Come l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la musica

L’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando profondamente il panorama musicale, influenzando la composizione, la produzione e l’esperienza dell’ascoltatore. Dalla resurrezione di voci iconiche alla creazione di brani completamente nuovi, l’IA apre scenari affascinanti e complessi.

Sembra che software e creatività si stiano sempre più avvicinando, avrai sicuramente notato che non è difficile imbattersi in soluzioni che uniscono intelligenza artificiale e musica. Negli ultimi mesi soprattutto, stiamo assistendo a cambiamenti rilevanti nel modo in cui la musica viene generata, prodotta e anche ascoltata; trasformazione che sembra particolarmente veloce grazie a diverse aziende che stanno investendo nell’IA. Gli algoritmi diventano ogni giorno più precisi e offrono, agli artisti e agli utenti appassionati, modi per esprimersi, mettendo anche un po’ in discussione le vecchie abitudini dell’industria musicale. Non parliamo più di un futuro impossibile e lontano, ma di qualcosa che sta già accadendo e che tocca tanti aspetti del mondo dei suoni. Vediamo un po’ più da vicino come l’IA musicale sta lasciando il suo segno.

Anteprima Video YouTube

Scopri anche: Migliori AI musicali per creare canzoni

Indice

Cos’è l’IA musicale e come funziona

Come l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la musica

Quando senti parlare di AI musicale o IA musicale, ci si riferisce a quella parte dell’intelligenza artificiale che si occupa nello specifico di suoni e musica; cioè li analizza, li crea e li può anche modificare. Ciò avviene grazie ad algoritmi piuttosto complessi di machine learning e spesso anche di deep learning, infatti, tali sistemi “imparano” da quantità enormi di musica, come spartiti, canzoni registrate, performance dal vivo, e capiscono come funzionano gli stili, le strutture e le caratteristiche dei vari generi e autori. Immagina un sistema che non analizza solo le note su uno spartito, ma anche le esecuzioni, il timbro di uno strumento, le variazioni ritmiche che rendono unica una performance. I tool che consentono di applicare tali tecniche processano di continuo apprendimento e affinamento.

Comporre melodie e armonie in vari stili

Come puoi immaginare, la capacità di apprendere permette all’IA musicale di fare cose piuttosto interessanti. Infatti, ad esempio, può darti una mano a comporre melodie e armonie in un certo stile, che sia musica classica o elettronica. Una buona base da cui partire se cerchi ispirazione o non hai mai utilizzato uno strumento musicale.

Imitare voci umane o strumenti

L’IA può anche provare a imitare il suono di voci umane o di strumenti musicali. Magari devi creare da zero un brano musicale con una specifica voce maschile o femminile, con le correte indicazioni ci vorranno pochi secondi.

Isolare tracce audio da registrazioni esistenti

Ma una delle applicazioni che ha stupito di più è la sua abilità nell’isolare singole tracce audio, tipo la voce o la batteria, da una registrazione dove tutto era mixato insieme, un compito che fino a poco tempo fa era quasi impossibile. Diverse piattaforme permettono già oggi di personalizzare basi musicali MP3 in modo rapido ed efficace.

Personalizzare playlist in base alle preferenze dell’utente

Senza magari rendercene conto, interagiamo con l’IA musicale ogni volta che le piattaforme di streaming, come Spotify o Apple Music, ci personalizzano le playlist suggerendoci canzoni che potrebbero piacerci. Oltre a migliorare la user experience, è un’ottima soluzione per conoscere brani musicali nuovi affini al tuo genere preferito.

Tutte queste caratteristiche si legano inevitabilmente alle reti neurali, cioè modelli informatici ispirati al cervello umano, che vengono addestrate con tutti questi dati musicali. È così che l’IA impara le “regole non scritte” della musica e diventa capace di generare risultati che suonano coerenti e, a volte, anche originali.

Il caso dei Beatles: Now and Then

now and them beatles

Una storia che ha fatto il giro del mondo e che mostra bene cosa può fare l’IA nel recuperare musica del passato è quella di “Now and Then” dei Beatles. Tutto parte da una demo registrata da John Lennon a casa sua negli anni ’70, solo voce e piano su una cassetta. Per molto tempo, Paul McCartney e Ringo Starr hanno desiderato completare quel brano, ma c’era un problema tecnico: la voce di Lennon era troppo mescolata al suono del pianoforte e con la tecnologia di allora non si riusciva a separarli bene per poterci lavorare.

Anteprima Video YouTube

La soluzione è arrivata grazie al lavoro fatto per il documentario “The Beatles: Get Back“. Il team di Peter Jackson aveva sviluppato degli algoritmi di machine learning molto specifici, capaci di riconoscere e isolare le voci dei singoli Beatles dai vecchi nastri. Applicando una tecnologia simile alla demo di Lennon, sono riusciti a ottenere la sua voce pulita, separata dal pianoforte e dai rumori.

Questo ha permesso a Paul e Ringo di tornare in studio nel 2023 per aggiungere le loro parti con basso, batteria, chitarre e archi, costruendo un arrangiamento completo attorno alla voce originale di John.

Altri esempi di IA nella musica

Everything Everything kevin

Oltre all’esempio notevole dei Beatles, ci sono altri casi che mostrano come l’IA stia entrando nel processo creativo in modi diversi.

  • Everything Everything: questa band inglese, per esempio, ha sperimentato un’IA chiamata “Kevin” per scrivere i testi del loro album “Raw Data Feel“. Hanno dato in pasto all’algoritmo testi di varia provenienza, da poemi antichi a post su internet, e l’IA ha generato materiale da cui la band ha poi tratto ispirazione, selezionando e rielaborando idee. Hanno stimato che circa il 5% dei testi finali sia nato così, dimostrando come l’IA possa essere una sorta di “musa” inaspettata.
  • Arca: artista e produttrice venezuelana di musica elettronica sperimentale, ha collaborato con un’altra IA, chiamata Bronze, per creare cento versioni diverse e in continua evoluzione del suo brano “Riquiquí“. Ogni versione è generata dall’algoritmo, offrendo un’esperienza di ascolto che cambia continuamente, quasi come se la musica fosse viva e non fissata una volta per tutte, sfidando l’idea stessa di “brano finito“.
  • SophiaPop: progetto che ha coinvolto Sophia, un robot umanoide molto conosciuto. L’idea era esplorare come umani e macchine potessero creare musica pop insieme. L’IA di Sophia ha generato testi e melodie, che poi musicisti umani hanno arrangiato e suonato. Sono esperimenti che fanno riflettere su cosa sia la creatività e su come l’IA possa diventare una sorta di partner artistico, anche se sollevano domande sulla spontaneità.

IA come strumento creativo

intelligenza artificiale e musica

Nonostante qualche preoccupazione, molti vedono l’intelligenza artificiale nella musica più come un aiuto che come un sostituto dell’artista. Sta diventando un tool in più da utilizzare per musicisti, compositori e produttori.

I musicisti possono utilizzare l’IA per generare idee melodiche o armoniche

Ad esempio, l’IA può dare una mano nella composizione, magari suggerendo qualche idea melodica o armonica quando si è a corto di ispirazione o si vuole provare qualcosa di nuovo. Superare il blocco creativo o esplorare direzioni inaspettate può diventare più semplice.

L’IA può aiutare nel mixaggio e mastering, ottimizzando il suono

Così come anche nella produzione musicale può essere utile, assistendo in compiti tecnici come il bilanciamento dei suoni nel mixaggio o la finalizzazione del mastering, processi che richiedono tempo e orecchio esperto. Può suggerire specifiche curve di equalizzazione per ottimizzare uno strumento nel mix, o identificare fastidiose frequenze risonanti da attenuare, liberando tempo prezioso per decisioni più artistiche.

Algoritmi intelligenti possono creare playlist su misura per l’ascoltatore

E come ti abbiamo anticipato, gli algoritmi sono già al lavoro per personalizzare l’ascolto sulle piattaforme che usiamo ogni giorno, proponendoci musica che ci possa piacere veramente, magari adattandosi anche al momento della giornata o all’attività che svolgono.

Sfide etiche e legali

Come l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la musica

Non è difficile immaginare che l’interazione tra intelligenza artificiale e musica porta con sé anche delle domande importanti e questioni da affrontare, sia sul piano etico che legale.

Chi detiene il copyright di una musica generata dall’IA

Una delle più complicate riguarda i diritti d’autore, infatti, se una canzone è creata, in tutto o in parte, da un’IA musicale, di chi è la proprietà intellettuale? Dell’algoritmo? Di chi l’ha creato? Dell’utente che l’ha usato? Le leggi attuali sul copyright sono state pensate per le persone e non è sempre chiaro come applicarle in questi casi. Le IA imparano da tantissima musica esistente, spesso protetta da copyright, è giusto? Come si dovrebbero compensare gli artisti originali i cui lavori contribuiscono, spesso senza consenso, all’apprendimento dell’IA? Domanda purtroppo ancora oggi senza risposta a causa di leggi in merito praticamente inesistenti.

Una musica creata da un’IA ha valore artistico

Poi c’è il tema dell’autenticità, poiché ci si domanda se una musica fatta da un’IA ha lo stesso valore artistico di una creata da un essere umano. È un dibattito aperto che tocca il significato stesso dell’arte e della comunicazione emotiva attraverso la musica.

Da non dimenticare poi l’impatto sul lavoro: se l’IA diventasse brava a fare certe cose, potrebbe influenzare le opportunità di lavoro per musicisti, compositori e tecnici? Sebbene da un lato può creare nuove possibilità e ruoli, dall’altro c’è chi teme che possa sostituire alcune figure, soprattutto in specifici ambiti come la musica per sottofondi, le librerie musicali stock o la pubblicità a basso costo.

Verso regole e buone pratiche per l’IA musicale

La tecnologia si evolve velocemente e sebbene siamo chiaramente all’inizio di un percorso, in futuro servirà discutere e confrontarsi tra chi sviluppa AI dedicate alla musica, al fine di trovare delle regole e buone pratiche che aiutino a usare questi nuovi strumenti in modo positivo, proteggendo chi crea e il valore culturale e artistico della musica.

Le potenzialità dell’IA nella musica e le sfide future

Il legame tra l’intelligenza artificiale e la musica sta sicuramente cambiando il settore dell’audio, uno strumento così potente può fare cose notevoli, come riportare alla luce vecchie registrazioni, aiutare gli artisti a sperimentare o semplicemente a migliorare la nostra esperienza di ascolto. Ci sono però diverse sfide complesse da superare che in futuro potrebbero disegnare scenari per il suono sempre più utili agli addetti ai lavori e non solo.

Conclusione

L’intelligenza artificiale sta sicuramente aprendo nuove frontiere nella musica, offrendo strumenti innovativi per nuove creazioni e nuove esperienze musicali. Mentre stiamo esaltando le possibilità offerte dall’IA, diventa sempre più necessario affrontare le sfide etiche e legali per garantire un futuro creativo ma anche equo.

Il consiglio di Informarea.it

Quando usi l’intelligenza artificiale per creare o modificare musica, è facile lasciarsi affascinare dalle sue capacità senza prestare attenzione ai limiti etici e legali che stanno dietro. Un errore comune è pensare che l’IA sia solo uno strumento neutro, ma in realtà il modo in cui viene addestrata, con milioni di brani protetti da copyright, crea problemi reali riguardo ai diritti degli autori originali. Per questo riteniamo importante usare l’IA musicale con consapevolezza, valorizzando sempre il contributo umano e prestando attenzione a rispettare la proprietà intellettuale. Solo così potrai sfruttare davvero le potenzialità dell’IA senza compromettere l’arte e il lavoro degli altri.

Fabrizio Cannatelli

Autore e Founder di Informarea, sono un appassionato di informatica e tecnologia da sempre. La voglia di comunicare e di condividere sul Web le mie curiosità e le mie conoscenze, mi ha spinto a lanciarmi nel progetto di questo sito. Nato un po' per gioco e un po' per passione, oggi è diventato una grande realtà.

Fabrizio Cannatelli

Approfondimenti