Pink Floyd The Wall

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L’opera rock più importante nella storia della musica nasce nell’aprile del 1979 dalle mani di Roger Waters, leader e anima dei Pink Floyd: si chiama “The Wall“.
A sei anni di distanza da “Dark Side of the Moon” che impersonava il grido alla lotta contro una società dalle regole perbeniste, The Wall, il concept album, nasce come un progetto molto più ambizioso, la voglia da parte dell’uomo di uscire dagli schemi che lo intrappolano e che vorrebbe distruggere.

 

L'album The Wall dei Pink Floyd

 

Il 30 novembre The Wall esce in un album doppio. I Pink Floyd lo presentano come un racconto musicale, l’obiettivo è rappresentare autobiograficamente la voglia di ribellarsi alla società contemporanea. La storia è quella di Roger Waters che nei testi racconta la sua rabbia e fobia verso tutto ciò che lo circonda.

L’assenza del padre morto prematuramente nella Seconda Guerra Mondiale e la presenza di una madre iperprotettiva, lo renderanno rivoltoso contro i famosi educatori inglesi che in quegli anni attraverso rapporti interpersonali, schiacciavano i poveri allievi i quali, nel brano “Another Brick In The Wall“, 45 giri che anticipò il doppio album, cantavano noi non abbiamo bisogno di istruzione… .

 

Another Brick in the Wall Part 1

 

Raccolto dalla stampa con riserva per il suo aspetto antieducativo, The Wall è il muro che Waters, con le sue paranoie, legate ad un’infanzia complessa, costruisce per difendersi dal pubblico. A differenza degli altri componenti della band, Gilmour, Wright e Mason, Waters vive il successo e le relazioni umane come una violenza da cui proteggersi nervosamente.

 

Another Brick in the Wall

 

The Wall mantiene vivo il passato e si rivolge alle nuove generazioni con un linguaggio musicale sia omeopatico che reale (telefono, elicotteri, voci diverse, stazione..), sia con reminiscenze sinfoniche che con testi simbolici e dal contenuto retrospettivo.

Se Waters è l’anima dei testi, David Gilmour con i suoi assoli regala pezzi carichi di pathos e arrangiamenti dalla qualità impressionante. Canzoni come Comfortably Numb e Run Like Hell contengono il suo marchio di fabbrica e fanno la storia.

 

Comfortably Numb

 

Il significato di The Wall e il protagonista Pink

The Wall rappresenta uno degli show più totalizzanti che si siano mai visti, capace di esprimere il concetto di divisione tra la band e il suo pubblico riuscendo, però, al tempo stesso a coinvolgere lo spettatore in modo sorprendente.

Sconvolto dal tour precedente dove sputò in faccia ad uno scatenato spettatore a Montreal, Roger Waters cominciò a ragionare proprio sul distacco tra la band, in una dimensione live, ed il pubblico. Waters riversa nel protagonista principale di The Wall, la rockstar Pink, traumi e paure. Pink, stanco dello star system, è il fulcro su cui ruota tutto l’album; tutta la sua vita sarà raccontata nota dopo nota, tra presente e passato, e costellata dall’elemento che ne evidenzia i limiti: la solitudine. Non a caso questo personaggio rappresenta la follia di Waters e Barret: il primo odiato e mal sopportato dal gruppo, il secondo depresso e perennemente ricoverato in case di cura.

 

Is There Anybody Out There?

 

Dopo un’introduzione all’infanzia e alla giovinezza, Pink diventa una rockstar e comincia ad analizzare il difficile rapporto con la madre e i fans. L’incomunicabilità con la moglie che lo tradirà, lo porterà a chiudere quel muro di cui avrà bisogno per proteggersi dalla vita e rimanere solo. La solitudine lo aiuterà ad analizzare la propria vita e ad arrivare ad un processo mentale che lo spingerà ad abbattere quel muro creato per eliminare le proprie difese ed esporsi ai suoi simili.

 

Gli ultimi Live con Roger Waters

Talmente forte è l’eco del capolavoro di Roger Waters all’interno della band, che anche l’album “The Final Cut” viene completamente scritto e rilasciato dal bassista “dittatore”; le tensioni spingono il tastierista Rick Wright ad abbandonare il gruppo per poi tornaci nel 1994 con l’album “Division Bell“.

Pink Floyd - Pink Floyd The Wall

 

Waters se ne andrà via dai Pink Floyd nel 1985 realizzando con loro gli ultimi quattro live nelle città di Dortmund, Londra, New York e Los Angeles. In ogni concerto compariva il famoso maialino Alige, utilizzato nella copertina di “Animals”, e mostruosi cartoni animati creati da Gerald Scarfe venivano proiettati su di uno schermo circolare.

 

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A metà spettacolo, un muro di polistirolo veniva innalzato per dividere la band dal pubblico, alla fine del concerto il muro veniva violentemente fatto crollare. Nell’album successivo la band non fece nessun tour proprio perché sarebbe stato impossibile competere con gli show di The Wall.

 

The Wall - Live a Berlino 1990

 

L’eco di The Wall

Dal 1979 ad oggi, The Wall continua a vivere e ad essere attuale, in Sud AfricaWe don’t need no education, we don’t need no thought control” di Another Brick in the Wall viene utilizzato nella manifestazione contro l’apartheid. In Germania, i berlinesi nel 1990 hanno festeggiato la caduta del muro con un mega concerto di Roger Waters che ha portato The Wall davanti ad un pubblico di 350.000 persone. The Wall continua ad essere ancora un simbolo dell’epoca moderna, come Bob Marley, Jim Morrison e Che Guevara.

Locandina del film Pink Floyd The Wall

 

Il film “Pink Floyd The Wall”

Uscito nel 1982 e diretto da Alan Parker il film Pink Floyd The Wall fu presentato fuori concorso al 35esimo Festival di Cannes. Il film racconta la storia di Pink, un bambino che diventerà una rockstar inglese circondato da droga e successo per cadere successivamente in uno stato catatonico.

Fu il regista Alan Parker a mettersi in contatto con Roger Waters per dirgli di scrivere la sceneggiatura seguendo la narrativa dell’album. Il film completamente musicale, dura novantanove minuti e presenta un elemento chiave: i cartoni animati di Gerald Scarfe. Si tratta di metafore che simboleggiano gli aspetti della vita del protagonista per una durata di circa venti minuti.

 

Empty Spaces

 

L’attore principale, colui che impersona Pink, è il leader dei Boomtown Rats, Bob Geldof. Sua la voce nei brani In the Flesh, In the Flesh? e Stop.

Attraverso immagini forti e rabbiose Pink fa un viaggio nel fondo della sua follia. In questo viaggio viene visto in diverse età della sua vita. Un uomo che comincia a costruire giorno dopo giorno un muro immaginario fatto di mattoni immaginari. La morte del padre nella battaglia di Anzio, della Seconda Guerra Mondiale, costituisce il primo mattone, la presenza di una madre troppo soffocante, è il secondo mattone. Il tradimento della moglie, la droga, il successo e la solitudine diventeranno gli altri mattoni necessari al completamento di quel muro.

I livelli di lettura sono in sostanza tre: autobiografia di Roger Waters (infanzia ed educazione scolastica), incomunicabilità nei rapporti e onnipotenza da rockstar, ed evoluzione della follia (dedicata a Syd Barret).
Il progetto doveva nascere come un film-concerto, ma Parker con il passar del tempo impose il suo stile diretto ed evocativo spodestando Waters dal suo ruolo principale per spingerlo ad un mese di vacanze forzate. Il tono presente nel film si allontanò da quello dell’album, e, come rivelò qualche anno dopo David Gilmour, i momenti scherzosi e l’humour presenti nel concept album sparirono completamente per dare spazio a una visione cinematografica molto più violenta e autobiografica; ne sono una testimonianza diretta i pupazzi animati e per certi versi cruenti di Scarfe nelle varie sequenze del film.

 

Bob Geldof in Pink nel film The Wall

 

Il tutto si chiude, sia album che film, con “Outside the Wall“, una fantastica ballata dal tema introspettivo che esprime il forte sentimento di solitudine della rockstar Pink che scopre, dietro il muro abbattuto, la vita che aveva sempre sognato.

Da soli o a due a due
Quelli che davvero ti amano
Vanno e vengono al di là del muro
Alcuni mano nella mano
Altri riuniti in gruppi

Quelli sensibili e gli artisti
Cercano di abbatterlo
E quando ti avranno dato il meglio di loro
Qualcuno barcollerà e cadrà.

Dopo tutto non è facile
Picchiare il cuore
Contro il muro di un folle
Il muro è definitivamente abbattuto.

Outside The Wall, Roger Waters

 

Tutti le canzoni dell’album The Wall

Disco 1

LATO A

In the Flesh? – 3:19 – (Waters) – Voce di Waters
The Thin Ice – 2:28 – (Waters) – Voci di Gilmour e Waters
Another Brick in the Wall Parte I – 3:10 – (Waters) – Voce di Waters
The Happiest Days of Our Lives – 1:50 – (Waters) – Voce di Waters
Another Brick in the Wall Parte II – 3:59 – (Waters) – Voci di Waters e Gilmour
Mother – 5:32 – (Waters) – Voci di Waters e Gilmour

LATO B

Goodbye Blue Sky – 2:48 – (Waters) – Voci di Gilmour e Waters
Empty Spaces – 2:07 – (Waters) – Voce di Waters
Young Lust – 3:31 – (Waters, Gilmour) – Voci di Gilmour e Waters
One of My Turns – 3:36 – (Waters) – Voce di Waters
Don’t Leave Me Now – 4:16 – (Waters) – Voci di Waters e Gilmour
Another Brick in the Wall Parte III – 1:14 – (Waters) – Voce di Waters
Goodbye Cruel World – 1:14 – (Waters) – Voce di Waters

Disco 2

LATO A

Hey You – 4:41 – (Waters) – Voci di Gilmour e Waters
Is There Anybody Out There? – 2:40 – (Waters) – Voci di Waters e Gilmour
Nobody Home – 3:25 – (Waters) – Voce di Waters
Vera – 1:33 – (Waters) – Voce di Waters
Bring the Boys Back Home – 0:50 – (Waters) – Voce di Waters
Comfortably Numb – 6:49 – (Gilmour, Waters) – Voci di Waters e Gilmour

LATO B

The Show Must Go On – 1:36 – (Waters) – Voce di Gilmour
In the Flesh – 4:16 – (Waters) – Voce di Waters
Run Like Hell – 4:22 – (Gilmour, Waters) – Voce di Waters e Gilmour
Waiting for the Worms – 3:58 – (Waters) – Voci di Waters e Gilmour
Stop – 0:30 – (Waters) – Voce di Waters
The Trial – 5:19 – (Waters, Ezrin) – Voce di Waters
Outside the Wall – 1:42 – (Waters) – Voce di Waters

 

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Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

Fabrizio Cannatelli

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