L’ultima esibizione dal vivo dei Beatles

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La mattina del 30 gennaio 1969 nel cuore del West End londinese sul tetto degli uffici della Apple Corps i Beatles si stanno preparando a un eccentrico concerto con le loro canzoni più nuove. L’idea era venuta a Paul McCartney, qualche giorno prima dell’inizio delle riprese del nuovo film, il quale aveva proposto un’esibizione live davanti a un po’ di gente.

Così verso mezzogiorno, con un vento che soffia a 50 km l’ora, spuntano i Beatles. Diversi dall’ultimo concerto del 1966 a San Francisco i Fab Four si presentano con barbe lunghe, capelli fluenti e pellicce trasandate a testimonianza del loro cambiamento non soltanto estetico ma anche musicale.

Beatles sui tetti dell'Apple Corps

I loro nuovi brani appaiono più duri e aspri rispetto a quelli che il quartetto proponeva ai tempi di SGT.Pepper e Revolver. Senza perdere tempo i Beatles attaccano con l’inno al voler tornare indietro: Get Back, poi passano a Don’t Let me Down e I’ve Got a Feeling. Le vie cominciano a diventare affollate, in strada comincia il caos più totale, la musica lascia tutti stupefatti e blocca il traffico.

Polizia blocca esibizione live dei Beatles sui tetti

Dopo 42 minuti di concerto, ripreso da dieci telecamere, arriva la polizia e intima a tutti di sospendere lo spettacolo. I quattro vengono strattonati e portati via mentre stanno eseguendo per la terza volta Get Back, con Paul che dice: Avete suonato un’altra volta sui tetti e lo sapete che alla mamma non piace! Ora vi farà arrestare!”  subito dopoJohn aggiunge: “Vorrei dirvi grazie, da parte mia e anche dei ragazzi; e spero che abbiamo passato l’audizione!

L’esibizione di quel giorno è passata alla storia come l’ultima esibizione dal vivo dei Beatles, gran parte dei 42 minuti sul tetto fu sfruttata commercialmente, nel film Let It Be e negli album Get Back (inedito) e Let it Be.

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Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

Fabrizio Cannatelli

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