Janis Joplin: la più grande voce bianca femminile del rock

La morte di Janis Joplin è ancora oggi un mistero. La regina del Blues del Rock è stata stroncata da un’overdose dopo poche settimane dalla morte di Jimi Hendrix. La sua perdita ha contribuito ad alimentare la maledizione del Club J27, e cioè tutti quegli artisti scomparsi a 27 anni ed il cui nome conteneva la lettera J: Jimi Hendrix, Brian Jones, Jim Morrison e la stessa Janis Joplin.

E’ il 4 ottobre 1970 quando  in una stanza del Landmark Hotel a Hollywood viene ritrovata senza vita, a 18 ore dalla sua morte e a soli 27 anni, la rock star Janis Joplin.

janis joplin morte

La causa della morte, secondo il coroner della contea di Los Angeles, Noguchi, lo stesso di Marylin Monroe, è stata un’overdose accidentale di eroina. Probabilmente Janis aveva comprato una partita di droga pura al 50% e il suo corpo non aveva retto a tale potenza.

Secondo diverse testimonianze Janis Joplin, il pomeriggio del 3 ottobre, era in studio per la registrazione dell’album Pearl, subito dopo era andata al bar con i membri della band a bere il suo whisky preferito: il Southern Comfort e dopo aver comprato sigarette da un distributore automatico si era ritirata nella sua stanza d’albergo per iniettarsi la dole letale.

Janis Joplin Southern Comfort

La morte e le cause

Alcuni punti però, riguardanti le cause della sua morte, non sono effettivamente molto chiari:

  • Janis si inietta la dose letale e subito dopo ha anche il tempo di pulire la siringa e di rimetterla al suo posto.
  • Il collasso le avrebbe provocato una caduta violenta contro il pavimento o un comodino, senza riuscire ad aggrapparsi a nulla?
  • I lividi trovati sulla parte sinistra del viso fanno pensare più a una morte traumatica che a una morte dovuta ad un’improvvisa caduta.
  • La presenza di sangue nella bocca e nel naso fanno pensare a una piccola frattura a livello del naso. Come se fosse stata colpita.

Oltre questi punti c’è da chiarire tre concetti importanti:

  • Janis era un’eroitomane è vero, ma si forniva sempre dallo stesso pusher che tagliva bene le dosi e secondo lei era affidabile in quanto effettuava un controllo chimico sulla roba. Quel giorno, però, stranamente il suo pusher è introvabile ed è costretta ad andare da un altro spacciatore occasionale. 
  • La CIA, non amava le rock star come Janis Joplin, anzi li vedeva come personaggi scomodi da eliminare in quanto sovversivi, antiamericani e terroristi, così com’era accaduto per Jimi Hendrix e Brian Jones, morti a 27 anni, nello spazio di pochi mesi e tutti con la J (Club J27).
  • Eliminare Joplin avrebbe potuto significare un vantaggio per il sistema: Janis rappresentava un modello fastidioso e, a modo suo, socialmente pericoloso.

La vita di Janis Joplin è sempre stata sul filo della morte tra droga e alcool. La sua voglia, però, di smettere è documentata negli ultimi mesi di vita della cantante bianca del blues: Janis non prendeva eroina da più di sei mesi e aveva ricominciato solo una settimana prima, sicura del fatto che avrebbe smesso quando voleva. Ma Janis sapeva che non avrebbe mai smesso proprio perchè era grazie all’eroina che la sua creatività cresceva sia nei concerti che negli studi di registrazione. La droga le dava la forza di superare la solitudine, in cui spesso si trovava a vivere, ed affrontare il peso del successo.

janis joplin summertime

L’infanzia e il successo

Aveva solo ventanni quando decise di abbandonare la vita monotona della sua città natale Port Arthur, nel Texas, per andare a vivere una vita di Blues e di musica. Janis è una bambina grassottella e molto timida che vive in un paesino pieno di pregiudizi ma ricco di suggestioni musicali. Quella terra lasciò in lei un solco profondo fatto di precoce cognizione del dolore ma anche di una forza inaspettata da riuscire a trasmettere nel canto.

La sua prima avventura musica e professionale fu insieme ai Big Brother and The Holding Company a San Francisco. Il primo disco non ebbe successo, ma il live a Monterey con una versione personalizzata e straziante del brano Ball and Chain (dei Big Mama Thornton) e l’uscita nel 1968 dell’album “Cheap Thrill“, soprattutto il brano “Piece of my Heart“, fecero diventare Janis una delle star assolute della fine degli anni 60.

Dopo alcuni anni la Joplin abbandona i Big Brother e fonda i Kozmic Blues Band sul modello delle orchestre da Soul Revue. Subito dopo incide brani come ‘Try (Just a little bit harder)‘ e registra il suo primo album da solista “I Go dem Ol’Kozmic Blues Again Mama!“. Nel 1969 partecipa al Festival di Woodstock e al concerto in memoria di Martin Luther King. La Joplin cominciò a proporsi come paladina della difesa dell’uguaglianza fra bianchi e neri mostrando interesse anche per la sofferta condizione della donna.

Janis Joplin

L’album postumo “Pearl”

Per l’ultimo album (il quarto) “Pearl” Janis fonda un nuovo gruppo i The Full Tilt Boogie Band, l’album esce postumo nel 1971 ed entra subito in classifica al n. 1 mantenendo tale posizione per 9 settimane; è il disco più venduto della sua carriera e i brani come Me and Bobby McGee” e “Mercedes Benz” la consacrano per sempre come la più grande voce bianca femminile del rock di matrice blues. 

Quella mattina del 4 ottobre Janis doveva registrare le parti vocali di un brano di cui già esistevano le basi: si chiamava Buried Alive in the Blues (Sepolta viva nel blues). Purtroppo Janis non potè gustarsi la rivincita di Pearl, per tanti anni aveva cercato una vita diversa da quella di Port Arthur per diventare la nuova “Bessie Smith“, è vero c’era riuscita ma i suoi sogni erano andati bruciati in mille speranze, in tante sbornie senza gioia e in mille stanchi amori di una notte.

Il 7 ottobre 1970 le sue ceneri sono state sparse lungo la costa di Marin County, in California.

Voi giornalisti mi chiedete sempre se io morirò giovane e in modo tragico come le blues singers delle vecchie generazioni. Credo proprio che sarà così“. Janis Joplin.

Piece of My Heart: (1969) Frankfurt, Germany

 

Try (Just A Little Bit Harder): (1969) Frankfurt, Germany

Fabrizio Cannatelli

Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

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