Mondiali Russia 2018: Francia Campione del Mondo

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Con la vittoria di ieri sera per 4 a 2 da parte dei francesi sulla Croazia si sono chiusi ufficialmente i Mondiali 2018, forse i più avvincenti, e sicuramente i più sorprendenti, delle ultime edizioni.

Francia vince la coppa del Mondo 2018

LE DELUSIONI

Alla fine ha vinto una delle grandi tradizionali anche se alla vigilia era indicata più tra le possibili outsiders che non tra le favoritissime, ma tutto l’andamento della rassegna iridata è stato costellato da risultati non proprio pronosticati ed a volte addirittura imprevedibili.

Su tutti senza dubbio il 2-0 rifilato dalla Corea del Sud alla Germania campione uscente, che proprio in seguito all’esito del confronto con la rappresentante asiatica è stata eliminata, per la prima volta nella sua storia, al primo turno del torneo. La formazione di Low ha probabilmente pagato il mancato ricambio generazionale, inficiato come spesso capita in questi casi, da una sorta di riconoscenza del tecnico nei confronti di alcuni calciatori non più al top.

Germania delusione Mondiali 2018

Non molto meglio l’Argentina di Messi e Sampaoli, fuori agli ottavi dopo aver superato il girone con pochi meriti.

Argentina di Messi fuori dai Mondiali

Sempre agli ottavi si è fermata anche la corsa dei Campioni d’Europa del Portogallo, “stoppata” da un Uruguay imperniato su una difesa rocciosa e sulla fantasia e classe dei suoi attaccanti.

Portogallo di Ronaldo fuori dai Mondiali

Bene non è andata nemmeno alla Spagna, altra nazionale, come la Germania, giunta probabilmente alla fine di un ciclo, straordinariamente bello e vincente ma non certo eterno. Resta l’incognita di sapere cosa sarebbe successo agli iberici qualora la Federazione avesse resistito alla tentazione di mostrare i muscoli lasciando sulla panchina Lopetegui, giunto al Mondiale senza sconfitte nel suo ruolino di marcia, anziché affidarsi al neofita Hierro, forse incapace di mantenere i delicati equilibri di uno spogliatoio “pesante”.

Spagna fuori dai Mondiali

Tra le delusioni va ovviamente annoverata anche la Polonia nonché l’intero contingente africano, incapace di esprimere almeno una formazione in grado di superare il primo turno, segnando un clamoroso ed inatteso passo indietro lungo più di 30 anni.

Brasile di Neymar fuori dai Mondiali

Un capitolo a parte andrebbe dedicato al Brasile: la squadra di Tite, senza esaltare ma mostrandosi tetragona e via via più spigliata, grazie ai progressi segnati strada facendo da Neymar, sembrava ad un certo punto la più accreditata per la vittoria finale ma non è stata in grado di sterzare in maniera decisa nella gara contro il Belgio, quando, dopo un inizio favorevole ed apparentemente agevole, non ha reagito con la necessaria veemenza, tattica, tecnica ed agonistica, al ritorno dei belgi.

LE SORPRESE

E proprio con la squadra belga possiamo iniziare il nostro cammino tra le liete sorprese e le novità più interessanti della competizione. La squadra di Martinez arrivava al Mondiale con aspettative piuttosto alte, come successo del resto 4 anni fa, ma al contrario di quanto avvenuto in Brasile, stavolta i “diavoli rossi” hanno ben giocato le loro carte, autocandidandosi addirittura alla conquista del trofeo dopo l’eliminazione inflitta ai brasiliani; formazione equilibrata in ogni reparto e con il giusto mix tra esperienza e gioventù, Hazard ne ha ispirato le trame, finalizzate dal gigante Lukaku; sugli scudi anche De Bruyne ed il portiere Courtois; intermittente Mertens. Per il gioco espresso forse avrebbe meritato addirittura di più anche se il terzo posto finale è comunque storico.

Belgio terzo classificato ai Mondiali

Non rappresenta il massimo dal punto di vista storico, il quarto posto messo nel carniere dall’Inghilterra ma la squadra di Southgate, con un’età media tra le più basse in assoluto, ha forse posto le basi per il futuro, mostrando una buona intelaiatura di gioco impreziosita dalla freccia Sterling, dalla classe e pragmaticità realizzativa di Kane, capocannoniere con sei reti, e con un portiere, finalmente all’altezza della situazione, che mancava dai tempi di Shilton.

Kane capocannoniere Mondiali Russia 2018

Oltre ogni rosea aspettativa insieme al già citato Uruguay del “totem” Tabarez, maestro sul campo e nella vita, è andata decisamente la Svezia, senza dubbio una squadra tutt’altro che spettacolare ma ben decisa e concentrata sugli obiettivi da raggiungere e difficile da superare. Il cammino svedese non ha però lenito le ferite per la nostra mancata partecipazione, anzi, proprio in virtù delle tante sorprese e del fallimento delle compagini più attese, ne ha semmai accresciuto i rimpianti.

Stesso discorso per la Russia che spinta dall’entusiasmo dei propri tifosi ha passato il primo turno in scioltezza (complice anche un calendario davvero semplice) per poi compiere il “miracolo” contro la Spagna al termine della partita meno bella dell’intera manifestazione. Golovin, Cheryshev e l’eterno Ignashevich ce l’hanno messa tutta per entrare nella storia, ed in qualche modo ci sono riusciti.

La sorpresa per eccellenza resta tuttavia la Croazia, arrivata ad un passo dalla vittoria più clamorosa nella storia dei Mondiali; con un tecnico arrivato in extremis sulla panca biancorossa (complimenti a Suker che lo ha imposto prima degli spareggi), ed una masnada di “vecchi”  bucanieri e giovani virgulti, i croati hanno sfoggiato per gran parte della manifestazione un gran bel gioco e soprattutto una coriaceità inattaccabile, superando spesso gli avversari all’ultimo respiro o ben oltre il limite, disputando tre volte i supplementari (e per due volte arrivando fino ai rigori), con una forza di volontà sorretta da grandi capacità atletiche e tecniche.

Croazia finalista Russia 2018

E’ croato, Modric, l’uomo premiato come miglior calciatore del torneo e principale candidato al Pallone d’Oro qualora non si decidesse, come spesso accade, di premiare un rappresentante della squadra campione. Ottimo il mondiale anche di Perisic e Mandzukic, che hanno un po’ riabilitato il nostro campionato, mentre hanno sorpreso elementi come Subasic e lo stesso Vrsaljko e si sono confermati su alti livelli Rakitic e Lovren. Maglia nera a Kalinic che non ha saputo attendere il suo turno e si è fatto espellere dal proprio tecnico dopo la prima gara; proprio la rosa “ristretta” è stata forse l’unica carta sbagliata in mano a mister Dalic.

I CAMPIONI

La Francia di Deschamps ha vinto ma non ha sempre convinto; il tecnico francese, forse sottovalutato proprio per il suo pragmatismo che lo porta a compiere a volte scelte ardite ed impopolari (come lasciare a casa gente tipo Lacazette, Benzema e Rabiot) ha avuto ancora una volta ragione, iscrivendosi nel libro dei più Grandi, essendo stato capace di vincere il Mondiale da allenatore dopo averlo conquistato (nel 1998) anche da calciatore, impresa finora riuscita soltanto al brasiliano Zagallo ed al tedesco Beckenbauer.

Francia vince coppa del mondo Russia 2018

I Blues hanno amministrato la loro superiorità nel girone iniziale, blindando il primo posto con il patto di non belligeranza siglato con i danesi, per poi esplodere in tutta la loro potenza offensiva contro l’Argentina, piegata ben oltre il 4-3 finale. Da quella manifestazione di forza gli uomini di “Didì” hanno preso coscienza delle proprie capacità piegando poi in rapida successione Uruguay e Belgio senza subire reti. Proprio la difesa ha rappresentato uno dei punti di forza della compagine transalpina con elementi in grado di chiudere ogni varco ma anche di andare in rete in maniera puntuale e determinante: Pavard, Umtiti e Varane hanno di fatto marchiato il Mondiale con le loro “firme” e costituito con Lloris una retroguardia sempre all’altezza della situazione, ottimamente protetta dall’inesauribile Kanté e da un Pogba votato più al sacrificio che al ricamo.

Assorbire gli attacchi avversari per poi lanciare negli spazi la freccia Mbappé, autentica rivelazione del torneo anche se non può essere considerato una sorpresa vista la valutazione monstre attribuitagli la scorsa stagione, è stato lo schema più riuscito ai Campioni del Mondo, esaltati anche dalla classe cristallina di Griezmann, freddo e quasi infallibile sotto rete; che poi il centravanti titolare, Giroud, abbia chiuso il torneo senza nemmeno mai tirare in porta, resta un mistero gaudioso come il sorriso amletico della Gioconda…  

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Giampiero Giuffré

Giampiero Giuffré

Giampiero Giuffè: bancario per necessità ma non per vocazione, si butta a capofitto nel mondo radiotelevisivo alla fine degli anni 90′ e per 7 anni conduce su RadioSpazioAperto, insieme al fratello Simone, prima The Football Box, La Scatola del Calcio, dedicata al calcio internazionale, e poi BZona, Allenatori nel Pallone, trasmissione semiseria sul mondo del calcio e del fantacalcio. Appassionato tifoso laziale collabora come redattore o caporedattore con vari siti; dedito anche alla musica caraibica e latina in genere, la balla e ne scrive. In questo blog segue, per ora, la categoria I Miti dello Sport.Blog personale: http://www.giroma.it/