La metro a Roma – Seconda parte

0 Condivisioni

Dopo l’episodio precedente…… La metro a Roma – prima parte.

……La metro va avanti ed arriviamo ad un’altra grande piaga, che complica non poco il nostro viaggio: i ragazzini con l’IPOD sparato nelle orecchie a volume altissimo; il problema è aggravato dal fatto che non portano nelle orecchie le cuffiette normali dei nostri tempi, ma cuffie giganti, un misto fra quelle dei DJ discoteca e quelle che si usano nei poligoni di tiro, che rendono impossibile qualsiasi tipo di comunicazione, non tanto perché uno la mattina ha voglia di parlare ma solo perché se devi scendere, il ragazzino si deve spostare e il problema è dirglielo.

Una tecnica potrebbe essere quella di inserirti fra una canzone e l’altra sfruttando quei 2 o 3 secondi e chiedere “scendi alla prossima?” se perdi l’attimo ti tocca scendere alla fermata succesiva e fartela a piedi. Io una volta avevo davanti uno che ascoltava il concerto di Vasco Rossi, ho beccato un meddley di 20 minuti son dovuto scendere al capolinea.

cuffie4 - La metro a Roma – Seconda parte

Altro problema sono i suonatori ambulanti, una volta entrava il tizio con una fisarmonica, successivamente hanno cominciato a portarsi dietro un carrello con un amplificatore, dopo ancora sono diventati un duo: fisarmonica e chitarra, poi un trio aggiungendo anche un vocalist. L’altro giorno nell’ultimo vagone stavano montando il palco per il grande concerto ambulante del giorno dopo e c’erà pure uno che vendeva i biglietti con prevendita.

Altra sfortuna è se capiti in un litigio, in genere, per futili motivi. Dal momento che il romano è un vero è proprio artista dell’offesa – la così detta offesa creativa -, un passeggero esperto riesce a capire il lavoro che fanno i litiganti dal contenuto dell’offesa. L’altro giorno nel contendersi un “comodissimo posto in ginocchio sotto il finestrino” un cardiologo litigando con uno stilista gli disse: “Aho te stacco la carotide e te la metto in mano” e l’altro “ed io te stacco un braccio e te lo metto pe cravatta”.

metrolitigio - La metro a Roma – Seconda parte

Purtroppo la lite degnerò subentrò un dentista che prendendo le parti del cardiologo disse “Fatte la mappa de li denti che mo te li mischio” lo stilista offeso rispose “Te do na pizza in faccia che quando ricaschi li vestiti so passati de moda” subentrò un musicista: “a scemo te stacco la tibia e ce sono er flauto” e il dentista: “Te meno ogni 8 ore come un antibiotico”; il caos era totale un gestore di un supermercato “te faccio un buco n’testa me te bevo come un ovo fresco”; arrivò pure un professionista con l’agenda piena di impegni che chiuse la questione con: “me te metto in tasca e te meno quando c’ho tempo”.

Altra categoria fastidiosa sono i lettori dei giornali a scrocco, una volta un tizio era così invadente che ad un certo punto scocciatissimo gli ho detto: “scusi per caso lo vuole glielo regalo?” e lui “grazie! ma oggi è venerdì, che mi da pure l’inserto?”. Perché poi per leggere in quella calca devi piegare il giornale in 30 parti e sembra che stai leggendo il breviario delle preghiere, io un volta ho schiacciato il piede ad un prete e gli ho detto “scusi padre” e lui: “ma che padre e padre, stò a legge la gazzetta dello sport”. 

metro9 - La metro a Roma – Seconda parte

Purtroppo per via dell’accattastamento di corpi uno sopra l’altro, succedono anche cose imbarazzanti, una mattina mentre stavo incastrato come al solito, entra una bella e prosperosa ragazza, ogni fermata la gente che entrava me la spingeva addosso, io timidamente cercavo di indietreggiare, ma ogni fermata lei avanzava e io indietreggiavo, lei avanzava ed io indietreggiavo finchè dopo 8 fermate mi sono trovato con le spalle in fondo alla metro; nuova ondata di gente e lei sempre più addosso ed io “Signorina è finita la metro, o si  ferma o prendiamo precauzioni”.

metro14 - La metro a Roma – Seconda parte

Perché nella metro si creano anche opportunità; come quella volta che mi ero andato ad incastrare nel seno di una bellissima signora, stavo benissimo mi sembrava che dormivo ancora fra due guanciali, un’altra signora che non riusciva ad entrare, tutta irritata: “Giovanotto se lei si sposta io entro e risolvo” ed io: “a signò se lei se fa i fatti suoi risolvo pure io, non ho mai fatto sesso prima delle 7.35, per me è un record lo voglio omologare, stiamo pure in assenza di vento”.

 

Tratto dalla spettacolo dei Doctorstrucco, (nella foto durante una serata) e scritto da Angelo dei Doctorstrucco.

DoctorsTrucco - La metro a Roma – Seconda parte

Ogni riferimento a fatti o persone, genti, uomini, donne, cognate, passeggeri della metro A e B  è puramente casuale, tutto nasce dalla fantasia dell’autore di cui sono tutti i diritti d’autore ai sensi dell’Art. 2575 del codice civile http://www.studiolegale-online.net/diritto_informatica_09.php


0 Condivisioni

DoctorsTrucco

Angelo Grasso alias DoctorsTrucco, ha svolto per anni l’attività di cabarettista nel duo DoctorsTrucco esibendosi presso i più svariati locali d’Italia. In questo sito si occuperà della sezione Cabaret regalandoci delle verie e proprie pillole di comicità e di risate a crepapelle (garantito) e, grazie alle sue capacità innate, della sezione Fantacalcio (nel suo palmares Fantagazzetta ci sono già 4 premi).

DoctorsTrucco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.