Ecco come sono nate le band più famose di tutti i tempi

Dai Beatles ai Rolling Stones, dai Led Zeppelin ai Doors, dai Pink Floyd ai Queen e U2, per finire con il grunge dei Nirvana, ecco come sono nate le band più famose di tutti i tempi, i gruppi che hanno fatto la storia della musica: gli esordi, la scelta del nome, il sodalizio Lennon-McCartney, il rapporto amore-odio tra Jagger e Richards, l’esoterismo di Jimmy Page, il poeta maledetto Jim Morrison, il diamante pazzo Syd Barret, la voce del secolo Freddie Mercury, gli impegni politici degli U2 e il ribelle Kurt Cobain.

Ecco come sono nate le band che hanno influenzato intere generazioni musicali e non solo. 

Come sono nati i Beatles, l’incontro tra John Lennon e Paul McCartney

Sabato 6 luglio 1957 – mentre alla festa parrocchiale di St.Peter, di Liverpool, i Quarry Men, fondati da John Lennon (leader e cantante della band) e dal suo migliore amico Pete Shotton, si esibiscono, un paffuto quindicenne Paul McCartney, della vicina Allerton, decide di proporsi per entrare a far parte della band. Quando i Quarry Men scesero dal palco, Paul afferrò una chitarra e snocciolò davanti a loro le sue versioni di Twenty Flight Rock di Eddie Cochran e Be-Bop-A-Lula di Gene Vincent. Erano due delle canzoni che John amava di più ma non riusciva mai a ricordarne le parole, che sostituiva con pezzi di sua invenzione. Memorizzare le parole era, invece, una delle specialità di Paul McCartney che con fare compiacente annotò le parole su un foglio e le passò a John.

Paul McCartney e John Lennon

Fissato per la chitarra, Paul la suonava benissimo nonostante fosse mancino. Quello che però colpì John Lennon, era l’arte di Paul di accordare una chitarra. Due settimane dopo Pete Shotton incontrò Paul McCartney mentre girava in bicicletta per Woolton e a nome di John e del gruppo gli propose di unirsi a loro. Paul ci pensò e disse di sì. Da quel momento in poi entrò a far parte dei Querry Men.

Il nome Querry Man fu poi sostituito con Silver Beatles e infine con The Beatles. Da quel giorno in poi il sodalizio tra John e Paul avrebbe portato alla creazione di canzoni considerate ancora oggi le più belle di tutti i tempi.

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Come sono nati i Rolling Stones, l’incontro tra Mick Jagger e Keith Richards

1960 stazione ferroviaria di Dartford, Kent –  l’embrione Rolling Stones nasce in questo squallido luogo di raccolta dei pendolari che ogni anno fanno la spola tra Londra e la provincia. E’ un giorno qualunque e Keith Richards prende il treno per Dartford. E lì che incontra, dopo dieci anni dall’ultimo incontro, il suo compagno delle elementari Mick Jagger. I due si erano persi di vista: Mick Jagger si era poi iscritto a Ragioneria, mentre Keith a un liceo artistico.

Keith Richards e Mick Jagger

Keith raccontò che Mick aveva con sé una serie di dischi d’importazione (album) come The Best of Muddy Waters, Rocking At The Hop di Chuck Berry e che Jagger in quell’epoca aveva un complessino: suonava dalla parti di Dartford le canzoni di Buddy Holly. Pur di non perdere di vista quei dischi, che voleva assolutamente avere, Keith promise a Mick che sarebbe andato ad ascoltarlo. Sarà l’inizio di una serie di incontri non più casuali ma voluti. Nacque così la decisione di fondare un complesso: i Little Boy Blues & The Blues Boys.

In un piccolo club di Ealing, Jagger e Richards si imbatteranno nel cantante e armonicista Brian Jones. Appassionato di musica nera, Brian Jones si unirà a loro per fondare i Rolling Stones che debutteranno il 12 luglio 1962 al Marquee Club di Londra per dare inizio alla storia. 

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Come sono nati i Led Zeppelin, l’incontro tra Jimmy Page e Robert Plant

E’ il 1968, uno scalmanato ex chitarrista di nome Jimmy Page ha voglia di farsi un suo gruppo e di concludere la tournée in Scandinavia che la sua vecchia band, gli Yardbirds, avevano fissato prima di sciogliersi. Page inizia ad alternare pezzi di repertorio e musicisti per dar vita ai New Yardbirds. In quell’anno conosce John Paul Jones, un session man già famoso per aver suonato con i Rolling Stones, Jeff Beck e Rod Stewart.

Fu la moglie di John a consigliarlo di contattare Page che nel frattempo aveva scovato altri due pezzi da novanta il batterista John “Bonzo” Bonham e Robert Plant, quest’ultimo su consiglio di Terry Reid, un cantante e chitarrista inglese, il quale gli parlò di un cantante inglese dalla voce estrema che aveva visto esibirsi in un locale di Birmingham con gli Hobbstweedle. 


Led Zeppelin

Qualche giorno dopo Page si recò ad assistere alla performance di Plant nello stesso locale di Birmingham e ne rimase veramente impressionato:”Il solo ascoltarlo mi rendeva nervoso. A distanza di anni il suo canto mi ricorda ancora oggi una sorta di gemito primordiale“. Alla fine dell’esibizione Page propose a Plant di raggiungerlo nella sua abitazione galleggiante di Pangbourne a Londra per discutere di un progetto musicale da avviare insieme. I due passarono diversi giorni ascoltando diversi brani e confrontandosi su cosa fare. Di quei giorni Page dirà: “Quando gli feci il provino e lo sentii cantare capìì che qualcosa nella sua personalità non era normale e che fosse impossibile lavorarci insieme perché non riuscivo a capire come mai uno che cantava da tanti anni così, non fosse ancora diventato una celebrità”.

Da I Nuovi Yardbirds il gruppo cambierà nome in Led Zeppelin (storpiatura di Lead Zeppelin, “il dirigibile di piombo”) su suggerimento di Keith Moon e John Entwisle degli Who. 

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Come sono nati i The Doors, l’incontro tra Jim Morrison e Ray Manzareck

E’ il settembre del 1965 e due amici: Jim Morrison e Ray Manzareck fondano ufficialmente il gruppo musicale The Doors. All’epoca Ray suonava con i suoi due fratelli nella band i Rick & the Ravens in California, l’incontro con Morrison avviene a Venice sempre in California dove i due frequentano la stessa scuola di cinema della UCLA di Los Angeles. Jim Morrison, ventenne, scrive poesie e celebra la morte portando gli amici a drogarsi nel deserto. 

E’ Ray a proporre a Jim di formare un gruppo, dopo averlo sentito cantare alcune delle sue liriche, tra cui Moonlight DrivePiù tardi entreranno a far parte della band anche il chitarrista Robby Krieger e il batterista John Densmore, conosciuti entrambi a un corso di meditazione trascendentale.

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Il nome The Doors (Le porte) fu scelto da Jim Morrison e deriva da un verso della poesia di William Blake: “Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe agli uomini come realmente è: infinita“.

I Doors scioccheranno Los Angeles con le loro esibizioni presso il Whisky a Go Go su Sunset Boulevar ed otterranno il primo contratto discografico grazie a Jac Holzman della Elektra Records. Il primo album The Doors del 1967 diventerà un disco esplosivo.

Un aneddoto importante che ricorda il carisma e la trasgressione di un mito del tempo come Jim Morrison è quello che accadde il 17 settembre del 1967. La canzone Light My Fire è al primo posto della classifica di Billboard, e i Doors devono esibirsi presso l’Ed Sullivan Show, una popolare trasmissione americana. A Jim viene chiesto di sostituire la parola “higher” presente in Light My Fire (high, nello slang giovanile indica quando una persona è su di giri per la droga o l’alcool). I Doors acconsentono alla richiesta. Durante la trasmissione, però, Jim, infastidito dalla richiesta, pronuncia ugualmente higher. I Doors verranno banditi per sempre dallo show. 

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Come sono nati i Pink Floyd, l’incontro tra Roger Waters e Syd Barret

Il 1966 è l’anno in cui i nascenti Pink Floyd vengono scoperti da un certo Peter Janner, disposto a credere nelle potenzialità della band capeggiata dall’estro di Syd Barret che dopo essersi trasferito a Londra per iscriversi alla London’s Camberwell School Of Art, era entrato in contatto con il suo coinquilino d’appartamento, Roger Waters.

Mancato architetto, Waters aveva introdotto Syd nel suo gruppo gli “Abdabs” poi diventati “Leonard’s Lodgers“, in onore del loro padrone di casa Mike Leonard che gli aveva messo a disposizione una soffitta con molti strumenti musicali. Più tardi a Syd Barret, voce e chitarra, e a Roger Waters, al basso, si aggiunsero altri due studenti in Architettura: Richard Wright alle tastiere e Nick Mason alla batteria. I Leonard’s Lodgers diventarono subito dopo i Pink Floyd Sound, il nome fu scelto da Barret ispirandosi a due bluesman americani: Pink Anderson e Floyd Council.

Syd Barret e Roger Waters

Il successo inatteso coglie Barret impreparato. I live e le imposizioni della casa discografica porteranno Syd Barret alla estraneazione da un mondo con il quale il chitarrista e compositore dei Pink Floyd sente di non avere alcuna affinità. Barret sempre più predisposto alla sperimentazione di droghe comincia a diventare imprevedibile e, quindi, non più gestibile dalla band. Leggende sono i suoi comportamenti durante i live: si narra che spesso in interi concerti suonava per l’intera durata un’unica nota oppure che saliva sul palco con capelli coperti da una sostanza che sotto la luce dei riflettori lo facevano diventare completamente gelatinoso. A volte non cantava nemmeno lasciando a Roger Waters l’onere di sostituirlo.

L’idea di Waters di relegarlo a semplice autore fallì e David Gilmour, che aveva già avuto alcune collaborazioni con la band, ne prese il posto. Il 2 marzo 1968 i The Pink Floyd divennero Pink Floyd e il passaggio di testimone da Barret a Gilmour contribuì all’ascesa Floydiana con vere e proprie gemme del rock come Dark Side Of The Moon, Wish You Were Here e The Wall. 

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Come sono nati i Queen, l’incontro tra Freddy Mercury e i Queen

I Queen si formarono nel 1970 a Londra, dopo che Freddie Mercury (vero nome Farrokh Bulsara), cantante e pianista del gruppo Sour Milk Sea, si era unito agli Smile, rimasti in due (Brian May e Roger Taylor) dopo l’abbandono del cantante e bassista Tim Staffell.  Staffell prima dell’abbandono aveva presentato ai compagni Farrokh Bulsara detto “Freddie“, che faceva parte di una blues band, gli Ibex (poi Wreckage), dando consigli su come eseguire una buona rappresentazione nei concerti. 

Freddie Mercury e Brian May

Prima di entrare nella band Farrokh propose di cambiare il nome della band in Queen e subito dopo cambiò anche il suo nome in Freddie Mercury, in onore a Mercurio, il messaggero degli dei. «Anni fa ho pensato al nome Queen … È solo un nome, ma è molto regale e sembra splendido. È un nome forte, molto universale e immediato. Aveva un sacco di potenziale visivo ed era aperto ad ogni tipo di interpretazione. Ero certamente consapevole delle connotazioni gay, ma quello era solo uno dei suoi aspetti» dichiara Mercury che, in un’altra occasione, aggiunse: «Queen è un nome corto, semplice e facile da ricordare ed esprime poi quello che vogliamo essere, maestosi e regali. Il glam è parte di noi e vogliamo essere dandy». 

Gli inizi non erano dei migliori e per sbarcare il lunario Mercury e Taylor si dedicavano a gestire una bancarella di abiti usati. Erano gli anni in cui Freddie conobbe Mary Austin la sua migliore amica fino alla morte. 

Con l’arrivo del bassista John Deacon, il gruppo cominciò, dopo diverse audizioni infruttuose, a raggiungere il meritato successo. La voce di Freddie e la sua gestualità teatrale lo renderanno quel personaggio carismatico da sempre sotto i riflettori energico e spregiudicato quanto timido e riservato nella vita privata. 

Nel 1975 “Bohemian Rhapsody” sarà il brano che li consacrerà come band capace non solo di incorporare generi diversi ma anche di influenzare numerosi artisti futuri. 

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Come sono nati gli U2, l’incontro tra Bono Vox e gli U2

Gli U2 si formarono a Dublino nel 1976. Fu Larry Mullen ad affiggere nella bacheca della scuola, la Mount Temple School, un annuncio per trovare musicisti con cui fare una band. All’annuncio rispose un ragazzo ribelle ed introverso, Paul Hewson, soprannominato Bono Vox, dal nome di un negozio di cornetti acustici. Nato a Dublino il 10 maggio 1960 da un padre cattolico e una madre protestante, Bono è una considerato una delle voci più belle del rock moderno, tanto che nella lista dei 100 cantanti migliori al mondo è posizionato per il Rolling Stone al 32° posto. La morte della madre nel 1976 scosse la vita di Bono che, colpito da questo lutto, riversò tutto il suo profondo dolore in brani diventati poi famosissimi: I Will Follow, Tomorrow, Out of Control, Lemon.

L’amico Reggie Manuel convinse Bono ad andare a casa di Larry per presentarsi come chitarrista. All’appuntamento c’erano però già due chitarristi: Dave Evans, soprannominato The Edge, e suo fratello Dick. La differenza tecnica con gli altri due musicisti spinse Larry a dare a Bono il ruolo di cantate. Più tardi si aggiunse anche Adam Clayton come bassista.

U2 agli esordi

Il gruppo prese inizialmente il nome di Feedback e poi The Hype. Dopo l’uscita di Dick Evans, la band, su suggerimento del cantante Steve Averill, dei The Radiators, decise di cambiare nome in “U2“, ispirato al celebre aereo-spia americano abbattuto nel 1960 mentre era in missione di spionaggio nell’Unione Sovietica. Inoltre lasciava spazio a molte ambiguità perché poteva essere inteso sia con il significato di “You Too”, Anche tu, e “Voi due”, You Two. 

Dopo i primi due album: Boy e The Unforgettable Fire, l’opera celebre che li consacrerà come i nuovi Beatles sarà The Joshua Tree (1987). L’album scuote emozioni con musica forte e appassionata, di grandi ideali e con suoni luminosi del maestro della ambient: il produttore Brian Eno e Daniel Lanois con cui gli U2 produssero ogni singola canzone.

The Joshua Tree venderà 25 milioni di copie e resterà per molto tempo in vetta alle classifiche di tutto il mondo, divenendo uno dei simboli musicali degli anni ottanta e consacrando i quattro irlandesi come una delle band più influenti del panorama musicale contemporaneo. 

 

Come sono nati i Nirvana, l’incontro tra Kurt Cobain e Chris Novoselic

Il 1986 è un anno duro per Kurt Cobain, il chitarrista e cantante dei Fecal Matter fatica nel guadagnarsi da vivere nella città grigia e piovosa di Abeerden, nello stato di Washington, . Dipendente dall’eroina e frequentatore di spacciatori, Kurt è un ragazzo con la passione per la musica che passa le notti sotto il ponte di Wishkah cibandosi di pesci che riesce a pescare. Già da qualche tempo è amico di un certo Chris Novoselic, un bassista amante del rock psichedelico, a cui spesso rifila i nastri dei Fecal Matter. 

Kurt Cobain e Chris Novoselic

I due iniziano a suonare in diversi locali cambiando diversi nomi: Ted Ed Fred, Bliss, Throat Oyster, Pen Cap Chew, Windowpane, per poi arrivare ai Nirvana (1987). Il nome fu scelto da Kurt non tanto per il significato buddhista del termine quanto per dare un’idea di “tranquillo e bello”.

Con l’arrivo del batterista Dave Foster e poi di Chad Channing, i Nirvana cominciarono a registrare il primo album di esordio Bleach, del 1989, e una demo di Butch Vig che portò i Nirvana all’attenzione delle major. In quel periodo Kurt Cobain aveva già cominciato a soffrire di mal di stomaco, un dolore che lo accompagnerà fino alla morte. 

Channing più tardi verrà sostituito da Dave Grohl, ex batterista degli Scream 

Il vero successo arriverà nel 1991 con Nevermind. L’album colpisce per la copertina: un bambino di quattro mesi nuota sott’acqua e sta per essere preso all’esca di una banconota da un dollaro. Altra caratteristica è il fatto che nel CD, dieci minuti dopo la fine “ufficiale”, è nascosto un altro pezzo, Endless Nameless, come un segno di complicità e di gioco tra il gruppo e il suo pubblico. La musica piace, il rock è scomodo e molto sonoro, ma il pezzo di apertura Smells Like Teen Spirit e soprattutto il suo video è un vero e proprio capolavoro musicale.

Nasce la Nirvanamia, si diffonde negli USA ma anche in Europa, tanto che Nevermind conquisterà il primo posto nella classifica dei più venduti in America. Dischi così ne nascono uno ogni dieci anni.  

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Fabrizio Cannatelli

Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

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