa performante o un progetto cross-platform con Flutter/KMM. Se l’obiettivo è solo PWA o MVP velocissimi senza codice, valuta no-code come Bubble/Glide/Adalo.
Xcode

Xcode è l’IDE ufficiale di Apple per lo sviluppo di app per tutte le piattaforme Apple: iOS, iPadOS, macOS, watchOS, tvOS, visionOS. Supporta Swift e Objective-C e include strumenti avanzati per scrittura codice, debugging, profiling e testing. Integrazione nativa con SwiftUI (anteprime live), Simulator, Instruments, Swift Package Manager, TestFlight e App Store Connect.
Nelle versioni recenti sono presenti funzioni di AI assistita (ad es. strumenti come “Swift Assist”, in rollout) per aiutare con suggerimenti e generazione di codice.Al momento è gratuito per chi sviluppa su piattaforme Apple. Per approfondimenti leggi la nostra guida completa su Come pubblicare app su App Store.
Cosa puoi sviluppare con Xcode
- Nativo Apple: app iOS/iPadOS (Swift/Objective-C, SwiftUI/UIKit), macOS (SwiftUI/AppKit o Mac Catalyst),
watchOS, tvOS, visionOS. Generi IPA/bundle e pubblichi via App Store Connect/TestFlight. - Cross-platform (con framework):
- Flutter/React Native/Unity: usi Xcode per la parte iOS (build, signing, simulator, archivio e upload).
- Kotlin Multiplatform: UI iOS con SwiftUI/UIKit; build e signing sempre da Xcode.
Installazione & piattaforme
- Disponibile solo su macOS (Intel e Apple Silicon; prestazioni migliori su Apple Silicon).
- Non installabile su mobile (iPhone/iPad): l’IDE gira su Mac; le app risultanti girano su dispositivi.
- Simulator multi-dispositivo incluso; per test su device reali serve un account sviluppatore e certificati.
Pro:
- Toolchain ufficiale Apple: tutto integrato (Simulator, Instruments, SPM, TestFlight/App Store Connect) per build, test e distribuzione.
- SwiftUI & UI tools: anteprime in tempo reale, ispezione layout, supporto Material/Design guideline Apple; ottimo per nuove app Swift.
- Debug & profiling: Instruments, Memory/CPU/Network profilers, log avanzati e test automation (XCTest/XCUITest).
Contro:
- Solo macOS: Xcode non è disponibile per Windows/Linux; per iOS serve un Mac anche con framework cross-platform.
- Dimensioni & risorse: download pesante, SDK multipli e simulatori occupano molto spazio; progetti grandi richiedono RAM/CPU/SSD.
- Provisioning/Signing: certificati, profili e capability possono avere una curva di apprendimento, specie per chi inizia.
Consiglio: scegli Xcode se vuoi app native Apple con UX/performances al top, oppure se usi framework cross-platform ma devi comunque gestire la build iOS. Se cerchi MVP rapidi senza codice, meglio soluzioni no-code (Bubble/Glide/Adalo) o web app/PWA.
Flutter

Flutter è un framework open-source di Google per lo sviluppo di app native cross-platform che utilizza il linguaggio Dart e che ti permette di creare app sia per Android che per iOS con un singolo codice base. È gratuito e apprezzato per la velocità di sviluppo e l’interfaccia personalizzabile.
Cosa puoi sviluppare con Flutter
- Mobile: app Android e iOS (notifiche push, background, integrazione con Firebase, supporto foldable/large screens).
- Web: SPA/PWA “app-like” (canvas/web rendering); meno adatto a siti SEO/SSR spinto.
- Desktop: app native per Windows, macOS e Linux.
- Altri target: embedded/sperimentali (es. Raspberry Pi) tramite canali dedicati.
Installazione & piattaforme
- OS: Windows, macOS (Intel/Apple Silicon) e Linux (x64/ARM64 dove supportato).
- IDE: Android Studio/IntelliJ IDEA o Visual Studio Code (plugin ufficiali Flutter & Dart).
- Build:
- Android: ok da Windows/macOS/Linux (Android SDK + Gradle).
- iOS: serve macOS + Xcode per compilare/firmare IPA.
- Windows Desktop: richiede Visual Studio con tool C++.
- macOS Desktop: richiede Xcode; Linux Desktop: toolchain GTK.
- Non installabile su mobile (l’IDE gira su desktop; il risultato gira su telefoni/tablet).
Pro:
- Codebase unica: Android, iOS, Web e Desktop (Windows/macOS/Linux) dallo stesso progetto.
- Hot Reload & DevTools: iterazioni velocissime, profiler, inspector e ottimi tool di debug.
- UI/animazioni: rendering proprio (Skia) con 60/120 fps, Material 3 e Cupertino, design coerente su più piattaforme.
Contro:
- Footprint: dimensioni app iniziali e tempi di startup spesso maggiori rispetto al nativo puro.
- Bridge nativo: feature di sistema avanzate richiedono platform channels; qualità dei plugin variabile.
- Feeling iOS: i widget Cupertino non sempre replicano 1:1 tutti i comportamenti/accessibilità di UIKit.
Consiglio: scegli Flutter se vuoi una codebase unica con UI/animazioni ricche e tempi di sviluppo rapidi. Se cerchi feature OS molto profonde o massima ottimizzazione/SEO web, valuta anche approcci nativi (Swift/Kotlin) o ibridi (KMM/React Native).
Altri programmi per creare app con programmazione
Le app sopra citate non sono le uniche che permettono di creare applicazioni: vanno sicuramente menzionate anche queste soluzioni “con codice”, adatte a progetti più strutturati e con output nativo.
- React Native consente di creare app native iOS/Android in JavaScript/TypeScript con componenti React, sfruttando moduli nativi e l’ecosistema (Expo, CLI, librerie). Genera build native (.aab/.apk e .ipa) senza wrapper. Servono Android SDK e, per iOS, macOS + Xcode; opzionalmente puoi riusare parte del codice sul web con React Native Web. Costi extra solo per pubblicare: Google Play $25 una tantum, Apple Developer $99/anno.
- .NET MAUI è la piattaforma UI cross-platform di Microsoft che permette, da un’unica codebase C#/XAML di sviluppare app native per Android, iOS, Windows e macOS (via Mac Catalyst), con accesso alle API di piattaforma e UI nativa. Produce pacchetti nativi (AAB/APK, IPA, MSIX, app macOS) direttamente da Visual Studio senza wrapper; per le build iOS/macOS è necessario un Mac con Xcode come build host. Open-source e gratis.
Come scegliere il programma giusto

Scegliere i programmi per creare applicazioni Android più adatti a te dipende da più fattori; prima di tutto, valuta le tue competenze tecniche; infatti, se parti da zero, le piattaforme no-code come Adalo sono perfette, mentre se sei uno sviluppatore, strumenti come Android Studio o Flutter ti daranno più libertà. Considera anche il budget, poiché sviluppare un’app nativa da zero è più costoso rispetto all’usare un servizio no-code in abbonamento.
Pensa poi al tipo di app che hai in mente, poiché un gioco complesso richiederà quasi certamente uno sviluppo nativo, mentre per un’app più semplice una soluzione ibrida o no-code può essere l’ideale. Chiediti poi a chi si rivolge la tua app, poiché se vuoi raggiungere solo utenti iPhone, Xcode è la scelta ovvia, ma se il tuo pubblico è su entrambe le piattaforme, un approccio cross-platform come Flutter ti farà risparmiare tempo e risorse.
Consigli per la creazione di un’app di successo

Avere lo strumento giusto è fondamentale, ma il successo della tua app dipende anche dalla tua strategia. Prima di iniziare, assicurati di avere un’idea chiara e originale, che risolva un problema specifico per un determinato gruppo di persone, il tuo target. Dedica parte del tempo alla progettazione dell’interfaccia, perché un’app deve essere non solo utile, ma anche bella e facile da usare.
Assicurati anche che la tua app sia stabile e veloce, perché nessuno ama un’applicazione che si blocca; ti consigliamo di testarla su tanti dispositivi diversi prima di renderla pubblica. Una volta che la tua app sarà sugli store, il lavoro non è finito, cerca di promuoverla e farla conoscere agli utenti, usando i canali di marketing più adatti per raggiungere il tuo pubblico.
Conclusioni
Hai già usato Bubble, Adalo, Glide o altri builder come Android Studio o Xcode? Racconta la tua esperienza scrivendoci un’email dalla pagina Contatti: cosa hai costruito, quali difficoltà hai incontrato e quali consigli daresti a chi inizia. Per altre guide tech interessanti continua a seguirci iscrivendoti alla Newsletter di Informarea.
Il consiglio di Informarea.it
Succede che chi vuole creare un’app parta subito da strumenti troppo complessi o troppo semplici senza valutare davvero le proprie capacità o il progetto. Questo porta a sprechi di tempo o risultati insoddisfacenti, come un’app lenta o difficile da mantenere. Noi riteniamo che scegliere un programma coerente con il tuo livello tecnico e l’obiettivo concreto sia la vera chiave: per una soluzione rapida e semplice affidati a piattaforme no-code, mentre per controllo e prestazioni punta su IDE professionali. Concentrarti su questo equilibrio fa la differenza tra un’idea abbandonata e un’app di successo pronta per il futuro.
Domande Frequenti (FAQ)
Quali sono i migliori programmi per creare app gratis?
- Con codice: Android Studio, Xcode, Flutter, React Native, .NET MAUI (tutti gratis; limiti solo sugli store).
- No-code/low-code: Glide, Softr, AppSheet (piani free), Thunkable/Bravo Studio (free limitato).
Nota: i piani free spesso hanno limiti; per pubblicare sugli store servono gli account sviluppatore.
Quali sono i migliori programmi per creare app Android?
- Android Studio (ufficiale, Kotlin/Java), Flutter, React Native, .NET MAUI.
- Unity per giochi/3D.
Pubblicazione: Google Play richiede account dev e pacchetto AAB.
Quali sono i migliori programmi per creare app iOS?
- Xcode (ufficiale, Swift/Obj-C), Flutter, React Native, .NET MAUI.
- Unity per giochi/3D.
Build iOS: serve macOS + Xcode; per App Store serve account Apple Developer.
