Delitto Garlasco: Alberto Stasi condannato a 16 anni di reclusione

0 Condivisioni

Sedici anni ad Alberto Stasi, questa la condanna inflitta dalla Corte d’Assise d’appello per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto del 2013, senza però l’aggravante della crudeltà.

Dopo due assoluzioni, l’ultima annullata un anno fa, Alberto Stasi è stato non solo condannato a 16 anni di reclusione ma dovrà anche risarcire i parenti di Chiara per un milione di Euro. La sentenza ha stabilito che dovrà versare 350 mila euro ciascuno al padre e alla madre della vittima e 300 mila al fratello.

Stasi condannato

L’accusa aveva chiesto 30 anni, ma nel commisurare la pena i giudici dell’appello bis non hanno riconosciuto al giovane l’aggravante della crudeltà. I giudici sono partiti dalla base di 24 anni che è il massimo previsto per omicidio quando non esistono aggravanti.

Mentre la famiglia di Chiara gioisce: “Volevamo giustizia dopo sette anni e finalmente è arrivata.”, dall’altra, il giovane Stasi è sconvolto. “In questi sette anni” aveva detto prima della sentenza, “ci si è dimenticati che la morte di Chiara è stato un dramma anche per me. Era la mia fidanzata.” E ancora:”Non cercate a tutti i costi un colpevole condannando un innocente.

genitori di chiara poggi

Secondo il pg l’imputato ha colpito più volte Chiara sfondandole la calotta cranica per poi gettare il corpo inerte giù dalle scale della cantina, con dispregio. L’indizio più forte a suo carico, è stato il fatto che le scarpe di Stasi non erano sporche del sangue della vittima, fatto considerato remoto in quanto nella villetta di via Pascoli il sangue era sparso ovunque. Il ragazzo arrivò in caserma con un paio di scarpe immacolate e per l’accusa non poteva non aver calpestato il sangue; Alberto era stato il primo a trovare il corpo e ad entrare nella villetta.

Le altre prove contro Stasi sono:

  • Le sue impronte rilevate nel dispenser del sapone dove l’assassino si era lavato le mani.
  • Il DNA della vittima sui pedali della sua bicicletta;
  • L’assenza di un alibi tra le 9.12 e le 9.35, fascia di tempo in cui sarebbe avvenuta l’uccisione di Chiara.
  • La presenza della sua bicicletta sul luogo del delitto, accertata da testimoni.

gli indizi del delitto di Garlasco

L’arma e la dinamica del delitto

L’arma non è stata mai trovata, si presume che ad uccidere Chiara sia stato un oggetto metallico appuntito. La dinamica ancora oggi non è Chiara, si presume che il movente del delitto sia legato ai contenuti pornografici e pedopornografici. scoperti nel pc di Alberto da Chiara.

Gli errori investigativi

Tanti gli errori investigativi, a cominciare dalle impronte di sangue sul luogo del delitto. L’intervento dei carabinieri ha coperto quasi tutto e gli unici indizi sono una scarpa da tennis e l’impronta di una mano sul pannello della porta d’ingresso.

Sul pigiama della ragazza c’erano impronte di quattro dita insanguinate, cancellate da chi ha rimosso il cadavere. Inoltre nessuno fotografò i graffi notati sul braccio di Alberto poche ore dopo il delitto.

Per ora l’impugnazione della sentenza in Cassazione è già stata annunciata dagli avvocati di Alberto Stasi che per ora non finirà in carcere, anche se i giudici potrebbero decidere, se venisse ravvisato il pericolo di fuga dell’imputato, di adottare una misura catelare.

Non perdere nessuna notizia, aggiungici agli amici!

 

Se volete seguire i post di www.informarea.it potete iscrivervi al suo feed RSS.

I Vostri commenti sono benvenuti!

Non esitate a lasciare le Vostre impressioni o a porre domande.

0 Condivisioni

Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

Fabrizio Cannatelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.