Il processo penale di Calciopoli – 2a Parte

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Nella seconda puntata della trasmissione “Un giorno in pretura “ si continua a narrare le vicende di Calciopoli. Le prove fondamentali del processo sono le intercettazioni telefoniche fra i vari indagati ed in particolar modo fra Luciano Moggi e i Dirigenti arbitrali e oggetto di questa puntata, sono proprio le suddette intercettazioni.

Moggi in "Un giorno in Pretura"

La prima ad entrare nel dibattimento è quella fra Moggi e Bergamo, nella quale il primo si lamentava dell’arbitraggio avuto dalla Juventus nel preliminare di Champions League contro gli svedesi del Djurgarden e la richiesta del dirigente della Juventus di avere come arbitro Pieri nel Trofeo Berlusconi. Nel dibattimento lo stesso Moggi si difende dicendo che per le gare di precampionato, data la valenza amichevole, era usuale trovare soluzioni comode, anche logisticamente, tra gli arbitri e le squadre in tour estivo per l’Italia e che quindi lui collaborava con i designatori per ottimizzare le scelte. Le considerazioni che emergono fra colpevolisti e garantisti è che sicuramente Moggi non aveva titolo per collaborare con i vertici arbitrali, ma è altrettanto vero che tale invadenza non costituiva una minaccia alla regolarità del Campionato (oggetto del processo) trattandosi appunto di amichevoli.

Moggi e Giraudo 

La cena a casa di Giraudo

Un altro punto fondamentale del dibattimento è la cena a casa di Giraudo fra Moggi, Pairetto, Bergamo e Lanese avvenuta nel corso della stagione 2004/2005. Secondo l’accusa il punto fondamentale è la richiesta telefonica di Pairetto al figlio di fornirgli il calendario della stagione 2004/2005, tale fatto bastava per l’accusa a far decadere il carattere conviviale della cena per qualificarla come una cena organizzativa del settore arbitrale a cui i dirigenti della Juventus non dovevano assolutamente prendere parte. Nella sua difesa Bergamo ammette tale incontro, ma chiede come mai mancavano le intercettazioni nelle quali lui organizzava cene ed incontri anche con i dirigenti di altre squadre fra cui Facchetti e Galliani, che spesso andava a prendere personalmente all’aeroporto dopo contatti telefonici.

Moggi e Baldini 

Baldini

Interessante è la parte relativa a Franco Baldini, uno dei principali nemici di Luciano Moggi, che accusa il dirigente bianconero di averlo più volte offeso e minacciato di creargli problemi sulla sua attività lavorativa, sostenendo che nell’ambiente si vociferava che nulla si poteva fare se Luciano non era d’accordo. In realtà, interrogato dal pubblico ministero, insiste sul fatto che Moggi lo aveva minacciato più volte ma allo stesso tempo afferma che tali minacce non hanno mai avuto efficacia per via della sua fermezza di carattere e perché lui non aveva nulla da temere.

Le schede svizzere

Altro punto sostenuto dall’accusa è la rivelazione da parte di un rivenditore di Chiasso di aver venduto schede telefoniche svizzere ad un emissario di Moggi. Lo stesso Dirigente bianconero si giustifica sostenendo che tali schede servivano per non essere spiato durante il calcio mercato. Una di queste schede, però, viene data all’ex arbitro Romeo Paparesta, che conferma il fatto e aggiunge che Luciano Moggi lo aveva ingaggiato in qualità di tecnico per avere pareri su alcuni episodi arbitrali a favore delle milanesi. In realtà su tali schede telefoniche vengono rilevati sospetti contatti telefonici anche con le utenze private del designatore Bergamo. Il giudice Casoria comunque afferma che nell’impossibilità di decifrare il contenuto delle conversazioni su dette utenze svizzere, di per se il fatto di utilizzare schede straniere non costituisce reato e quindi la discussione non può assumere una rilevanza nel dibattimento.

Sequestro Paparesta 

“Sequestro” Paparesta

Uno dei casi mediaticamente più forti è il caso del “sequestro” Paparesta. Il campionato è il 2004-2005, la partita è Reggina – Juventus 2-1 con i bianconeri furibondi per un rigore non concesso e due goal annullati. Nel dopogara Moggi e Giraudo entrano negli spogliatoi di Gianluca Paparesta e l’assistente Di Mauro in modo furioso e, a detta dello stesso Moggi, all’uscita chiudono lo spogliatoio a chiave. Paparesta dichiara di  non aver mai saputo di essere stato rinchiuso, ma il fatto basta per far si che il Gen. Auricchio (responsabile delle intercettazioni) inscriva Moggi nel registro degli indagati con il capo di accusa di “sequestro di persona”. Paparesta d’altra parte ammette che la sudditanza nei confronti di Moggi gli fa omettere nel referto l’invadenza nello spogliatoio, ma dichiara che avrebbe fatto lo stesso con qualsiasi dirigente di grandi squadre per evitare problemi.

L’indomani scoppia il caos, Moggi chiede ad Aldo Biscardi di enfatizzare il torto alla Juve, l’assistente Di Mauro piange al telefono con Bergamo per la rabbia del linciaggio mediatico ricevuto. L’accusa a Bergamo è sempre la stessa e cioè di essere preoccupato più del parere di Moggi e della Juventus che delle sorti dei suoi arbitri. Lo stesso designatore nella sua difesa rifiuta queste accuse precisando che l’assistente Di Mauro non è stato punito, come richiedeva Moggi, ma addirittura segnalato per un match internazionale la domenica successiva, in cui il campionato di Serie A riposava, e che lui stesso si era battuto per fargli avere la proroga di un anno al raggiungimento del limite massimo di età. Si inserisce il difensore di Moggi che, perseguendo la strada dell’accanimento contro il suo assistito, denuncia l’accusa di “sequestro di persona”  da parte del Gen. Auricchio a Moggi per un episodio da lui ritenuto marginale.

Il processo di Biscardi o del Lunedi 

Veleni in Rai

La puntata si chiude con l’altra grande accusa a Moggi, quella di influenzare l’informazione sportiva a favore della Juventus, utilizzando le sue amicizie. I due principali referenti di Moggi furono indicati in Aldo Biscardi e Ignazio Scardina, responsabile dello Sport in Rai. Appena iniziano le testimonianze si scatena un autentico vespaio tra i giornalisti Rai al limite del “tutti contro tutti”. La Sanipoli accusa Scardina di essere stata messa da parte come inviata per un’intervista scomoda a Zambrotta non gradita da Moggi; Scardina giustifica il limitato utilizzo della Sanipoli per rifiuti e certificati di malattia presentanti dalla giornalista, Enrico Varriale  e la stessa Sanipoli denunciano l’utilizzo di Ciro Venerato come inviato fisso delle partite della Juventus poiché gradito e richiesto dallo stesso Moggi. In pratica un autentico covo di vipere che utilizzano questo processo per sfoghi, ripicche personali e contrasti di lavoro.

Non perdetevi la 1° e la 3° puntata di Calciopoli: 

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DoctorsTrucco

Angelo Grasso alias DoctorsTrucco, ha svolto per anni l’attività di cabarettista nel duo DoctorsTrucco esibendosi presso i più svariati locali d’Italia. In questo sito si occuperà della sezione Cabaret regalandoci delle verie e proprie pillole di comicità e di risate a crepapelle (garantito) e, grazie alle sue capacità innate, della sezione Fantacalcio (nel suo palmares Fantagazzetta ci sono già 4 premi).

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