Mondiali Russia 2018 – Partono i quarti dopo la caduta degli dei!

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Le sorprese non finiscono più! Anche gli ottavi di finale di Russia 2018 non hanno rispettato del tutto i pronostici, lasciando a piedi nomi illustri e nazionali importanti (e favorite) lungo il percorso verso la finalissima del 15 luglio.

Tensione, tattica, agonismo e qualche colpo d’autore sono state le assolute protagoniste della “seconda fase” nella quale però è mancato quasi completamente lo spettacolo, con gare equilibratissime e risolte in tre circostanze ben oltre i tempi regolamentari; l’importanza troppo elevata della posta in palio ha schiacciato a volte la stessa personalità delle formazioni in campo, troppo preoccupate di sbagliare per esprimersi al meglio delle proprie possibilità e capacità, o fin troppo decise a “passare” il turno anche al costo di “non giocarsi” il tutto per tutto pur di conquistare i “quarti”.

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La prima vittima illustre degli ottavi, ampiamente annunciata dopo l’incerto cammino nel girone di qualificazione, è stata l’Argentina di Sampaoli e Messi, mano nella mano sul banco degli imputati; uno dalla panchina e l’altro in campo ma entrambi incapaci di dare il loro contributo alla causa dei biancocelesti, sommersi da un Mbappé in forma strepitosa e da una formazione comunque più sciolta e logica. Il risultato finale (4-3 per i francesi) ha persino troppo premiato i sudamericani, vera e propria delusione della competizione al pari della Germania.

Per la squadra di Deschamps non sarà semplice superare l’Uruguay, ma l’assenza di Cavani, protagonista assoluto della vittoria contro il Portogallo, potrebbe pesare decisamente a favore dei “Blues”.

Come detto anche i lusitani hanno fatto le valigie, piegati dalla coriacea e rocciosa formazione di Tabarez, il tecnico con la stampella che sta commuovendo tutto il mondo, attirando via via le simpatie ed il tifo di coloro che non hanno la propria nazionale ai Mondiali (come noi italiani) o che l’hanno persa strada facendo. Cristiano Ronaldo, in queste ore vicinissimo alla Juventus, non è riuscito nel miracolo che solo il grande Maradona poté compiere, e cioè quello di portare una nazionale complessivamente buona ma non eccelsa, sul tetto del mondo.

La Russia sta superando invece ogni pronostico ed ogni più rosea aspettativa anche se la gara contro la Spagna è stata certamente la più noiosa e la meno accattivante degli ottavi. I russi hanno badato al sodo, difendendosi a spada tratta e chiudendo ogni varco agli iberici, peraltro ben lontani dalle loro giornate migliori. Il cambio di tecnico in corsa, il logorio di qualche vecchio campione, ed un ricambio generazionale forse non del tutto completato, hanno frenato la Spagna, giustamente eliminata per la sua incapacità di arrivare ad un tiro degno di questo nome nell’arco dei 120’ giocati. Se poi si dice spesso che i rigori sono una “roulette russa”… il resto è venuto da sé!

Altra gara che non verrà consegnata agli annali per essere trasmessa ai posteri è stata quella tra Croazia e Danimarca, esplosa nei primi 4’ con un botta e risposta fulminante, e poi affievolitasi, ripiegandosi su se stessa e sulle alchimie tattiche delle due formazioni. Alla fine la Croazia ha avuto la meglio in virtù di una maggior precisione dal dischetto e probabilmente è stato giusto così.

Tra tante sorprese e novità, delusioni ed improvvisi exploit, c’è una squadra che, senza troppi clamori, sta marciando decisa verso l’obiettivo final(issima): è il Brasile di Neymar. Il talentuoso numero  10 del PSG sta crescendo partita dopo partita ed è l’unica stella annunciata alla vigilia ancora in lizza. Contro il Messico ha realizzato un goal e servito un assist, a dimostrazione che un fuoriclasse può esaltare un collettivo con le sue giocate; perché, e questa è forse una caratteristica sottovalutata ai nastri di partenza, il Brasile è una formazione di grande solidità, con una difesa quasi impenetrabile ed un centrocampo in grado di “far legna” prima di dare il via libera ai suoi furetti offensivi.

Ad opporsi ai gialloverdi, ad oggi i favoriti numero uno per il successo finale, proverà il Belgio che con un Lukaku non al meglio ha tremato, e non poco, contro l’ordinato e fantasioso Giappone. Nonostante siano dotati di grande talento in ogni reparto, crediamo che le fortune dei “diavoli rossi” dipendano in maniera quasi assoluta dalla capacità del suo centravanti di penetrare la rocciosa retroguardia brasiliana.

L’ottavo meno “nobile” ha visto prevalere la Svezia nei confronti della formazione elvetica diretta da Petkovic; un lampo di Forsberg, il più fantasioso della sua squadra e che porta sulle spalle il 10 di Slatan Ibrahimovic, è stato sufficiente per guadagnarsi la sfida all’Inghilterra che nonostante Kane ha fatto una fatica enorme a superare la Colombia, stoppata solo nella sarabanda dal dischetto quando ormai sembrava fatta.

Le nostre semifinali?  Francia – Brasile e Croazia –Inghilterra; ai posteri, e voi lettori, l’ardua sentenza…

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Giampiero Giuffré

Giampiero Giuffè: bancario per necessità ma non per vocazione, si butta a capofitto nel mondo radiotelevisivo alla fine degli anni 90′ e per 7 anni conduce su RadioSpazioAperto, insieme al fratello Simone, prima The Football Box, La Scatola del Calcio, dedicata al calcio internazionale, e poi BZona, Allenatori nel Pallone, trasmissione semiseria sul mondo del calcio e del fantacalcio. Appassionato tifoso laziale collabora come redattore o caporedattore con vari siti; dedito anche alla musica caraibica e latina in genere, la balla e ne scrive. In questo blog segue, per ora, la categoria I Miti dello Sport.Blog personale: http://www.giroma.it/

Giampiero Giuffré