Fastweb, il 5G e l’euforia per il nuovo web

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Mentre numerosi studi testimoniano come le connessioni mobile siano in fortissima ascesa, il loro boom non sembra rallentare minimamente, anzi ci si appresta a nuovi scatti in avanti in senso tecnologico. Probabilmente ben presto si potrà arrivare a parlare di “nuovo web” e avrà molto poco a che vedere con le ormai “vecchie” connessioni in fibra ottica.

Voci, video e dati passanti per le reti mobili conquistano sempre più spazio e con le reti 5G il nuovo web potrebbe diventare presto realtà. La rete 5G è il mobile super veloce che sta nascendo e sarà una sorta di tempesta perfetta che inaugurerebbe la nascita del cosiddetto internet of things.

Sui mercati chi guiderà questa nuova evoluzione potrà avere tra le mani un pezzo strategico di business, ma non solo. Non a caso Fastweb ha annunciato, da pochi giorni, i test in collaborazione con Samsung relativi alla Fixed Wireless Access, la tecnologia che permetterà di sfruttare la potenza del 5G anche per la rete fissa. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di scoprire nel dettaglio quali saranno tutte le più importanti novità.

fastweb e il 5G

Il 5G pronto a rivoluzionare la navigazione

Si sente spesso parlare di 5G come una semplice innovazione, una sorta di nuovo 4G più veloce, ma in realtà è molto di più. Il 5G sarà fino a 20 volte più veloce della rete 4G esistente e porterà a una velocità di download fino a 10 volte superiore. Si tratta dunque di numeri incredibilmente superiori al passato. Si stima che la nuova connessione sarà più veloce del 40% rispetto alla fibra ottica.

Per il 5G si parla di nuovo web perché si pensa che possa essere l’infrastruttura candidata ad ospitare l’internet delle cose. Tra il 2018 e il 2022 ci saranno 22 miliardi di nuovi device connessi alla rete a cui andranno aggiunti 620 milioni circa di nuovi utenti internet. Si stima una crescita del traffico dati in media pari al 46% all’anno.

Mentre sembra che alcuni device che supportano il 5G potranno essere disponibili già in alcuni negozi di telefonia a Roma e in qualche altra città italiana, è chiaro che il 4G nel frattempo si appresta ad “andare in pensione”. Il 5G è molto più flessibile rispetto al 4G nella gestione della banda e potrà così gestire sia le frequenze più alte (che permettono connessioni più veloci) sia quelle più basse che garantiscono una copertura maggiore.

5G e colossi delle infrastrutture mobili

Ma chi comanda il mercato delle infrastrutture nel settore mobile? Secondo alcune ricerche attualmente esistono 5 maggiori gruppi nel mercato: e sono Huawei, Nokia, Ericsson, Cisco e Zte. I quali rappresentano da soli il 75% del mercato globale, ma è ancora presto per dire chi avrà le percentuali maggiori nella distribuzione delle reti 5G. Come detto Fastweb sta collaborando attivamente con Samsung per portare la potenza del 5G anche sulla rete fissa con possibilità di navigare fino alla mostruosa velocità di 1 gbps.

Ma quando arriva il 5G? Fonti non ufficiali fanno sapere che, se i test realizzati da Fastweb avranno successo, l’operatore potrebbe proporre velocemente un’offerta commerciale specifica per questo tipo di connettività. Ma al di là di questa opzione, va detto che in Italia bisogna essere ottimisti. Il nostro Paese, infatti, è stato tra i primi in Europa a chiudere l’asta per le frequenze dove girerà la nuova rete. Sarà un crescendo di offerte e applicazioni che verranno distribuite nei prossimi 5 anni. Intanto i grossi operatori cominciano già ad attrezzarsi per la copertura creando nuove infrastrutture. Si parla di oltre 22 mila torri in Italia.

Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

Fabrizio Cannatelli