Come scattare foto perfette con l’iPad

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Chiunque abbia un iPad può oramai immortalare i momenti particolari che gli passano davanti agli occhi: basta inquadrare la scena e scattare.

Scattare foto perfette con l’iPad non è facile, i tablet come l’iPad di nuova generazione sono dotati di potenti fotocamere da almeno 8 megapixel che consentono di ottenere risultati fotografici molto attendibili.  Sugli store online esistono, poi, moltissime applicazioni che permettono non solo di scattare, ma anche di ritoccare e personalizzare le immagini riprese.

Foto perfette con l'iPad

In questo post cercheremo di spiegarvi le vari tecniche dei fotografi professionisti per scattare foto perfette con l’iPad per regalarvi una vera e propria guida da tenere sempre a portata di mano.

La giusta inquadratura Il tablet offre la grande comodità di fotografare inquadrando l’intera scena: potremo così avere una buona anteprima del risultato finale ed evitare di scattare inutilmente decine di foto. Cerchiamo di mantenere l’inquadratura su un piano quanto più parallelo al terreno in modo da evitare strane prospettive che potrebbero distorcere l’immagine.

Evitiamo il micro mosso  Le app fotografiche prevedono la presenza del pulsante di scatto su un lato della loro interfaccia grafica: una posizione non proprio comodissima per realizzare scatti perfetti. E’ facile ritrovarsi foto mosse di scarsa qualità. In questo caso il segreto è quello di tenere saldamente l’iPad con le due mani e cercare di toccare il pulsante di scatto con il pollice.

L’orientamento è importante L’iPad permette di fotografare anche in verticale. Andando a riprodurre la foto, però, l’immagine viene automaticamente orientata in base alla disposizione orizzontale o verticale del dispositivo, con un conseguente rimpicciolimento. Per evitare questo, basta disabilitare proprio la rotazione automatica del display.

Foto perfette in tutte le situazion iUn accessorio indispensabile per avere foto perfette, è il cavalletto: in commercio sono disponibili anche modelli dotati di custodia per l’iPad, come il The Gorilla Mobile Yogi fori Pad 2.

Metti a fuoco le tue immagini Quasi la totalità dei dispositivi mobili, incluso l’iPad, offrono la possibilità di mettere a fuoco prima di scattare. Usando le app giuste è possibile “fuocheggiare” in un punto dell’immagine semplicemente toccandolo sullo schermo. Mettere a fuoco prima di scattare consente di scegliere cosa mettere a fuoco e di essere sicuri che sia correttamente a fuoco.

Meglio non usare lo Zoom Le fotocamere integrate negli iPad garantiscono ottimi risultati fotografici, ma ovviamente non possono fare miracoli. A differenze delle fotocamere tradizionali, sono dotate di zoom digitale ma di cui è meglio non abusare, in quanto potrebbero degradare l’immagine. Il consiglio è quello di avvicinarsi quanto più possibile al soggetto.

La pulizia è importante Tutti i fotografi sanno quanto è importante tenere sempre ben pulite le ottiche degli obiettivi: è poi difficilissimo anche in post produzione andare a rimuovere dall’immagine “oggetti” strani dovuti a granelli di polvere o impronte digitali presenti sull’obiettivo. Per tenerlo sempre pulito è utile usare un panno in microfibra che non lascia aloni e non crea micro graffi sulla lente.

Scegliamo la scenografia corretta Le fotocamere degli iPad non permettono di controllare l’esposizione della foto. Se il nostro dispositivo è privo delle funzionalità di controllo della luce, possiamo sempre ricorrere ad una delle tante applicazioni disponibili sugli store online che, con pochi tocchi delle dita, permettono di sovra o sotto esporre lo scatto per ottenere l’effetto voluto.

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Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

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