Germania, Campione del Mondo senza ombre

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Al termine della competizione iridata, tra le più belle degli ultimi anni, tutti concordi nel riconoscere la Germania, nuova Campione del Mondo, come la migliore tra le squadre viste durante la manifestazione; la più quadrata, la più solida, quella più ricca di personalità, con un tecnico all’altezza del suo compito ed un perfetto mix di campioni affermati e giovani di grande avvenire ma già con un ragguardevole presente.

Germania Campione del Mondo 2014

Alla vigilia però i pronostici non erano stati così benevoli con la nazionale teutonica, inserita da molti nel novero delle favorite più per motivazioni storico – scaramantiche che per vera e propria convinzione e fiducia nei mezzi della formazione di Loew.

I tedeschi infatti, si diceva, arrivano sempre in fondo, difficilmente sbagliano l’approccio ad un Mondiale, hanno dei talenti ma… e giù la ridda di nomi di compagini che le venivano anteposte per i più disparati motivi: il Brasile, in quanto nazione ospitante che non avrebbe potuto permettersi di fallire di nuovo dopo il “Maracanazo” del 1950; l’Argentina perché ha in Messi, il giocatore più forte del mondo, la sua punta di diamante;  la Spagna perché negli ultimi anni ha vinto tutto “incartandola” ad ogni avversario;  l’Italia perché nei grandi appuntamenti sa compattarsi e tirare fuori risorse insospettabili. Qualcuno inseriva anche l’Olanda, finalista quattro anni fa e rivitalizzata dal demiurgo Van Gaal, e persino il Belgio, da tutti indicato come la sorpresa annunciata dopo un torneo di qualificazione da lustrarsi gli occhi. Qualche menzione per il Portogallo (ma solo se gira Cristiano Ronaldo…), e timidamente per la Francia di Deschamps

Loew allenatore Germania

A conti fatti si può ragionevolmente dire che le sorprese di questi Mondiali si chiamano Costarica, capace di far fuori Italia ed Inghilterra e caduta soltanto ai quarti di finale e per giunta ai rigori, contro i forti olandesi, e Colombia, forse la novità più intrigante ad alto livello,capace di esprimere il capocannoniere, James Rodriguez,  ed incredibilmente, visti gli esiti successivi, sconfitta contro i verdeoro, senza dubbio al loro punto più basso per qualità di gioco dal 1970 ad oggi, al di là di un quarto posto che nessuno ricorderà.

I tedeschi dal canto loro hanno messo da subito le carte in tavola “spianando” il Portogallo con un secco ed eloquente 4-0 ed iniziando un percorso praticamente netto che li ha visti vincere tutte le gare, tranne quella con il Ghana impattata grazie al “vecchioKlose che con le sue 36 primavere, ricche di record e vittorie, ha provveduto ad alzare un pochino l’età media della rosa, comunque attestata sotto i 25 anni.  La vittoria di Lahm e compagni ha radici lontane e profonde che affondano fin nell’organizzazione della Federcalcio tedesca, capace negli ultimi 10-15 anni di rilanciare il proprio campionato, al momento uno dei più competitivi e ricchi a livello europeo, attraverso la ristrutturazione obbligatoria dei vivai delle affiliate, che pur disponendo di ingenti capitali, non si arrabattano come avviene per esempio nel nostro Paese, dietro a stranieri improbabili, ma acquisiscono soltanto, tranne rarissimi casi, Campioni con la c maiuscola o talenti giovani ma già accertati, puntando fortemente sul prodotto interno.

Klose capocannoniere Mondiali 2014

Ed i ragazzi lasciati spesso in panchina da Loew durante la cavalcata vincente, compreso Gotz, eroe della finalissima, lo stanno ampiamente a testimoniare.

A ben vedere la gara più ostica, e storicamente non poteva essere diversamente, è stata quella contro l’Algeria, piegata soltanto ai supplementari grazie al jolly Schurrle, classe 1990, ed al redivivo Ozil, certo non ai massimi livelli ma utilissimo nello scacchiere teutonico.  La difesa, punto interrogativo alla vigilia, è divenuta inossidabile nel corso del torneo grazie al ritorno a destra del capitano Lahm, al sacrificio tattico di Howedes, centrale dirottato sulla corsia di sinistra ed ad una cerniera quasi impenetrabile formata da Boateng (buon sangue non mente, anzi…) e Hummels, senza dubbio il miglior difensore del torneo. Il tutto davanti a Neuer, di gran lunga al momento il più forte portiere del globo, ma su questo non vi erano perplessità.  Ricchissimo il ventaglio di possibilità in mezzo al campo con una giusta miscela tra portatori d’acqua, comunque in grado di farsi valere anche nel prolungato palleggio, caratteristica determinante del mondiale rossogiallonero, e fini dicitori con il goal sempre in canna. Tra questi ultimi una menzione particolare va a Toni Kroos e Sami Khedira mentre fra i primi vale la pena ricordare Bastian Schweinsteiger, la cui crescita esponenziale durante il torneo (veniva da un infortunio) è stata senza dubbio fondamentale.  Detto di Klose, divenuto con 16 reti (2 nella circostanza) il cannoniere assoluto dei Mondiali, un capitolo a parte va dedicato a Thomas Muller. Il tuttofare del Bayern, classe 1989, all’anagrafe calcistica viene registrato come centrocampista ma in realtà spazia ovunque e con le sue 10 reti in due competizioni (4 quest’anno) si candida già da ora alla successione del laziale. Non avergli assegnato il Pallone d’Oro dedicato alla manifestazione, preferendo un incostante e (in finale) inconsistente Messi, di certo più gradito a sponsor e media, appare come la vera ingiustizia inappellabile della competizione.

Thomas Muller

Otto finali mondiali (di cui quattro vinte con quella di ieri sera),  e ben 12 piazzamenti nelle prime 4 dal 1954 ad oggi, la dicono lunga sulla tradizionale compattezza della nazionale tedesca, una macchina che ha saputo far marciare i propri cingoli senza troppi fronzoli, ma senza quasi mai annoiare, e capace di mandare in scena uno storico 7-1 al Brasile padrone di casa che ha fatto saltare sugli spalti persino l’imperturbabile cancelliera Merkel, e che anche i nipotini degli attuali e meritevoli Campioni del Mondo ricorderanno per sempre.

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Giampiero Giuffré

Giampiero Giuffè: bancario per necessità ma non per vocazione, si butta a capofitto nel mondo radiotelevisivo alla fine degli anni 90′ e per 7 anni conduce su RadioSpazioAperto, insieme al fratello Simone, prima The Football Box, La Scatola del Calcio, dedicata al calcio internazionale, e poi BZona, Allenatori nel Pallone, trasmissione semiseria sul mondo del calcio e del fantacalcio. Appassionato tifoso laziale collabora come redattore o caporedattore con vari siti; dedito anche alla musica caraibica e latina in genere, la balla e ne scrive. In questo blog segue, per ora, la categoria I Miti dello Sport.Blog personale: http://www.giroma.it/

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