Schumacher, situazione critica e lotta contro il tempo

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Da alcuni giorni non si hanno più notizie sulle condizioni di salute di Michael Schumacher, in coma farmacologico dal 29 dicembre scorso in seguito ad una rovinosa caduta con gli sci sulle piste di Meribel, in Francia. Se da una parte la motivazione è dovuta alla richiesta di privacy della famiglia, dall’altra c’è molta preoccupazione per via di una situazione che potremmo definire cronica.

Schumacher in coma dal 29 dicembre 2013

Questi dubbi vengono direttamente da Jean-Marc Orgogozo, professore di neurologia all’Università di Bordeaux e direttore della Federazione di neuroscienze. Lui stesso ha spiegato, in un’intervista con il magazine francese “Le Point“, che in situazioni di questo genere il tempo, all’inizio del trauma, è un alleato perché nei primi giorni è importante la stabilità delle condizioni del paziente. Con il passar dei giorni, invece, il tempo diventa un nemico dato che, per il paziente in coma, la ripresa sarà più difficoltosa: “Ogni giorno che passa diminuiscono le possibilità che la situazione migliori. L’intervento dei neurochirurghi sul trauma ‘chiuso’ doveva dare un beneficio se non immediato, almeno veloce. Se ciò non avviene significa che le lesioni sono ampie e diffuse e hanno poche chance di regredire”.

Il noto neurologo ha voluto precisare che non conosce esattamente il quadro clinico del pilota tedesco ma da un’ idea sul tipo di terapia che dovrebbe praticarsi in questi casi:”In generale, dopo un certo periodo si inizia con un coma più leggero e si vede cosa succede. E’ essenziale svegliare il ferito altrimenti non c’è più speranza. La terapia attuale serve per stabilizzare le lesioni, ma se il danno è troppo grande a lungo andare non serve, anche perché il coma può causare complicazioni al sistema immunitario, mentre l’ipotermia ha un impatto negativo sulla circolazione“.

Insomma il campione tedesco, dopo 4 settimane di coma, potrebbe rischiare di rimanere in uno stato vegetativo permanente, anche se Orgogozo conclude la sua intervista con una nota di speranza: un recupero di Schumacher senza conseguenze è inaspettato ma comunque non del tutto impossibile.

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Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

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