Come difendersi dalla clonazione del bancomat

Quanto tempo occorre per fare un prelievo al bancomat? pochi minuti? eppure, anche se i sistemi bancomat in apparenza sembrano dotati di tecnologie sicure ed in grado di difenderci, in quei pochi minuti i furfanti possono truffarci.

Le tecniche di clonazione di una carta bancomat sono parecchie e si evolvono con il passare del tempo. A volte si tratta di vere e proprie trappole hi-tech.

Molte bande criminali si sono specializzate nell’uso di strumenti sempre più miniaturizzati, racchiusi in quella che all’apparenza sembra una normale pen drive USB. In altri casi, invece, fanno leva sul “social engineering“: stiamo parlando di quell’insieme di tecniche per ottenere informazioni da un individuo sfruttando dei meccanismi psicologici. Qualunque sia la tecnica utilizzata, comunque, l’allarme è lanciato: i nostri bancomat sono a rischio, specialmente nei luoghi di villeggiatura, presi d’assalto dai criminali più scaltri.

Bancomat clonato

Prima di vedere come agiscono i truffatori, analizziamo la procedura necessaria per mettere mano ai nostri risparmi. Inseriamo la carta nella fessura dello sportello automatico, digitiamo il codice segreto e selezioniamo le opzioni preferite seguendo le istruzioni del bancomat.

In capo a qualche secondo ecco le banconote accompagnate da eventuale scontrino e dalla tessera stessa, che ci viene riconsegnata. Si tratta di una serie di semplici istruzioni, eppure i geni della truffa riescono a trovare il modo di fregarci.

carte di credito

Da qualche mese infatti nelle principali città europee c’è chi sfrutta un apparato di alto livello per clonare i bancomat. Si compone di due elementi:

  • una micro-videocamera
  • uno scanner per bande magnetiche

La prima viene incastonata nella parte alta dello sportello automatico, all’interno di una barretta di alluminio che si camuffa perfettamente con il resto del bancomat. Lo scanner, invece, ha sostituito i vecchi skimmer che venivano sovrapposti alla fessura in cui inserire la carta, per trovare posto sotto il pannello su cui, in tutti i bancomat, vengono disegnate le istruzioni per inserire la carta.

tecniche di clonazione

A dispetto dell’evoluzione tecnologica, il funzionamento dell’apparato è semplice: l’utente inserirsce la scheda, e questa, allo stesso tempo, viene letta a sua insaputa dallo scanner dei criminali. Poi il malcapitato digita il codice PIN mentre viene filmato dalla videocamera e preleva il contante. Peccato che, non appena l’utente si allontana, entrano in azione i criminali.

Gli basta recuperare i due dispositivi e, tramite un notebook, recuperare il PIN e il codice rilevato dallo scanner. Quest’ultimo poi, viene copiato in una scheda vergine che diventa un clone perfetto di quella originale.

nascondete con la mano il vostro codice

Ecco 4 regole d’oro per evitare le truffe:

  1. Ogni volta che andiamo allo sportello bancomat osserviamo molto bene tutti i suoi elementi. In particolare analizziamo la fessura per la scheda: ha lo spessore abituale o è sospettosamente più larga? C’è un bordo sottile o è troppo spesso? Se qualcosa non ci convince proviamo a smuovere proprio il bordo. Di solito i dispositivi criminali sono attaccati in modo sommario, per essere poi rimossi facilmente.
  2. Osserviamo sermpre la parte superiore dello sportello bancomat, quella dove è posizionata la lampada che illumina la tastiera numerica. Qui di solito, vengono nascoste le videocamere. o viene collocata la barra d’alluminio contenente le mini camere USB.
  3. Anche se lo sportello bancomat non sembra manomesso, ogni volta che digitiamo il PIN della carta usiamo l’accortezza di coprire l’operazione con l’altra mano o con un altro oggetto in modo da nascondere la combinazione segreta.
  4. Ricordiamoci di controllare spesso il nostro conto, magari sfruttando un account online (per attivarlo chiediamo alla nostra banca): se individuiamo e segnaliamo con tempismo i furti, la banca ci verrà volentieri incontro.

Se volete seguire i post di www.informarea.it potete iscrivervi al suo feed RSS.


Fabrizio Cannatelli

Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.