Lo svezzamento: la sua seconda pappa

Dopo circa un mese dall’introduzione della prima pappa, quando il bambino mangerà volentieri, si può iniziare a proporre la pappa serale partendo dagli ingredienti di quella del pranzo, ma inserendo nel menu nuovi alimenti.

 

il bimbo e la sua prima pappa 

  • Il passato di verdure va introdotto nella dieta del bebè in maniera graduale, passando nel passaverdura le verdure lesse usate per preparare il brodo. E’ opportuno iniziare ad aggiungerne alla pappa una piccola quantità (un cucchiaio); in seguito per regolarsi sulla quantità di verdure occorre tenere conto di come lavora l’intestino del bebè: all’inizio dello svezzamento, dovrebbe liberare 1-2 volte al giorno; le feci inoltre non dovrebbero essere troppo secche né avere un odore acre e pungente, infine non devono manifestarsi coliche e meteorismo. Il consiglio è di controllare per alcuni giorni il modo in cui si modifica il transito intestinale: se dovesse essere lento, si può aumentare fin da subito la quantità di passato di verdure (3 cucchiai); se invece dovesse essere troppo veloce oppure nel caso in cui l’odore delle feci fosse molto forte e pungente, sarà meglio ridurre o posticipare l‘introduzione delle verdure, continuando per il momento con il solo brodo vegetale.

pappa per il neonato

  • Alla crema di mais, riso o miglio si potrà cominciare ad affiancare man mano la gamma di cereali contenenti glutine (orzo, avena, farro): il consiglio è di introdurli con cautela, facendo regolari controlli dal pediatra per verificare l’eventuale esistenza di segni di intolleranza.
  • Fino ad ora una buona parte del fabbisogno proteico necessario per la crescita veniva soddisfatto dal latte (materno o in formula). Man mano che il latte diminuisce e il bambino manifesta un sempre maggiore interesse per il cibo, è possibile introdurre proteine diverse da quelle del latte. Si consiglia di partire da formaggi magri freschi, meglio se di capra, o ricotta caprina o vaccina.

Dalla poppa alla pappa

  • Nel caso in cui il bimbo manifesti una reazione allergica ai latticini (o rischia di averla per predisposizione genetica), si consiglia invece di iniziare con proteine di origine vegetale, che sono più semplici da digerire. In questo caso si possono introdurre quelle contenute nei legumi (lenticchie rosse decorticate, piselli secchi spezzati), iniziando con mezzo cucchiaio; andranno cotti privi di ammollo fino allo spappolamento, facendo in modo che tutta l’acqua venga assorbita per non perdere i minerali.
  • Se il bimbo soffre di coliche, al contrario, non bisogna iniziare con i legumi: si può optare invece per un cucchiaio di mandorle polverizzate, private prima della pellicina bruna.

Il pesce per il bimbo

  • Dall’età di 8 mesi si può far mangiare il pesce al bambino anche 2-3 volte a settimana: è possibile aggiungerlo alla minestra vegetale al posto della carne, o proporlo a parte, condito con olio e passato di verdure. Si può scegliere il pesce fresco o surgelato, cotto a vapore o bollito. E’ consigliabile iniziare con i pesci magri (sogliola, merluzzo), per poi offrire al bambino anche gli altri tipi, esclusi crostacei e molluschi.

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Alessandra

Alessandra

Non è propriamente una appassionata di informatica, ma si diletta con piacere in questo ambito grazie anche al suo lavoro spesso legato al mondo web. In questo blog vuole parlare quindi di tutto un po’ (tranne che di informatica!), di ciò che la circonda e di ciò che la appassiona, sperando di poter creare materiale di confronto sugli ambiti più disparati, dal matrimonio alle ricette, dalla lettura alla dolce attesa ai viaggi… e tanto altro ancora!

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