Omicidio Meredith: processo da rifare e le tappe del giallo

0 Condivisioni

Colpo di scena per il caso Meredith: Sollecito e Knox ancora imputati. La sentenza di Appello del processo per l’omicidio di Meredith Kercher è stata annullata dalla Corte di Cassazione. Il nuovo processo d’appello si svolgerà a Firenze.

La sentenza di secondo grado aveva ribaltato la sentenza di primo grado prosciogliendo dall’accusa di omicidio Amanda Knox e Raffaele Sollecito, ora il pg ha richiesto l’annullamento della sentenza di assoluzione definendola “un raro concentrato di violazioni di legge e di illogicità“.

La Cassazione ha inoltre respinto il ricorso di Amanda Knox contro la condanna a tre anni di reclusione per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba.

Insomma torna in primo piano il caso più discusso d’Italia, quello della studentessa inglese Meredith Kercher uccisa il 1 novembre 2007 in un’appartamento di Perugia che condivideva con l’americana, di Seattle, Amanda Knox. La ventiduenne Meredith si era trasferita in Italia per Erasmus perchè desiderava ultimare i suoi studi del corso di laurea in “European Studies” e, come tutte le ragazze della sua età, svolgeva una vita di studio, nuove amicizie e serate nei locali perugini.

Meredith Kercher

Il 2 novembre 2007 nella camera da letto dell’appartamento, ricoperto da un piumone e con una profonda coltellata alla gola, viene ritrovato il corpo di Meredith. La sua morte è stata provocata da uno shock emorragico dovuto a una lesione alla carotide e all’asfissia indotta dall’avere inalato il suo stesso sangue e sarebbe avvenuta nella notte tra l’1 e il 2 novembre.

Il gip convalida i fermi di Amanda Knox, definita in seguito Knox The Fox (per la furbizia e le sue continue bugie), Raffaele Sollecito, laureando in ingegneria e fidanzato di Amanda, Patrick Lumumba Diya, originario dell’ex Zaire e proprietario di un locale in cui lavorava Amanda. I tre si dichiarano subito innocenti ed estranei al delitto. Lumumba, coinvolto dalla Knox, viene rilasciato poco tempo dopo grazie alla testimonianza di un professore universitario che lo avrebbe visto nel suo locale “Le Chic” proprio la notte del delitto.

Amanda Knox e Raffaele Sollecito

La Knox mente su più fronti:

  • dichiara che al momento del delitto non era in casa. Verrà smentita successivamente da Sollecito che afferma agli inquirenti di aver passato parte della serata con la Knox e confessa di non essere rimasto con lei fino al mattino;
  • dichiara che Patrick Lumumba aveva un debole per Meredith e che dopo essere arrivati (Sollecito, Lumumba, Knox) in via della Pergola nel loro appartamento, Sollecito e la Knox si sarebbero appartati nella loro stanza, mentre nel frattempo Lumumba avrebbe ucciso Meredith. Con la testimonianza di Amanda, Lumumba viene arrestato e recluso ingiustamente per 14 giorni, per ottenere successivamente un risarcimento di 8 mila euro.

La situazione dei due amanti si complica quando viene ritrovato dai Ris, nella cucina di Sollecito, un coltello con tracce biologiche sia di Meredith che di Amanda. Non solo, in due bidoni vengono ritrovati elementi come stracci e spugnette, utilizzati secondo l’accusa per tentare di ripulire la scena del crimine.

Dalle altre analisi svolte dalla scientifica viene individuata un’altra impronta presente nella scena del delitto. L’impronta di un pollice insanguinato viene trovata su un cuscino vicino al corpo di Meredith e viene identificata come appartenente a Rudy Guede, catturato a Magonza in Germania il 20 novembre 2007. Il quadro su quel che accadde quel 1 novembre comincia a delinearsi sulla base delle numerose impronte digitali trovate nell’appartamento di Meredith: Guede avrebbe violentato Meredith e successivamente insieme a Raffaele e Amanda l’avrebbe uccisa.

Rudy Guede

Ma Guede, così come Sollecito e Knox, si dichiara innocente, affermando che mentre si recava in bagno avrebbe udito le urla di Meredith e uscendo avrebbe incrociato un uomo bianco (che non è in grado di riconoscere) che dopo aver compiuto il delitto gli avrebbe sussurrato: Sei fregato, negro trovato, negro condannato. Da qui la decisione di fuggire.

Ma sono ancora troppi i punti interrogativi sulla vicenda:

  • Chi avrebbe ripulito l’appartamento?
  • Chi era questo fantomatico uomo bianco e chi gli avrebbe aperto?
  • Perchè i cellulari di Meredith sono stati ritrovati a un chilometro dall’appartamento?

Le indagini però proseguono e la scientifica rileva altre impronte di Amanda che si sarebbe lavata le mani per togliere il sangue in uno dei bagni dell’appartamento, mentre sul gancetto del reggiseno di Meredith viene individuato il dna di Raffaele Sollecito. Intanto Guede si dichiara innocente e scarica la colpa del delitto su Sollecito e Amanda Knox.

Nel 2008 il Gup condanna con rito abbreviato a 30 anni di reclusione Guede e manda a processo Raffaele e Amanda. Il 5 dicembre 2009 la Corte d’Assise di Perugia condanna Raffaele Sollecito a 25 anni di carcere e Amanda Knox a 26 anni. Le motivazioni della condanna sono: “hanno ucciso perchè spinti da movente erotico, sessuale, violento“.

Knox e Sollecito in tribunale

Alcuni giorni dopo la Corte d’Assise d’Appello riduce da 30 a 16 anni la pena inflitta a Rudy. Concesse le attenuanti generiche.

Il 24 novembre 2010 si apre il processo d’appello per Amanda e Raffaele. Viene accolta dalla Corte d’Assise di Perugia la richiesta delle difese dei due ragazzi per nuove perizie del DNA sul coltello, considerato l’arma del delitto, e sul gancetto del reggiseno di Meredith. Sei mesi dopo viene evidenziato che gli accertamenti tecnici effettuati non erano attendibili.

Il 4 ottobre del 2011 dopo quattro anni dietro alle sbarre, Sollecito e la Knox vengono assolti, per “non aver commesso il fatto“, dalla Corte d’Assise d’appello che ne dispone la scarcerazione. La motivazione: “I mattoni su cui si è basata la condanna sono venuti meno come anche gli indizi trovati sull’arma del delitto. L’ordinamento non tollera la condanna dell’innocente“.

Naturalmente dopo il verdetto le critiche pro e contro si sono scatenate, con show televisivi, gente in piazza, telecamere impazzite , conferenze stampa, film in attesa di essere prodotti e tanto altro ancora.

le tante facce di Sollecito e della Knox

Il 25 marzo 2013 la Cassazione è pronta ad annullare la sentenza per riproporre un nuovo evento mediatico che farà gola a tantissimi, ma la domanda che tutti noi ci poniamo è: quando finirà? Chi è il vero colpevole? State pur certi che usciranno fuori nuovi testimoni, nuovi colpi di scena con interviste, avvistamenti e sopralluoghi riproposti nei vari format o programmi televisivi disposti a tutto pur di presentarci lo scoop del giorno.

Purtroppo nel mezzo di questo mappazzone, come direbbe il buon Bruno Barbieri, solo una cosa è certa: una giovane studentessa inglese di 22 anni di nome Meredith Kercher è stata uccisa e la famiglia che ancora la piange non può certo dire “Giustizia è fatta“.

Non perdere nessuna notizia, aggiungici agli amici!


0 Condivisioni

Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

Fabrizio Cannatelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.