Latte artificiale: quale scegliere e come sterilizzare il biberon

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Si parla sempre di allattamento al seno, dei suoi indubbi vantaggi per il neonato, di come sia preferibile rispetto ai latti in formula. Ma questa volta vogliamo dare alcune informazioni proprio su questi ultimi, per tutte quelle mamme che per scelta o per necessità si trovano a dover abbandonare l’allattamento al seno.

Innanzi tutto, se l’allattamento al seno deve essere abbandonato non per mancanza di latte materno ma per altre ragioni (es. ragadi dolorose, rientro al lavoro), c’è sempre la possibilità per la madre di estrarre il proprio latte con appositi tiralatte (noi suggeriamo l’utilizzo di quelli elettrici, meno dolorosi e più rapidi dei manuali), in modo da nutrire poi il bambino con il biberon.

Il Biberon con latte artificiale

Se invece il latte manca o comunque non è sufficiente, allora è necessario ricorrere ai latti in formula. Il latte artificiale deriva dal latte di mucca, quindi dal latte vaccino, trattato e modificato in modo da renderlo adatto ai neonati; in questo latte però sono comunque presenti le proteine del latte vaccino, ovvero le sieroproteine e la caseina. In caso si verifichino intolleranze quindi, il pediatra potrebbe consigliare l’utilizzo di altri tipi di latte lavorati per ridurre o eliminare completamente l’apporto di tali proteine.

Esistono due tipi di latte artificiale: liquido e in polvere. Il primo è già sterilizzato e pronto per l’uso, mentre il secondo non è sterile.

Il latte artificiale liquido, essendo sterile prima dell’apertura, una volta aperto va conservato in frigorifero e in genere va utilizzato entro le 24 ore (fate attenzione a seguire sempre le indicazioni riportate sulla bottiglia), cosa che lo rende poco pratico nel caso se ne faccia uno scarso utilizzo (per esempio solo come piccola aggiunta). Questo tipo di latte è consigliato maggiormente per i neonati considerati ad alto rischio, come i neonati pre termine, quelli con un basso peso alla nascita e quelli vulnerabili alle infezioni, in quanto essendo già sterile può aiutare a ridurre il rischio di infezioni.

Il latte artificiale in polvere va invece ricostituito, aggiungendo un tot di acqua per ogni misurino di latte (in genere si tratta di 30 ml di acqua per misurino, ma è consigliabile leggere sempre le istruzioni sulla confezione): ogni volta va preparata soltanto la quantità di latte di cui si ha bisogno, e una volta pronta va consumata entro un certo lasso di tempo (1-2 ore) in quanto i batteri si moltiplicano molto velocemente a temperatura ambiente, e possono sopravvivere anche se si mette poi il latte ricostituito in frigorifero.

Anche il latte in polvere una volta aperto va consumato entro un certo periodo di tempo, ma va conservato a temperatura ambiente e si tratta comunque di periodi di alcune settimane (verificare quanto riportato sulla confezione).

Il latte artificiale liquido e in polvere

L’allattamento con biberon comporta la necessità di sterilizzare tutto ciò che viene utilizzato, in quanto il sistema immunitario di un neonato non è sviluppato come quello di un adulto, pertanto un lattante è molto più esposto alla possibilità di prendere malattie o infezioni, inoltre abbiamo detto che i batteri a temperatura ambiente si moltiplicano ad una velocità elevatissima.

Pertanto, fino a 6 mesi circa (o comunque finché il vostro bambino non comincerà a portare alla bocca tutto ciò che gli capita a tiro!), è fondamentale fare attenzione all’igiene: per cominciare bisogna lavare tutto con abbondante acqua calda, con l’aiuto di uno scovolino per raggiungere le parti più difficili, infine risciacquare con acqua fredda.

A questo punto si potrà procedere alla sterilizzazione: quella a freddo prevede l’immersione dell’attrezzatura (parti del biberon divise, ed eventuali parti del tiralatte in caso di allattamento misto) in formule liquide igienizzanti, quella a caldo (considerata la migliore in quanto non rischia di lasciare residui) sfrutta il potere disinfettante del vapore, e può essere effettuata acquistando uno strumento apposito (lo sterilizzatore) oppure con il caro vecchio metodo dell’immersione delle parti del biberon in acqua bollente: in quest’ultimo caso non preoccupatevi se i biberon tenderanno al giallino, è perfettamente normale e non comporta nessuna perdita di validità nel prodotto.

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Alessandra

Non è propriamente una appassionata di informatica, ma si diletta con piacere in questo ambito grazie anche al suo lavoro spesso legato al mondo web. In questo blog vuole parlare quindi di tutto un po’ (tranne che di informatica!), di ciò che la circonda e di ciò che la appassiona, sperando di poter creare materiale di confronto sugli ambiti più disparati, dal matrimonio alle ricette, dalla lettura alla dolce attesa ai viaggi… e tanto altro ancora!

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