Il regime nordcoreano ed i suoi missili preoccupano l’ONU

Questa mattina alle 9.05 (in Italia erano le 2 di notte) il lancio di un razzo dalla costa occidentale della Corea del Nord, ha permesso al regime dittatoriale di Pyongyang di collocare un satellite in orbita a quasi un anno dalla morte di Kim Jong-Il, l’ex dittatore che ha governato dal 1994 alla fine del 2011.

Missile lanciato dalla Corea del Nord

Il razzo che ha sorvolato anche l’isola giapponese di Okinawa, era formato da tre diversi stadi:

  • il primo stadio si è staccato mentre il razzo si trovava sopra il Mar Giallo.
  • Il secondo stadio è caduto nel mare delle Filippine.
  • l’ultimo stadio ha collocato l’oggetto in orbita.

L’azione condannata duramente dai più noti membri della comunità internazionale, ha richiesto oggi stesso una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’ONU sulle nuove sanzioni da adottare nei confronti del regime nordcoreano, dato che questo lancio ha violato la risoluzione ONU che vieta la sperimentazione di missili a lungo raggio.

Il Giappone, gli Stati Uniti e la vicina Corea del Sud condannano la tecnologia missilistica che il governo nordcoreano sta portando avanti già dallo scorso aprile, quando alcuni test di lancio fallirono miseramente. Mettiamoci anche il fatto che il governo di Pyongyang ha più volte minacciato gli Stati Uniti, che mirano, invece, a rafforzare Seul, affermando di essere in possesso di missili a gettata intercontinentale (i famosi Taepodong 2). Missili capaci di colpire a una distanza di almeno seimila chilometri. 

Kim Jong-un

L’aggressività verbale del nuovo dittatore Kim Jong-un, figlio di Kim Jong-Il, comincia però ad avere un suo effetto pericolante dato che questa volta, rispetto ai fallimenti dei test missilistici del 2006 e del 2009, i suoi scienziati sembrano aver messo in piedi un’arma molto più avanzata e in grado di raggiungere una capacità balistica intercontinentale che potrebbe, in futuro, far paura.

Il nuovo dittatore ha inoltre, creato un vero e proprio regime militare attuando una chiusura nei confronti della comunità internazionale. Ciò rende difficoltoso per la popolazione circolare liberamente e provoca spesso fame e miseria tanto da rendere necessari periodici aiuti internazionali per fornire cibo e risorse al paese.

E la vicina Cina cosa ne pensa? per ora tutto tace.

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