Verona: un itinerario di viaggio

Verona è conosciuta come la mitica città di Romeo e Giulietta… ma in realtà è molto di più: ovviamente le tappe della tragica storia d’amore sono imperdibili, ma attraversando il centro (percorribile comodamente a piedi, è tutto a portata di gambe!) potrete scoprire tanti altri aspetti di questa città, attraversata nei secoli da diverse dominazioni (romana, medievale, veneziana e austriaca) che ne hanno segnato non solo la storia, ma anche il suo modo di presentarsi oggi ai turisti e non.

 

 Verona

 

Come in ogni città d’arte, il primo passo è acquistare una cartina e decidere l’intinerario.

 

Per esempio potete decidere di partire dalla bellissima Piazza Bra, che fonde nella solare ed accesa luminosità che l’attraversa, edifici di epoche ed architetture diverse. La famosissima Arena, Palazzo Barbieri e la Gran Guardia sono quelli più celebri ed ammirati, ma non da meno sono la Fontana delle Alpi, il Liston e i suoi palazzi, le mura viscontee, la statua di Vittorio Emanuele II e la Torre Pentagona. Godetevi la piazza attraversandola passeggiando, è una delle anime di Verona di giorno come di sera!

Palazzo Barbieri è sede dell’amministrazione comunale. E’ un imponente edificio in stile neoclassico che fu realizzato tra il 1836 ed il 1848; ispirato alle forme degli antichi templi romani si presenta con una maestosità che lascia sconcertati, offrendo una visione globale di tutta la facciata. La parte centrale è costituita da un pronao corinzio sporgente a cui si accede per un’ampia gradinata, sovrastato da un grande frontone triangolare in cui è inserito lo stemma della città. Le due ali sono decorate da mezze colonne che ne amplificano la monumentalità e scandiscono le finestre rettangolari dei due piani; quelle al primo piano sono sovrastate da archetti incavati, e quelle al secondo da un mezzanino sottostante il tetto.

Sul lato opposto della piazza c’è il Liston, un ampio marciapiede in pietra rosa lastricato nel settecento, che segue l’andamento curvilineo della piazza, su cui si affacciano palazzi nobiliari che ospitano bar, pizzerie e ristoranti, sempre affollati da turisti di passaggio e da veronesi intenti a far salotto.

Su tutto domina l’Arena, il monumento che più di ogni altro ricorda le origini romane della città e suo simbolo in tutto il mondo. Un grandioso anfiteatro, il terzo per grandezza fra quelli a noi giunti ed il meglio conservato, nonostante nel 1183 un terremoto abbia distrutto il triplice ordine di arcate sovrapposte che lo circondavano interamente e di cui oggi rimane solo uno scorcio. Eretta nel I secolo è un’ellisse larga 110 metri e lunga 140, realizzata con una ininterrotta sequenza formata da 72 doppie arcate in pietra. Durante gli anni dell’impero accolse combattimenti di gladiatori e nel corso dei secoli ospitò tornei, giostre, duelli, balletti, circhi, ascensioni di mongolfiere e corride; dall’estate del 1913 ospita la più grande stagione lirica all’aperto del mondo, a cui assistono 600mila spettatori ripartiti su una cinquantina di serate. E’ visitabile internamente tutti i giorni dell’anno; in dicembre e gennaio l’interno dei suoi arcovoli ospita la rassegna internazionale del presepio. Se si vuole è possibile salire fino ai gradini più alti dove si gode una vista panoramica della piazza.

 

Arena di Verona

 

Usciti dall’Arena imboccate Via Roma, strada di elegante passeggio con negozi e caffè, in fondo alla quale si erge il maestoso Castelvecchio (Corso castelvecchio 2, 8:30 – 19:30 tranne il lunedi 13:30 – 19:30), dimora della nobile famiglia che nel medioevo governò la città per centoventicinque anni, gli Scaligeri. Proseguendo il cammino lungo via Roma esso si svela a noi in tutta la sua imponente bellezza e ben presto comprendiamo di essere dinnanzi al più grandioso ed imponente monumento cittadino, dopo l’Arena. Eretto nel XIV secolo è un maniero molto vasto, che colpisce per l’aspetto autorevole e la forma decisamente militare, accentuata dalle mura merlate e dalle torri angolari coperte. Ospita il Museo Civico di Verona, una delle maggiori raccolte d’arte italiane, che inizia con oggetti paleocristiani e termina con dipinti settecenteschi, includendo reperti di oreficeria longobarda, opere scultoree dal X al XIV secolo, testimonianze della pittura trecentesca e rinascimentale. Attraverso un arco posto vicino alla Torre dell’Orologio, si accede al Ponte Scaligero, un magnifico esempio di ingegneria militare trecentesca che arditamente si slancia sull’Adige. Un ponte a tre arcate, fortificato e merlato, realizzato con mattoni in cotto e pietre bianche locali, la cui ensemble offre uno straordinario effetto pittorico, scenografico, e molto suggestivo.

 Ponte scaligero

Sul viale che collega Castelvecchio alla famosa Piazza delle Erbe (Corso Cavour) si incontrano edifici e chiese di notevole interesse, fra cui la splendida Porta Borsari, il principale ingresso cittadino in epoca romana. Fu costruita nel I secolo d.C. seguendo i dettami tipici dell’architettura imperiale, con una struttura articolata su tre livelli. Inizialmente era un edificio con corte centrale e doppi passaggi nelle facciate, di cui rimane solo la facciata esterna: nel livello più basso si aprono due fornici ad arco a tutto sesto, inquadrati ciascuno da lesene con capitelli corinzi, che sorreggono trabeazione e frontone. Sopra vi sono due livelli sovrapposti, scanditi da finestre arcuate, sovente inserite in piccole edicole con frontone triangolare.

Arriviamo così in Piazza delle Erbe, per secoli il fulcro della vita sociale, economica e politica di Verona. In epoca romana era il Foro, di cui serba ancora l’originale lunghezza, con il campidoglio, templi maestosi e terme, collegati da un porticato che ospitava ricchi negozi. Qui palazzi, torri, statue ed elementi architettonici sono testimonianze di varie epoche, che sovrapponendosi in un collage stratificato hanno creato una delle piazze più belle d’Italia. Sul lato orientale sorge il duecentesco Palazzo della Ragione, nelle cui stanze ebbero via via sede il Collegio dei Notai, il Dazio della Seta, la Pretura, la Corte d’Assise e le prigioni. L’imponente torre che lo sovrasta è la Torre dei Lamberti, eretta nel 1172 seguendo lo stile romanico tipico dell’epoca ed ancor oggi visibile nella parte bassa, realizzata con mattoni alternati al tufo. Nei secoli ha subito vari innalzamenti, in un susseguirsi di materiali e stili sempre felicemente intonati, arrivando nel 1464 a diventare, con i suoi 84 metri, la torre più alta della città: consigliata la salita (lunedì – domenica 8:30 – 19:30; chiusura cassa ore 18:45… per i pigri c’è anche l’ascensore!) per godere di una meravigliosa vista panoramica di Verona!

Sul lato nord occidentale della piazza sono presenti il barocco Palazzo Maffei e l’antica Torre del Gardello.Al centro della piazza si trova la simbolica Fontana di Madonna Verona fatta erigere nel 1368 da Cansignorio della Scala utilizzando una antica statua romana, presente in questo sito già dal I secolo d.C.

Il tutto attorniato da chioschi che offrono ristoro con bibite fresche e bicchieroni di frutta fresca, nonché da bancarelle di souvenirs per tutti i gusti!

 

 Palazzo Maffei

 

 

Poco distante dalla piazza si trova la rinomata Casa di Giulietta (Via Cappello 23, 8:30 – 19:30 tranne il lunedi 13:30 – 19:30) in cui secondo la tradizione abitava la famiglia dei Capuleti. Un imponente cancello in ferro battuto separa il suo androne dalla pubblica via; oltrepassandolo si accede ad un luminoso cortile in cui è presente la statua in bronzo di Giulietta (dicono porti fortuna toccarle il seno) ed una lapide che riporta alcuni versi della tragedia shakesperiana. La casa è un severo edificio medioevale la cui facciata in mattoni a vista è ingentilita da finestre trilobate e dal famoso balcone, ove Giulietta si affacciava per parlare con Romeo. E’ un pregevole esempio di insula romana strutturata, mediante la suddivisione del lotto gotico, in corte con spazi liberi interni e passaggi porticati verso la strada. Disposta su vari piani e visitabile, offre una verosimile ricostruzione delle tipiche dimore signorili del quattordicesimo secolo, con affreschi, cassapanche intarsiate, camini in mattoni, scale in legno, balaustre e camminatoi.

 

Casa di Giulietta

 

Tornati su via Cappello proseguiamo nel nostro itinerario tornando un pochino indietro in Piazza delle Erbe.

Al lato del Palazzo della Ragione, percorrete la stretta via sovrastata dagli archi e vi ritroverete in un’altra piazza, la ben nota Piazza dei Signori: subito emerge che la differenza tra le due piazze è immediata e notevole: quanto piazza Erbe è articolata, popolare e “italiana” tanto piazza dei Signori è armoniosa, aristocratica e raccolta. Entrando troviamo sulla destra il duecentesco Palazzo della Ragione e lo scaligero Palazzo di Cansignorio, sul fondo lo scaligero palazzo di Cangrande ed alla sua sinistra la loggia di Fra Giocondo, elegante esempio di architettura rinascimentale; il perimetro è chiuso dal Palazzo della Pietà e dalla barocca facciata della Domus Nova. Al centro della piazza si erge il Monumento a Dante Alighieri, una splendida statua in marmo alta tre metri realizzata per celebrare il sesto centenario della nascita del grande poeta che fu lungamente ospite a Verona.

In questa piazza, come in Piazza delle Erbe, troverete numerosi chioschi, ma tutti di cucina tipica non solo veneta ma di tutta Italia (dalla pizza genovese ai cannoli siciliani, e tante altre prelibatezze!)… consigliata una sosta soprattutto ore pasti!!

 

L’itinerario vi guiderà poi verso la Chiesa di Santa Anastasia, la più grande chiesa di Verona, per poi condurvi in direzione del complesso del Duomo.

 

 

Chiesa di Santa Anastasia

 

 

Piazza del Duomo è una piazzetta seminascosta nelle vicinanze di ponte Garibaldi, inaspettatamente piccola e quasi soffocata dagli edifici circostanti; se non fosse per le insegne delle osterie, nessun turista che qui arrivasse dopo aver vagato fra le vie del centro, immaginerebbe d’essere in un sito che conserva un patrimonio storico e culturale di incredibile valore. Il piazzale è dominato dal Duomo, una delle chiese più belle di Verona, edificata nel XII secolo sui resti di una basilica paleocristiana. La sua facciata tripartita, singolare fusione di gotico e romanico, è dominata dallo splendido protiro a due livelli che si slancia elegante, sostenuto da colonne tortili che poggiano su grifoni alati e sostengono archi a tutto sesto. Nel maestoso interno, con cappelle e altari ricchi di opere d’arte rinascimentali e barocche, particolare attenzione meritano il tornacoro del Sanmicheli e la cinquecentesca pala del Tiziano, unica opera veronese del grande pittore.

  

Da qui potete dirigervi verso Ponte Pietra, costruito nel I secolo a.C. in corrispondenza di un guado che qui si trovava sin dalla notte dei tempi. Imponente e rustico è dotato d’un fascino particolare, che risiede in quel suo originale susseguirsi di materiali e stili, diversi ma sempre felicemente intonati. Le numerose ricostruzioni gli hanno dato una forma a “schiena d’asino” con arcate asimmetriche, molto diversa da quella originaria, che serve per facilitare il flusso della corrente. Oggi solo le due arcate di sinistra, edificate in pietra bianca, risalgono all’epoca romana; l’arcata centrale e quella successiva appartengono ad una ricostruzione cinquecentesca; l’ultima sulla destra ad un rifacimento medioevale, durante il quale fu costruita anche la torre difensiva ornata con arco in pietra recante l’emblema degli Scaligeri.

 

Ponte Pietra

 

Addossati al colle di San Pietro si innalzano i resti di quello che un tempo era un magnifico Teatro Romano; lo spettacolo è incantevole, con pezzi di muraglioni a vista e terrazze insinuate nel verde della collina, tra le quali spuntano la chiesa di San Siro e il convento di San Girolamo, incoronati da Castel San Pietro: all’epoca della sua costruzione (I secolo d.C.) aveva una cavea semicircolare a gradoni ed un palcoscenico chiuso da un fondale in muratura, una larghezza di 150 metri, una profondità di 110 ed una altezza di 70. Per costruirlo venne adattato l’intero fronte del colle, scavando un semicerchio a cono capovolto nella collina per ricavare le gradinate, la cavea bassa e quella alta. Recuperato alla fine dell’800, ospita in estate un festival shakesperiano, figlio dell’immortale amore di Giulietta e Romeo. Un biglietto di ingresso consente di visitarne l’interno e di accedere al Museo Archeologico (Regaste Redentore 2,8:30 – 19:30 tranne il lunedi 13:30 – 19:30), situato nelle quattrocentesche sale del convento di San Girolamo. Vi sono esposti vasi, mosaici, sculture, gioielli, oggetti in vetro e utensili provenienti da necropoli, iscrizioni sacre e sepolcrali, parti dell’acquedotto romano tracciato sul ponte Postumio e antichi elementi decorativi del Teatro. Nonostante le dimensioni del teatro romano siano minori rispetto a quelle dell’arena (e anche le sue condizioni sono più modeste) il luogo in cui è immerso è più suggestivo trattandosi si un ampio giardino.

 

Dal Teatro Romano potete passeggiare costeggiando l’argine e arrivare al magnifico Giardino Giusti (Via giardino Giusti 2, aperto tutti i giorni dal 1 aprile al 30 settembre dalle 9 alle 20), un grande giardino all’italiana del ‘500, situato lungo l’omonima via e distante qualche centinaio di metri dal Teatro; è un’oasi di verde in cui sono visibili collezioni di fiori, reperti romani, un maestoso viale di cipressi, fontane, grotte acustiche, statue mitologiche e un antico labirinto di siepi. Un percorso che incanta e che culmina con una terrazza da cui si gode di una splendida vista sulla città, visitato nel corso dei secoli da illustri personaggi della storia e della cultura …Goethe, Cosimo III° de’ Medici, Mozart, lo zar Alessandro e l’imperatore Giuseppe II.

 

 

Giardino Giusti

 

 

Per tornare verso il centro passate per Piazza San Tomaso: innanzi tutto c’è un’ottima pizzeria, inoltre qui si erge la Chiesa di San Tomaso, meritevole di una visita se ne avete il tempo. Sorta dove in epoca romana esistevano una necropoli ed un tempio per commemorare i defunti, conserva un grande organo barocco che nel 1770 venne suonato da un Mozart adolescente.

 

Un po’ più defilati dal centro, ma sempre raggiungibili a piedi, ci sono la Tomba di Giulietta e il Museo degli Affreschi (via del Pontiere 35; 8:30 – 19:30 tranne il lunedì 13:30 – 19:30). Il Museo raccoglie affreschi realizzati tra il X° ed il XVI° secolo recuperati da edifici religiosi e privati della città per favorirne la conservazione, sculture ottocentesche e numerose tele di artisti vissuti tra il ‘500 e il ‘700. In una cripta sotterranea, a cui si accede dal chiostro attraverso una scala in pietra, si trova il sarcofago scoperchiato in marmo rosso che secondo la tradizione ha ospitato le spoglie mortali di Giulietta Capuleti: un giaciglio semplice e privo di stemmi perché nel medioevo non veniva concessa la sepoltura ecclesiastica ai morti suicidi. Volutamente abbandonato e trasformato in abbeveratoio nel tentativo di soffocare lo scandalo, fu sempre e comunque meta di continui pellegrinaggi. Solo agli inizi del secolo scorso la tomba venne spostata in questo sotterraneo, dove oggi è visitata da numerosi turisti che nell’antro umido sostano silenziosi, sospirando per un amore contrastato ed infelice, ma eterno.

Tappa immancabile è il lancio della monetina nel pozzo dei desideri.

 

Tomba di Giulietta

 

Altro da vedere, se avete un po’ più di tempo:

Via Mazzini (collega Piazza Erbe con Piazza Bra) e i suoi negozi

Chiesa di San Lorenzo

Chiesa di S. Maria Antica, Arche Scaligere, Scavi Scaligeri, Piazza Viviani

Biblioteca Civica, Porta dei Leoni e Via Cappello (tratto finale)

Chiesa di San Fermo

Chiesa di S. Giovanni in Fonte, Chiesa di Santa Elena

 

Tutti i prezzi dei posti descritti sono modesti e la maggior parte dei biglietti sono cumulativi (ad es. teatro romano + museo archeologico, tomba di giulietta + museo degli affreschi) ma io consiglio vivamente di acquistare la Verona Card che permette con una spesa iniziale di 15 euro di vedere quasi tutti i posti di interesse culturale a Verona.

 

E ora… Buon viaggio!!! 

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Fabrizio Cannatelli

Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

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