E’ morto Lucio Dalla il poeta di “Caruso”

BOLOGNA – Lucio Dalla è morto. Il cantante bolognese è stato colpito da attacco cardiaco a Montreaux, in Svizzera, dove si trovava per alcuni concerti. Ieri sera a Montreaux, all’Auditorium Stravinsky, poi a Basilea, Lugano e Ginevra.. Avrebbe compiuto 69 anni il 4 marzo. Nel giorno della sua scomparsa, le note delle canzoni più famose riecheggiano dalla casa bolognese del cantautore, nella centralissima via D’Azeglio. Le persiane del grande appartamento sono chiuse, ma dalle finestre del palazzo escono le note di alcuni dei suoi successi più famosi, come Caruso e Canzone.

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Il malore lo ha colpito in albergo, subito dopo la colazione, come racconta Andrea Mingardi, artista bolognese e amico di lunga data di Lucio. Peraltro è stata proprio una corista della band di Mingardi, Emanuela Cortesi, a dare la notizia del malore, ha raccontato che stavano facendo colazione insieme a Montreux. Lucio «appariva tranquillo, ottimista, allegro, pieno di progetti, con grande voglia di sperimentare nuovi territori». Poi il malore che l’ha ucciso. «Abbiamo perso un pezzo di Bologna – ha detto un commosso Mingardi -, una torre piccolina ma anche grande di Bologna...».

E' morto Lucio Dalla

Musicista di formazione jazz e poi autore dei testi delle sue canzoni, in una fase matura, ha suonato da clarinettista e sassofonista, da tastierista. Artista prolifico, la sua produzione ha spaziato dal beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d’autore, arrivando a varcare i confini della lirica e della melodia italiana. Forse perché Lucio Dalla era soprattutto un cantore dell’umanità.

Dal 1964, quando a a 21 anni incise il suo primo 45 giri fino all’ultimo Festival di Sanremo, dove è stato sul palco insieme al giovane cantautore Pierdavide Carone con il brano Nanì (del quale è stato anche co-autore), Dalla ha consacrato la sua vita alla musica.

E’ entrato nell’olimpo della canzone italiana con pezzi come L’anno che verrà, Caro amico ti scrivo o Caruso, considerato il suo capolavoro.

A suonare, Lucio Dalla comincia fin da ragazzino. Dopo le prime incisioni, è il ’66 l’anno del suo debutto a Sanremo con Paff…Bum. Dal 1974 al 1977 collabora con il poeta bolognese Roberto Roversi e i contenuti diventano civili.

Nel 1977 diventa paroliere di se stesso: è il tempo di Com’è profondo il mare, poi nel ’78 esce Lucio Dalla, con singoli come Anna e Marco e L’anno che verrà.

È negli anni Ottanta che arriva il successo, di pubblico e di vendite. Prima la collaborazione con Francesco De Gregori nel tour Banana Republic alla fine degli anni Settanta, poi il disco Dalla. Il 1986 è l’anno di Dallamericaruso, che contiene Caruso. La canzone vende oltre otto milioni di copie, viene incisa in trenta versioni, tra cui anche una di Luciano Pavarotti.

Sul finire del decennio Dalla si lancia in un’altra collaborazione: nasce l’accoppiata con Gianni Morandi. L’album Dalla/Morandi, a cui segue una trionfale tournée. Nel 1990 presenta il brano Attenti al lupo e poi Cambio: il disco raggiunge quasi un milione e 400 mila copie vendute.

Ciao – doppio disco di platino – esce nel 1999 e il singolo diventa il brano dell’estate di quell’anno.

Il 2010 è l’anno del (trionfale) ritorno in tour con il collega e amico Francesco De Gregori.

Dalla e De Gregori

Nel 2012, due settimane fa, il ritorno sul palco di Sanremo.

Dalla non è stato solo cantautore. É stato anche scopritore di talenti: a Bologna ha sede la sua etichetta discografica, Pressing S.r.l., che ha lanciato gli Stadio, Ron, Luca Carboni, Samuele Bersani e ha contribuito al rilancio di Morandi. Dalla è stato anche compositore di musica per film (per pellicole di Mario Monicelli, Michelangelo Antonioni, Carlo Verdone, Giacomo Campiotti, Michele Placido), ha aperto una galleria d’arte, sempre a Bologna, ha diretto orchestre sinfoniche, la prima con Pierino e il lupo di Prokofiev nel 1997.

Il dolore dei suoi amici:

Gianni Morandi:  «Sono straziato, è una notizia che mi ha colpito a freddo, è stata come una coltellata, ancora non me ne rendo conto, mi sembra incredibile che stiamo qui a parlare di una persona che non c’è più».

Francesco Guccini:  «La notizia della sua morte mi ha sconvolto – sono le prime parole di Francesco Guccini – È una perdita gravissima per la musica italiana ma soprattutto perché con lui perdo un amico, un uomo generoso e ironico. L’ho incontrato per la prima volta quando suonava il clarinetto con gruppi dai nomi come Reno Jazz Band (Casalecchio, ovviamente!), Panigal Jazz Band eccetera. Era la fine degli anni ’50. Insieme progettammo una radio, negli anni ’70, la “Marconi and company” – ma quando la polizia chiuse Radio Alice fummo costretti a lasciar cadere il progetto. Una sera andammo in macchina a Vergaio, dove abitava Benigni, che allora era agli inizi della sua carriera e faceva “Cioni Mario”, per registrare le sue gag: con i genitori di Benigni tutti intimiditi che ci offrivano il caffè guardandoci come degli alieni materializzati in salotto. Era un uomo profondamente vivace: ecco, uno che viveva senza risparmio, e senza paura di esaurire l’entusiasmo. Un vero testimone della musica, uno che per la musica ha vissuto».

Vasco Rossi:  «Ci sentiamo all’improvviso parte di una stessa grande famiglia a cui viene a mancare il capofamiglia… Perché questo era Lucio Dalla: un padre affettuoso e sempre presente con il suo entusiasmo, le sue idee spesso all’avanguardia per il cantautorato italiano, il suo grande amore per la musica».

Bologna Calcio – Anche il Bologna Calcio, di cui Lucio Dalla era un grande sostenitore, spessissimo in tribuna al Dall’Ara, saluta il cantautore scomparso. Il presidente Albano Guaraldi, il presidente onorario Gianni Morandi, i tecnici, i giocatori, i dipendenti e i collaboratori del Bologna Fc, si legge sul sito del club, «ricordano commossi un grande amico e tifoso rossoblù, un bolognese vero, uno dei più grandi artisti che l’Italia abbia mai avuto».

Presidente Napolitano – Lucio Dalla, scrive il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato «autore e voce forte e originale, che ha contribuito a rinnovare e a promuovere la canzone italiana nel mondo. È stato un artista amato da tanti italiani di diverse generazioni. E a me personalmente è caro il ricordo dei nostri incontri, e dell’ultimo, a Bologna, per una iniziativa di beneficenza, ritrovando in ogni occasione la schiettezza e delicatezza del suo tratto umano».

Lucio Dalla agli esordi

Laura Pausini: «Non posso pensare che la notizia della scomparsa di Lucio Dalla sia vera». Laura Pausini, romagnola e amica di Lucio Dalla, commenta così su Twitter la morte del cantautore bolognese. «È stato il primo artista italiano – ricorda – che mi vide cantare in un ristorante di Bologna quando avevo 8 anni. Non posso dimenticare la sua carezza sui miei capelli e le sue belle parole di incoraggiamento». «Ciao Lucio – è l’addio della Pausini al cantautore – per fortuna rimarrai con noi, con il tuo talento e con le tue idee buffe e innovative, ma soprattutto emozionanti».

Jovanotti: «Oh no dai no…non ci posso credere dai… davvero non posso crederci

Pooh: «Lucio è stato l’esempio più bello di chi ha saputo trasformare con leggerezza il proprio lavoro in un’arte. Lucio è stato amico e fratello di tutti quelli con cui ha lavorato, cantato o anche solo parlato. Sempre uguale a se stesso, sempre in equilibrio perfetto con una cultura acquisita e inventata strada facendo. Lucio è stato l’esempio più bello di chi ha saputo trasformare con leggerezza il proprio lavoro in un’arte. Lucio, con la sua continua voglia di stupire e la sua involontaria capacità di piacere al mondo!».

Ciao Lucio, Buon Viaggio, salutami Caruso“, Eugenio Finardi.

Il più bel regalo di Lucio “Caruso”.. da ascoltare


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