Induzione del travaglio e parto cesareo

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Una ricerca apparsa su un’importante rivista medica sembrerebbe confermare ciò che si sospettava da tempo, ovvero che l’induzione del travaglio può raddoppiare la possibilità di una madre di partorire con un parto cesareo. In uno studio sull’induzione del travaglio, è emerso che le madri hanno avuto il 2,6% di probabilità in più di andare in sala operatoria per la nascita dei loro bambini quando veniva loro indotto il travaglio, rispetto alle donne che iniziavano il travaglio in modo naturale.

 

parto cesareo

L’induzione del travaglio comporta la somministrazione di farmaci per via endovenosa, o farmaci da inserire nella vagina per dare inizio alle contrazioni e ammorbidire/dilatare la cervice. Nel passato, l’induzione del travaglio in un paziente veniva fatta solo in caso di complicazioni che comportavano rischi per il bambino e/o per la madre. Recentemente tuttavia molte donne stanno richiedendo l’induzione del travaglio per una varietà di nuovi motivi, e sembra che i medici spesso siano d’accordo.

Come avere un parto in tempi convenienti per il partner della donna incinta (per esempio se lui deve essere a breve fuori città per qualche motivo) e per il conforto personale della madre; altre donne sono semplicemente stanche di essere incinte. Sicuramente queste ultime settimane di gravidanza possono essere difficili da sopportare, ma i bambini hanno bisogno di ciascun giorno per svilupparsi, crescere e prepararsi per la loro vita al di fuori dell’utero. Purtroppo molte donne hanno iniziato a vedere la nascita del bambino proprio come il resto delle cose che si hanno in questa società, è tutto basato sulla convenienza, sui tempi, sulla programmazione, ecc.

 

induzione del travaglio

Ulteriori ricerche condotte dai medici al U.S. National Institute of Health hanno infatti evidenziato l’aumento del numero di induzioni avvenuto nell’ultimo decennio e mezzo. Nel 1992 solo il 9,5% di tutti i parti era indotto; nel 2006 questo numero era salito al 22,6%, ed ora negli Stati Uniti si è raggiunto circa il 32% di parti che iniziano per induzione. Le induzioni non sono raccomandate per i bambini sotto le 39 settimane secondo l’American College of Obstetricians and Gynecologists, ma alcune induzioni sono state compiute in anticipo, addirittura alla 37° settimana in alcuni casi.

Una delle motivazioni principali per cui l’induzione del travaglio può contribuire ad aumentare il rischio di parto cesareo consiste nelle contrazioni  che vengono attivate dai medicinali somministrati. In alcuni casi, i farmaci devono essere regolati in modo che non ci siano troppe, nè troppo poche contrazioni: tuttavia, ci sono delle situazioni in cui queste contrazioni indotte possono causare uno stress per il bambino e se non vengono regolate correttamente, può essere necessario un intervento chirurgico per far nascere velocemente il bambino.

 

aumento di rischio del parto cesareo

La Dott.ssa Ehrenthal, direttrice del programma di salute delle donne al Christiana Care Health System in Newark, avrebbe detto, riguardo ad alcune induzioni facoltative: “Noi dobbiamo comprendere che questa pratica non è senza rischio. Ci sono rischi significativi di parti cesarei per le mamme”. Avere un parto cesareo inoltre aumenta le probabilità di avere successivi parti cesarei nel futuro.

Quindi ricordatevi che solo perché la fine della gravidanza si sta avvicinando – anche se è a solo poche settimane di distanza – i bambini hanno comunque ancora bisogno di quel tempo per crescere. Quindi passare alcune notti insonni ed avere un po’ di dolori extra nell’attendere che la natura faccia il suo corso, alla fine potrebbe valerne lo sforzo. Se è vero che le induzioni aumentano il tasso di parti cesarei, potreste dover subire un intervento chirurgico, permanere di più in ospedale e patire un po’ più di stress, semplicemente per non aver aspettato ancora un po’. Certamente ci sono molte circostanze in cui l’induzione va a buon fine (quando sia la mamma che il bambino sono felici e sani): questi casi sono quelli in cui tutti sperano, ma invece di rischiare complicazioni per voi e per il vostro bambino, ricordatevi di valutare bene tutte le possibilità. A meno che non ci sia una ragione medica valida per iniziare il travaglio in anticipo, semplicemente prendetevi il vostro tempo e preparatevi a dare il benvenuto al vostro bimbo quando lui o lei arriverà.

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Alessandra

Non è propriamente una appassionata di informatica, ma si diletta con piacere in questo ambito grazie anche al suo lavoro spesso legato al mondo web. In questo blog vuole parlare quindi di tutto un po’ (tranne che di informatica!), di ciò che la circonda e di ciò che la appassiona, sperando di poter creare materiale di confronto sugli ambiti più disparati, dal matrimonio alle ricette, dalla lettura alla dolce attesa ai viaggi… e tanto altro ancora!

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