Si può capire se un hard disk è rotto?

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Per il recupero dati da dispositivi elettronici, l’azienda Recovery Data si avvale di una camera bianca che può vantare la certificazione Classe 100 / ISO 5, grazie alla quale viene assicurata la sterilità dell’ambiente: la clean room è perfettamente attrezzata per ispezionare gli hard disk e tutti gli altri device, in modo tale che la loro funzionalità possa essere ripristinata senza che le impurità dell’aria rischino di contaminare i prodotti.

Chi è interessato a usufruire dei servizi dell’azienda ha l’opportunità di richiedere un preventivo senza impegno e gratuito. Inoltre, lo staff garantisce una diagnosi nel giro delle quattro ore successive al momento della consegna, con ricambi hardware a carico di Recovery Data.

Ma un utente non esperto può capire se l’hard disk che utilizza è rotto? Per saperne di più lo abbiamo chiesto proprio agli specialisti di Recovery Data.

Si può capire se un hard disk è rotto

Prima di tutto: in poche e semplici parole, a cosa serve un hard disk?

Un hard disk è tra i componenti più importanti di un computer, e contiene i dati che devono essere elaborati dal dispositivo. Messaggi di posta elettronica, documenti, canzoni, foto: sono molteplici le tipologie di file che possono essere ospitati da un disco fisso. Un hard disk è a tutti gli effetti un elemento meccanico, e in quanto tale è destinato a usurarsi con il passare del tempo, fino a smettere di funzionare del tutto. Nel momento in cui il disco si avvicina a una rottura definitiva, comunque, lancia dei segnali che è facile riconoscere: così l’utente può procedere a un backup senza rischiare di perdere tutti i dati.

Se un hard disk si rompe conviene aggiustarlo da soli?

Assolutamente no: è indispensabile affidarsi a un’azienda specializzata nel recupero dati hard disk come la nostra. Gli hard disk, infatti, sono componenti estremamente delicati, che devono essere aperti solo in ambienti incontaminati: la minima impurità che si dovesse depositare sulla loro superficie sarebbe in grado di danneggiarli.

Come si fa a capire se un hard disk si sta rompendo?

Per prima cosa, è necessario tenere le orecchie bene aperte, poiché spesso sono alcuni rumori inconsueti a rappresentare un campanello di allarme che non deve essere sottovalutato. Se ci si accorge di suoni striduli o di rumori riconducibili a graffi vuol dire che il disco sta per rompersi. In alcuni casi si può arrivare alla rottura della testina, mentre in altre circostanze la colpa può essere dei cuscinetti o del motorino. Quale che sia la possibile causa, è meglio reagire in fretta, eseguendo un backup.

Solo i rumori permettono di intuire i problemi di un hard disk?

No, non solo: per esempio, vale la pena di prestare attenzione agli errori del disco e ai dati che spariscono in modo inspiegabile. I sintomi da non sottovalutare sono tanti: un file salvato sul desktop che sembra essere scomparso, l’impossibilità di salvare un documento, il mancato funzionamento di un programma, e così via. Quando ci si imbatte in un malfunzionamento e si è certi che la colpa non sia di un virus che ha infettato il pc, è probabile che l’hard disk stia dando gli ultimi segni di vita.

Quali sono le conseguenze di un hard disk usurato?

Spesso può accadere che il computer non sia in grado di riconoscere l’hard drive. Per verificare se il problema riguarda l’hard disk, è sufficiente testare l’hard drive su un altro PC così da capire qual è l’origine dell’imprevisto. Un hard disk che non funziona più come dovrebbe, inoltre, porta il computer ad andare in crash, lo fa riavviare in continuazione o genera schermate blu.

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Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

Fabrizio Cannatelli