Frequenza di rimbalzo su Google Analytics troppo bassa: come risolvere

Una frequenza di rimbalzo su Google Analytics troppo bassa, come il 5%, indica che probabilmente c’è un errore nell’implementazione nel codice di monitoraggio. Ecco come risolvere.

Ogni volta che una frequenza di rimbalzo è sospettosamente bassa (inferiore al 10%), questo significa che c’è qualcosa che non va nel tuo sito Internet. Se vedi una frequenza di rimbalzo del 2%, ad esempio, probabilmente è un dato impreciso e potrebbe trattarsi di un problema tecnico relativo al modo in cui il codice di monitoraggio di Google Analytics è integrato nel sito.

Prima di andare oltre, assicuriamoci di sapere cosa significa Frequenza di rimbalzo. Secondo Wikipedia: “E’ la percentuale di visitatori che accedono al sito e rimbalzano (abbandonano il sito) invece di continuare a visualizzare altre pagine all’interno dello stesso sito“. In pratifca è una metrica utilizzata per misurare le prestazioni del sito Web e viene spesso visualizzata in Google Analytics proprio nella dashboard.

In generale, una frequenza di rimbalzo bassa significa che stai andando bene, mentre una frequenza di rimbalzo alta significa che potrebbe esserci un problema con il design, l’usabilità, il contenuto o la funzionalità del tuo sito web.

Leggi anche: Dove trovare il codice di monitoraggio di Google Analytics

Qual è la causa di una bassa frequenza di rimbalzo?

Frequenza di rimbalzo su Google Analytics troppo bassa

Se la tua frequenza di rimbalzo è al di fuori dell’intervallo previsto, la problematica è sicuramente causata dal codice di monitoraggio di Google Analytics inserito due volte. Al 99% la duplicazione del codice di monitoraggio di Google Analytics, provoca tale problematica.

Su WordPress puoi verificare quando hai inserito due volte il codice. Vai sulla Home del tuo sito Internet e fai tasto destro del mouse su un punto qualsiasi della pagina. Nel menu che appare, premi su Visualizza Sorgente, per chi ha Mozilla Firefox, su Ispeziona elemento, per chi ha Google Chrome, su Visualizza origine della pagina, per chi ha Edge.

Cerca nel sorgente l’ID di monitoraggio che Google Analytics ti ha assegnato (lo trovi nel codice, ad esempio UA-XXXXXXXX-X) e verifica se è presente due volte. La ripetizione del codice potrebbe essere stata provocata da un plugin SEO e magari dal fatto che lo hai implementato anche tu all’interno dell’header o del footer del tuo sito. A tal proposito ci sono dei plugin che aiutano a farlo, come Simple Header Footer HTML oppure il plugin di Google Analytics di MonsterInsights.

Esistono anche altre cause che provocano erroneamente una frequenza di rimbalzo troppo bassa, ma sono molto più rare e richiedono l’intervento di uno sviluppatore.

Fortunatamente, la soluzione è abbastanza semplice. Dopo aver eliminato il codice in eccesso, su Google Analytics la frequenza di rimbalzo dovrebbe ripristinarsi ai valori reali nelle prossime 24 ore.

Qual è la frequenza di rimbalzo ideale

Nella nostra esperienza, in genere vediamo frequenze di rimbalzo comprese tra il 40% e il 60%. Un valore inferiore al 40% è molto raro e un valore superiore al 70% è allarmante e richiede un’azione.

Il fatto che la frequenza di rimbalzo sia buona o cattiva dipende da come stai lavorando per raggiungere gli obiettivi di marketing e dai risultati di business raggiunti.

I siti web di generazione di lead e le landing page tendono ad avere frequenze di rimbalzo superiori alla media. Tuttavia, se il guadagno è ugualmente alto significa che la frequenza di rimbalzo di per sé non è un segnale di successo o fallimento, anzi.

Fabrizio Cannatelli

Autore e Founder di Informarea, sono un appassionato di informatica e tecnologia da sempre. La voglia di comunicare e di condividere sul Web le mie curiosità e le mie conoscenze, mi ha spinto a lanciarmi nel progetto di questo sito. Nato un po' per gioco e un po' per passione, oggi è diventato una grande realtà.

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