La fontanella nei neonati

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Quando nascono i bambini presentano una fontanella pulsante nella parte superiore della fronte. Ecco tutto quello che c’è da sapere su la fontanella nei neonati, a cosa servono, perché non si chiudono alla nascita e quali sono i tempi di chiusura.

Alla nascita, il cranio del bambino non è ancora completamente ossificato: nelle zone in cui le ossa del neonato ancora non si sono saldate si trovano le fontanelle, che sono delle membrane fibrose e sono in tutto sei:

  • La fontanella anteriore o bregmatica è la più grande e meglio identificabile, si trova proprio alla sommità della testa nel punto in cui si incontrano le due ossa parietali con l’osso frontale, ed ha la forma di un rombo e una dimensione di circa 2×2 cm; in genere si chiude completamente intorno ai 18 mesi del bambino;
  • La fontanella posteriore o lambdoidea si trova nella zona posteriore del cranio, nel punto di unione tra le due ossa parietali e l’osso occipitale; potrebbe chiudersi anche alla nascita o subito prima, in caso contrario ha dimensioni minori di 1×1 cm;
  • Le 4 fontanelle laterali, di cui due anteriori o pteriche e due posteriori o asteriche, sono già chiuse alla nascita (si chiudono circa alla trentottesima settimana di gravidanza).

fontanella neonati

La fontanella nei neonati

Ma a cosa servono le fontanelle? Innanzi tutto, dando elasticità al cranio, consentono un migliore passaggio della testa nel canale del parto, consentendo l’accavallamento delle ossa craniche. Inoltre sono fondamentali per consentire un normale e regolare accrescimento del cervello, che triplica il suo volume nei primi 12 mesi di vita.

E’ utile sapere che non bisogna avere timori eccessivi nel toccare le fontanelle, in quanto i tessuti che le costituiscono sono molto flessibili e resistenti, di conseguenza sarà possibile toccarle (certo, sempre con delicatezza) e strofinare leggermente per le normali operazioni di pulizia.

fontanella bregmatica

Toccando delicatamente la fontanella più grande, quando il bambino è tranquillo, si percepisce una lieve depressione rispetto alla zona circostante. Quando il bambino piange invece, la fontanella anteriore può gonfiarsi leggermente, ed anche sollevarsi e abbassarsi quasi ritmicamente. In alcuni momenti la fontanella può essere pulsante, quindi toccandola si può sentire il battito cardiaco. Queste variazioni non devono assolutamente allarmarci.

Al contrario, ci sono situazioni in cui una valutazione delle fontanelle è importante: una fontanella anteriore troppo depressa può rappresentare un sintomo di disidratazione (può accadere per esempio in caso di diarrea e vomito); una fontanella anteriore gonfia anche quando il bambino è tranquillo, in concomitanza con febbre, potrebbe essere un segnale di un aumento della pressione all’interno del cranio, dovuto ad esempio a meningite; una fontanella anteriore particolarmente ampia e fontanelle laterali ancora aperte alla nascita possono indicare idrocefalo; la chiusura tardiva (oltre i 18 mesi) della fontanella anteriore può essere sintomo di alterazioni dell’ossificazione o alterazioni cerebrali, anche se possono esistere casi di chiusura tardiva familiare.

Questi elementi vanno tutti verificati da un pediatra, che durante le visite effettuerà una accurata valutazione delle fontanelle.

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Alessandra

Non è propriamente una appassionata di informatica, ma si diletta con piacere in questo ambito grazie anche al suo lavoro spesso legato al mondo web. In questo blog vuole parlare quindi di tutto un po’ (tranne che di informatica!), di ciò che la circonda e di ciò che la appassiona, sperando di poter creare materiale di confronto sugli ambiti più disparati, dal matrimonio alle ricette, dalla lettura alla dolce attesa ai viaggi… e tanto altro ancora!

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