McEnroe il Super Moccioso del Tennis

John Patrick McEnroe Jr nasce in una base militare statunitense nell’ex-Germania Ovest, precisamente a Wiesbaden il 16 febbraio 1959 da madre casalinga e da padre ufficiale della Air Force statunitense, cresce però nel Queens (New York). Fisico esile, fin da piccolo comincia ad indirizzarsi verso il tennis; un forte richiamo interiore, quello che tutti i grandi talenti sentono irresistibilmente dentro di sé, spinse John McEnroe verso un’attrazione fatale per la racchetta ed i campi in terra battuta.

 

John Patrick McEnroe Jr

A diciotto anni John è già nelle semifinali di Wimbledon, in quattro set batte Jimmy Connors. Nel 1978 entra definitivamente nel circuito dei professionisti e diventa celebre per essere uno dei primi tennisti a firmare un contratto di sponsorizzazione con lo stilista Sergio Tacchini. John è molto ambizioso, nel 1979 McEnroe vince il primo torneo dello Slam e la sua vittima è ancora Connors. 


Nel 1980 c’è quella che nel tennis viene ancora definita “la finale”di quelle che si usa definire ‘al cardiopalma’, contro Bjorn Borg, famosa per un tie-break conclusosi 18-16 a suo favore. McEnroe alla fine perderà. Si rifarà nel 1981, battendo il sempreverde Borg dopo lunga tensione.
 

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Nello stesso anno nasce il suo nomignolo e il mito di “SuperBrat” tradotto in italiano “Super Moccioso” . Chi ha vissuto l’era di McEroe sa benissimo il perché, per chi non l’ha mai visto giocare spieghiamo che il motivo sono le sue intemperanze costanti, nervi quasi mai a posto e una tendenza ossessiva a contestare le decisioni arbitrali direttamente sul campo, con sceneggiate e sfuriate entrate ormai nelle cineteche sportive. Oltre agli insulti di prammatica ai giudici di linea, arriva anche ad arrampicarsi sul seggiolone dell’arbitro con il solo scopo di offenderlo. 

SuperBrat

Famoso è il suo scontro con uno spettatore che lo infastidiva urlandogli “What problems do you have, besides being unemployed, a moron and a dork?” cioè  “Che problemi hai, a parte essere disoccupato, un cretino e un coglione?. Nel 1981 a Wimbledon, insultò l’arbitro Ted James chiamandolo “the pits of the world” (“La feccia del mondo”) e subendo una multa di 1.500$. Nello stesso torneo urlò la famosa frase che poi diventerà il titolo della sua autobiografia “You cannot be serious” che significa “Non puoi dire sul serio” rivolta all’arbitro.

Gli anni d’oro vanno dal 1981 al 1984: Il Super Moccioso è ininterrottamente numero 1: 82 vittorie, 3 sconfitte, 13 tornei vinti.

Mai diplomatico , sempre polemico a volte anche cinico e cattivo , ne è l’esempio la sua dichiarazione dopo aver battuto Connors in finale in un ora 6-1 , 6-1, 6-2: “il giorno più bello della mia vita“. Stessa sorte riserva anche a Ivan Lendl, un altro inquilino dell’Olimpo del tennis mondiale di quegli anni, agli US Open. Ma proprio Lendl, gli tolse l’unica possibilità di vincere sulla terra rossa.

McEnroe e Borg

Nel 1986 McEnroe si prese un anno sabbatico e scelse di non partecipare praticamente a nessun torneo. A settembre tentò l’avventura nel suo amato US Open, ma il suo stato di forma era pessimo e venne eliminato al primo turno. Nel 1988 le cose continuarono ad andare male. Non prese parte all’Australian Open e perse ancora contro Lendl all’Open di Francia nel quarto turno. A Wimbledon e all’US Open non andò oltre il secondo turno. Nel 1990 venne eliminato dal diciannovenne Pete Sampras nella semifinale degli US Open. In tutto l’anno si aggiudicò solo il torneo di Basilea.

Nel 1991 si registra l’ultimo successo della sua carriera vince il suo 77º torneo di singolare a Chicago, contro il fratello Patrick, anch’egli professionista. Il 1992 fu un anno completamente incolore per McEnroe, a fine stagione si ritira ufficialmente, in quel momento era al 20º posto del ranking mondiale. Nel febbraio 2006 avviene un fatto singolare, all’età di 47 anni John torna a giocare a livello professionistico (ATP) nel torneo di doppio SAP Open a San Josè (California) in coppia con Jonas Bjorkman; la coppia si aggiudica il torneo. Diventa così l’unico tennista a vincere un torneo ATP in 4 decenni differenti.

Vince tutto, anche la Coppa Davis. Epico nel 1982 lo scontro ai quarti di finale con la Svezia, dove sconfigge Mats Wilander dopo una maratona di 6 ore e 22 minuti. Fu anche un esperto giocatore di doppio, giocando la prima parte della carriera in coppia con Peter Fleming, con cui costituì uno dei doppi più forti di tutti i tempi, e nella parte finale della carriera insieme al fratello Patrick.

McEnroe oggi

McEnroe nel tennis fu un fenomeno  mediatico  senza precedenti. In parte grazie al suo carattere irascibile e alle celebri sfuriate contro arbitri, avversari, e giudici di linea. Ma soprattutto grazie al suo gioco personalissimo e micidiale. Altra singolare caratteristica è che McEnroe ha dominato il mondo del tennis prima e dopo la principale svolta nell’evoluzione dei materiali, dal legno (quando usava una Dunlop MaxPly) alla grafite (quando sfoggiava la sua leggendaria Dunlop Max 200G). La sua grande capacità di controllo gli consentiva una incordatura a soli 18 kg., che esaltava la sua grande sensibilità di tocco. McEnroe, mancino, era un giocatore d’attacco, che faceva del serve-and-volley, delle risposte d’attacco, e del gioco anticipato da fondo le sue armi principali. McEnroe era dotato di un famoso servizio, che, grazie anche a una grande torsione lombare, veniva effettuato con i piedi paralleli alla linea di fondo campo e le spalle rivolte alla rete.

Come Agassi anche lui qualche anno fa è tornato sulle prime pagine di tutti i quotidiani mondiali con una dichiarazione-choc: confessando di aver assunto per almeno sei anni, a sua insaputa, steroidi del tipo che si somministravano ai cavalli.

 

Uno degli incontri più belli tra John McEnroe e Bjon Borg a Wimbledon

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DoctorsTrucco

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Angelo Grasso alias DoctorsTrucco, ha svolto per anni l’attività di cabarettista nel duo DoctorsTrucco esibendosi presso i più svariati locali d’Italia. In questo sito si occuperà della sezione Cabaret regalandoci delle verie e proprie pillole di comicità e di risate a crepapelle (garantito) e, grazie alle sue capacità innate, della sezione Fantacalcio (nel suo palmares Fantagazzetta ci sono già 4 premi).

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