Qual è la differenza tra OpenOffice e LibreOffice

LibreOffice è tecnicamente un derivato o meglio un fork di OpenOffice, e molti sviluppatori di quest’ultimo si sono spostati sul nuovo progetto.

Dopo l’acquisizione di Sun Microsystem, sponsor storico del progetto, da parte di Oracle, molti programmatori hanno avuto paura di un cambio di gestione e hanno sviluppato LibreOffice. In realtà il cambio di gestione non è mai avvenuto, e, anzi, l’azienda ha chiesto ai membri della Document Foundation di allontanarsi dal gruppo di sviluppo principale per una sorta di conflitto di interessi.

 

Ultimamente si tende a fare molto più riferimento a LibreOffice, poiché è capace di integrare alcune funzioni che sono sempre state precluse a OpenOffice, per esempio il supporto per le macro scritte nel linguaggio Visual Basic di Microsoft Office.

Inoltre, gli aggiornamenti sono più frequenti e regolari, ciò garantisce una migliore qualità complessiva. Il successo di LibreOffice è evidente anche nella qualità e la quantità di aziende che hanno deciso di supportarlo, come Google, Red Hat, SUSE.

I documenti generati, comunque, sono nel formato OpenDocument, che per sua stessa natura è totalmente compatibile con tutti i pacchetti in grado di utilizzarlo, quindi i documenti creati con OpenOffice possono essere usati con LibreOffice, ma anche con qualsiasi altro pacchetto di programma compatibile, comprese alcune fra le ultime versioni di Microsoft Office.

In conclusione LibreOffice è:

  • più innovativo;
  • ha features aggiuntive;
  • ha una maggiore compatibilità con i prodotti di Office;
  • avrà un’evoluzione più veloce.

Per scaricarlo basta andare al seguente indirizzo http://it.libreoffice.org/download/.

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Fabrizio Cannatelli

Autore e Founder di Informarea, sono un appassionato di informatica e tecnologia da sempre. La voglia di comunicare e di condividere sul Web le mie curiosità e le mie conoscenze, mi ha spinto a lanciarmi nel progetto di questo sito. Nato un po' per gioco e un po' per passione, oggi è diventato una grande realtà.

Fabrizio Cannatelli