Come funziona BitTorrent

Come funziona BitTorrent e come usarlo nel modo migliore. Fra i tanti protocolli P2P che hanno fatto la loro comparsa, BitTorrent è stato uno dei più apprezzati e ancora oggi dei più diffusi. Il motivo è da ricercare nella sua combinazione di semplicità ed efficienza: il software è racchiuso in pochissimi MB, è semplice da configurare e le sue prestazioni migliorano man mano che aumentano i possessori dei file in condivisione.

Se volessimo diffondere la nostra distribuzione di Linux o altro software ci basterà metterlo a disposizione dal nostro PC e distribuire il file .torrent, un documento di pochi KB contenente tutte le informazioni sul file in questione, che almeno inizialmente sarà ospitato solo sul nostro computer, che diventerà tracker.

BitTorrent logo

Come funziona BitTorrent

Man mano che gli utenti scaricheranno tale file e lo daranno in pasto al loro client BitTorrent, i dati inizieranno a spalmarsi sulle loro macchine, che a questo punto saranno diventate dei seeder, e a loro volta condivideranno con chiunque scaricherà il torrent. I tracker possono essere definiti come i nodi principali che tengono traccia di tutti i seeder collegati e scambiano tali informazioni con tutte le altre macchine collegate, indicando loro gli indirizzi IP che possiedono del file.

Questo tipo di elemento aiuta a capire come mai le prestazioni aumentano in maniera direttamente proporzionale al numero di utenti che condividono un particolare documento. Il nostro client BitTorrent si connetterà alla lista dei tracker e dei seeder, aggiornandoli piano piano e il download del file andrà a velocità limitata. Man mano che la lista si aggiorna avremo sempre più fonti da cui prelevare i dati e la velocità di download aumenterà.

Questi fattori fanno capire come il protocollo Torrent dia il massimo quando si scaricano file di grosse dimensioni.

Fra i vantaggi del protocollo BitTorrent c’ è l’anonimato. Mancando il server, per bloccare la distribuzione di un contenuto illegale, la Polizia Postale dovrebbe buttare giù tutti i nodi, operazione non impossibile ma alquanto complessa. Questo spiega, anche, come mai Julian Assange di Wikileaks abbia in più occasioni affidato proprio al protocollo .torrent la diffusione di file criptati contenenti informazioni riservate.

Come si usa BitTorrent

Ora che abbiamo capito come funziona in generale il protocollo BitTorrent vediamo come si usa: per prima cosa scarichiamo e installiamo il client collegandoci all’indirizzo www.bitTorrent.com e clicchiamo sul pulsante “scarica BitTorrent”. Clicchiamo su Donwload Gratuito e attendiamo il completamento. Si tratta di un file da pochi KB. Facciamo doppio clic sull’eseguibile e installiamolo togliendo i segni di spunta alle opzioni che ci suggeriscono di installare toolbar. Al termine dell’operazione, come prevedibile BitTorrent ha bisogno di apportare delle modifiche alla configurazione del firewall. Se abbiamo Windows, basterà configurarlo in automatico semplicemete mettendo il segno di spunta sulla relativa voce.

Ora andiamo a cercare un file .torrent da scaricare. La scelta è molto vasta e include:

Se è la prima volta che lanciamo BitTorrent, ci verrà chiesto in quale cartella vogliamo salvare i nostri download. Dopo averla indicata, confermiamo e noteremo subito che il client inizierà a connettersi a tracker e seed e a scaricare i contenuti richiesti. Dalla finestra del software potremo tenere d’occhio tutti i download torrent che abbiamo e che stiamo scaricando.

Console di BitTorrent

Un’ottima soluzione per avere sempre a portata di mano BitTorrent è quello di aggiungerlo su Firefox:

Lanciate il browser Firefox e collegatevi all’indirzzo http://addons.mozilla.org/en.uS/firefox/addon/2755, e installate l’estensione con un clic su “Aggiungi a Firefox“, in pochi istanti l’addon sarà installato. Chiudete e riaprite Firefox. A questo punto noterete una nuova toolbar con un campo per le ricerche. Mettete il nome del file da cercare, il titolo dei documenti ai quali siete interessati e cliccate su Search. Verrà aperta una nuova pagina con i risultati della ricerca.

Oltre ai file .torrent esistono anche i file con un’icona a forma di calamita detti “link magnetici“; in realtà si tratta di file che descrivono il contenuto di un file torrent. Scaricandolo e dandolo in pasto a BitTorrent, questi non andrà a puntare direttamente a un tracker preciso ma ricercherà sui vari tracker il file corrispondente alla descrizione data.

Le alternative a BitTorrent

Eistono tantissime alternative a BitTorrent, eccone alcune:

  • uTorrent: leggero e potente, è possibile controllarlo anche da remoto attraverso il web. Inoltre è compatibile con i tablet e gli smartphone con sistema operativo Android.
  • Vuze: evoluzione del noto Azureus.
  • LPhant: l’unico ad offrire caratteristiche veramente innovative. Sfruttandolo, si potrà scaricare il file torrent e aggiungere fra le fonti anche reti eDonkey e Kademila.

Il successo di BitTorrent è stato per anni contrastato dal famoso “Mulo” eMule. I due protocolli P2P, simili agli occhi di un inesperto, in realtà sono molto diversi tra loro. BitTorrent è molto più veloce dato che tutti i nodi coinvolti si scambiano parti di file senza distinzioni e strane code e tutti gli utenti hanno la loro medesima priorità. eMule, invece, usa il sistema dei crediti: per scalare le code bisogna mettere molto materiale in condivisione e privilegiando gli utilizzatori seriali a quelli sporadici. In BitTorrent non vi è nulla del genere, anche se eMule ha dalla sua, il fatto che i file in condivisione restano in download più a lungo, i file .torrent, invece, devono essere continuamente riattivati.

Fabrizio Cannatelli

Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

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