Le origini di Google – la startup che diventa colosso del Web

0 Condivisioni

Nel 1996 due studenti Larry Page e Sergey Brin con l’applicazione “BackRub” lanciarono un motore di ricerca per Internet dove come risultato dovevano comparire prima le pagine Web con più link verso altre pagine.

Segui Informarea su Telegram

Questo metodo fu successivamente chiamato “PageRank“, calcolato sulle visite giornaliere, collegamenti, estensioni del dominio, ecc..,  e poichè i due studenti avevano poca familiarità con i linguaggi di programmazione, decisero di creare una home semplicissima, senza alcun bottone. Il tasto Cerca venne introdotto successivamente.

Larry Page e Sergey Brin

Nel 1997 Page e Brin trattarono con Yahoo per la vendita della loro idea. La cifra richiesta, un milione di dollari, fu considerata troppo alta da Yahoo che cinque anni più tardi sarebbe arrivata addiritutta ad offrire 3 miliardi di dollari.

Larry Page e Sergey Brin, però, non si scoraggiarono ed aprirono le porte a investitori stranieri per poi fondare ufficialmente nel 1998 la Google Inc. (il logo fu poi ispirato dal colore dei lego utilizzati da fondatori per tenere insieme il primo server). Le ricerche giornaliere, effettuate tramite il loro motore di ricerca, erano arrivate a 500.000.

A partire dal 2002 AdWords dimostrò che i motori di ricerca avrebbero potuto essere anche fonte di guadagno. Sulle pagine che risultavano dalla ricerca, cominciarono a comparire annunci pubblicitari in tema con i termini cercati. Attraverso questo modello commerciale Google divenne leader del mercato e si affermò come uno dei marchi più prestigiosi con la guida di Eric Schmidt, nominato CEO nel 2001.

Erich Schmidt

Il denaro guadagnato venne investito nell’acquisto di aziende come Picasa e YouTube, per poi dedicarsi anche allo sviluppo di applicazioni proprie come il browser Chrome e il sistema operativo per smartphone Android.

Qui sono cominciati i primi contrasti con l’altro colosso Microsoft che lamentava la mancanza di una vera e propria privacy da parte del concorrente Google, in grado di raccogliere tantissimi dati degli utenti per farli diventare il suo capitale di guadagno; analizzare gli utenti significa indovinare la pubblicità di maggiore impatto su di essi.

Le parole,poi, di Eric Schmidt “Sappiamo dove sei. Sappiamo dove eri. Sappimo pià o meno quello su cui ti soffermi a pensare” non fecero altro che aumentare le molte polemiche da parte degli utenti e dei Media proprio perchè queste affermazioni fecero vacillare l’immagine di bravi ragazzi che Google aveva avuto nel corso della sua storia.

La risposta di Google a Microsoft da parte di Sergey Brin non si fece attendere: “Sono preoccupato per Microsoft. Hanno detto di voler distruggere Google. Mi pare proprio che la loro strada sia lastricata di rottami di imprese fallite.“.

Una cosa è certa la vittoria di Google rispetto alla concorrenza è nella semplicità e nel fatto che la sua ascesa non ha avuto eguali.

Larry Page e Sergey Brin, Erich Schmidt

Un caso curioso è il brevetto dell’algoritmo di ricerca che costituisce l’anima di Google, il quale non è detenuto dall’azienda di Mountain View ma dall’università di Stanford dove Page e Brin hanno scritto le loro tesi. Come ricompensa per lo sfruttamento del brevetto Google ha dovuto sborsare all’università 1,8 milioni di azioni che ne 2005 vendette per 336 milioni di dollari.

A soli 39 anni e con un patrimonio di 20.3 miliardi di dollari i due fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin sono i più giovani super ricchi americani.

Se volete seguire i post di www.informarea.it potete iscrivervi al suo feed RSS.


Segui Informarea su Telegram

Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

Fabrizio Cannatelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.