I Cream di Eric Clapton “Slowhand” – Biografia e Discografia

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I Cream sono stati una band rock britannica attiva tra il 1966 e il 1968, il gruppo composto da Eric Clapton chitarra e voce, Jack Bruce basso e voce, e Peter “Ginger” Baker alla batteria, conobbe in quell’epoca un successo memoriabile rivisitando i vecchi schemi del blues fondendolo con l’hard rock e la psichedelia. La loro più grande capacità di fare live con tecnica e improvvisazione li fece imporre nel Rock, tra i migliori 100 artisti di sempre, segnando generazioni di musicisti dagli anni settanta ai giorni nostri.

 

I Cream

 

L’album di esordio fu Fresh Cream che presentava un rock-blues elettrificato con classici blues rivisitati e pezzi originali come I Feel Free e N.S.U. La fama della Band arrivò soprattutto grazie alle esecuzioni dal vivo non solo in patria ma anche negli Stati Uniti, dove il trio ottene un enorme successo; le lunghe jam libere dal vivo mettevano in mostra sua Maestà Eric Patrick “Clapton” Clapp (Ripley, Surrey, 30/3/1945), chitarrista noto anche come “Slowhand” per il suo particolare modo di tenere sospese le note, il bassista e cantante Jack Bruce, e il rosso batterista Peter “Ginger” Baker.

Tutti e tre, prima dell’unione della “Sacra Crema“, vantavano già gloriosi trascorsi con altri musicisti e band della nascente nuova ondata britannica.

Eric Clapton, ancora prima dei Cream, vantava trascorsi a metà stada fra il beat e un ancora acerbo R&B nei primissimi Yardbirds, la storica formazione in cui militarono anche Jeff Beck e Jimmy Page che si rivelò di fondamentale influenza sulle generazioni successive.

 

Eric Clapton - Cream

 

Jack Bruce (Lanarkshire, Scozia, 14/5/1943), unico vero cantante del gruppo, forte di una voce di grande estensione e vigore, con il suo basso ritagliava uno spazio tutto suo riuscendo non solo a tracciare linee melodiche di sottofondo, ma anche a proporre un virtuosistico modo di esprimersi capace di rivaleggiare con la chitarra di Clapton. Bruce vantava già esperienze insieme a nomi gonfi di gloria, come Graham Bond, Alexis Korner, o con i Manfred Mann, per proseguire, anch’egli in quell’università del Blues” che erano i Bluesbreakears di Mayall.

 

Jack Bruce - Cream

 

Il batterista Peter Edward “Ginger” Baker (Lewisham, Londra, 19/8/1939), infine, con le sue influenze jazzistiche, ha introdotto la sua irrefrenabile fantasia per l’improvvisazione sperimentale in un genere, il blues, assai più rigoroso e schematico di certa musica free-form. Nei Cream sono presenti sonorità tribali e tappeti percussivi ampliati dalle spettacolari performance di esecuzione e inventiva. Baker fu uno dei primissimi ad introdurre nel rock brani fatti solo di esercitazione di stile del proprio strumento, qual’è “Toad“.

 

Peter Edward "Ginger" Baker

 

Il secondo LP, Disraeli Gears, uscì nel 1967 e si presentò meno blues rispetto al precedente. La famosissima Sunshine Of Your Love, presente nell’album è tra i pezzi migliori del repertorio dei Cream, e fu per tutto il 1968 tra le top 20 negli USA.

Il successo commerciale di Disraeli Gears fu enorme, a tal punto che le vendite poterono competere largamente con i Beatles e i Rolling Stones. Senza menzionare il successo dei tour e degli storici concerti che seguirono.

 

Live Cream

 

Nell’agosto del 1968 fu pubblicato Wheels Of Fire (1968), un doppio album costituito da un disco realizzato in studio e un altro dal vivo, registrato tra luglio del 1967 e giugno del 1968 al Fillmore East di New York, il doppio album con inediti fu un primato nella storia del rock, inoltre le canzoni superavano abbondantemente la soglia dei tre minuti cari all’industria discografica dei primi anni sessanta.

Nell’album troviamo capolavori come White Room con i soliti riff immortali di Clapton, la psichedeliche “Pressed Rat and Warthog” , i pezzi blues “Born Under a Bad Sign” e “Politician“; tra le tracce live troviamo “Toad” composta da Baker ,uno show di batteria di 17 minuti (primato nella storia del rock).

Alla fine del 1968, all’apice della popolarità, il trio ha spiazzato tutti annunciando la decisione di sciogliersi, per colpa di attriti interni provocati  dallo scontro di tre forti personalità.

Le vere ragioni della separa­zione vanno ricercate non solo nella povertà di materiale che i tre pote­vano incidere su vinile (il trio oramai aveva tendenze musicali totalmente diverse) ma anche la gigantesca mole di impegni che i Cream si trovarono ad affrontare nei tour americani pieni di centinaia di date che sgretolarono fisicamente e psichicamente i tre artisti.

 

I Cream - White Room

 

Nei soli tre anni di attività il gruppo riuscì a pubblicare tre album e a vendere 15 milioni di dischi. Dopo lo scioglimento del gruppo, i tre componenti ebbero delle carriere molto diverse tra loro: Clapton divenne uno dei musicisti più conosciuti del mondo, grazie a canzoni come Layla e Cocaine, Bruce collaborò con artisti jazz, mentre Baker si dedicò alla world music.

Tuttavia, la band si riunì in due occasioni: nel 1993, per suonare alla cerimonia della loro introduzione nel Rock and Roll Hall of Fame, e nel 2005, esibendosi in quattro concerti al Royal Albert Hall di Londra e in due al Madison Square Garden di New York.

I Cream sono stati probabilmente il primo “supergruppo” della storia del rock. Una meteora che ha avuto un seguito vastissimo e ha gettato le basi per la musica rock del Regno Unito.

Ecco 2 perle dei Cream:

la mitica White Room nel 1968 live all’ Oakland Colloseum

 

Sunshine of your love al Royal Albert Hall, London November 26th, 1968:

 

Qui trovate anche le partiture delle due canzoni:

White Room.pdf (140,77 kb)

Sunshine of your love.pdf (152,09 kb)

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Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

Fabrizio Cannatelli

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