Ecco cosa fa oggi la bambina del Napalm simbolo della guerra del Vietnam

Si chiama Kim Phuc ed è ancora oggi il simbolo della guerra del Vietnam, grazie ad una foto che la ritrae nuda e terrorizzata che corre per strada in fuga da una nuvola nera provocata dalle truppe sudvietnamite. Era l’8 giugno 1972 e Kim Phuc aveva 9 anni. La foto fu scattata da un fotoreporter dell’agenzia, Nick Ut., che fu anche il primo a soccorrerla portandola all’ospedale più vicino con il pulmino dell’agenzia. Successivamente il giornalista della ITN Christopher Wain, la fece trasferire presso l’ospedale britannico di Saigon dove la piccola Kim subì ben 17 operazioni.

La bambina del Napalm simbolo della guerra del Vietnam

La bambina del Napalm

Oggi a più di quarant’anni da quella foto, in cui veniva testimoniato l’attacco a Napalm, Kim è condannata a cicatrici permanenti e dolori strazianti. La donna 52 enne, dopo essere stata prima in Russia e poi a Cuba, vive a Toronto, in Canada, con i suoi due figli maschi di 21 e 18 anni.

A giorni la Kim dovrebbe iniziare una cura al laser presso il centro dermatologico di Miami con il dottor Jill Wibel. A quanto pare il costo del trappamento si aggira tra i 1.500/2.000 dollari a seduta, ma il medico dopo aver ascoltato la sua storia ha deciso di non farsi pagare un dollaro. Le ustioni profonde e le tante ferite della “bambina del Napalm” hanno bloccato le articolazioni del braccio sinistro per una vita di dolore e sofferenza.

Kim Phuc

Accanto a Kim Phuc ci sarà non solo suo marito Bui Huy Toan ma anche il fotografo, che la immortalò quel famoso giorno, Nick Ut., oggi 65 enne, che ancora oggi ricorda quegli istanti. “Phuc urlava troppo caldo, troppo caldo! Sto morendo! Troppo caldo!“.

Dal canto suo Phuc ha confessato che nessuna medicina, nessun dottore o operazione potrà curare il suo cuore.

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Fabrizio Cannatelli

Autore e Founder di Informarea, sono un appassionato di informatica e tecnologia da sempre. La voglia di comunicare e di condividere sul Web le mie curiosità e le mie conoscenze, mi ha spinto a lanciarmi nel progetto di questo sito. Nato un po' per gioco e un po' per passione, oggi è diventato una grande realtà.

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