Cos’è il Sexting e cosa fare se ne siete vittime

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Sei vittima di ricatto di una possibile pubblicazione di foto o video sexy che ti riguardano finite in chat e non sai cosa fare? Per correre ai ripari e scoprire come risolvere questa situazione leggi di seguito cos’è il sexting e cosa fare se ne siete vittime.

Dopo il caso Celebgate o The Fappening con molte foto compromettenti di personaggi dello Star System finite in rete a causa di un bug in iCloud, gli hacker hanno preso di mira Snapchat, la famosa app per l’invio di foto che si autodistruggono, usata dai giovani per la pratica del sexting (scambio di foto osé tramite chat).

Molte foto sono finite in USA su siti scandalistici come 4Chan, lo stesso che aveva pubblicato le foto di Jennifer Lawrence e delle altre VIP nude.

Cos'è il sexting.

La pratica del sexting comporta notevoli rischi. Chi lo fa spera che questo tipo di contenuti rimangano privati tra sé e la persona con cui sono stati condivisi in quel momento. Purtroppo non sempre è così. Esiste la pornografia della vendetta, e cioè la pratica di pubblicare materiale imbarazzante, come foto e video hard fatti in casa senza il consenso dell’interessato, e spesso con tanto di nome, indirizzo e riferimenti che facciano capire di chi si tratta.

Nel 90% la vittima di tale vendetta, chiamata anche “revenge porn“, è una donna. Il video o la foto finisce su siti VM18 e le visualizzazioni schizzano alle stelle per poi finire in altri siti di porn sharing. Cancellarlo dal Web diventa impossibile. Le conseguenze del revenge porn sono depressione e stress delle vittime che pensano addirittura al suicidio. La situazione diventa decisamente peggiore se la vittima vive in un piccolo centro.

In conclusione prima di fare sexting bisognerebbe pensarci non 2 ma 2000 volte.

La miglior cosa da fare è evitare di diffondere immagini o video intimi, peggio ancora video hot che ci ritraggono. Se però dovessimo accorgerci di essere vittime del sexting, dobbiamo assolutamente ricordarci che si tratta di azioni punibili dalla legge, anche se non esiste ancora un reato apposito.

Possiamo rivolgerci alle autorità di Polizia presenti sul territorio o alla polizia postale (www.commissariatodips.it), segnalando il link dei contenuti illecitamente diffusi. Sarà comunque difficile bloccare la completa diffusione delle immagini o dei video, ma quantomeno potremo riuscire a impedirne il reiterare dell’azione e scoraggiare gli altri dal farlo.

Se le foto riguardano minorenni, è possibile chiamare il numero gratuito 1.96.96 di Telefono Azzurro, attivo tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24, o contattare l’associazione via chat accedendo al sito www.azzurro.it e cliccando su CHATTA con Telefono Azzurro!

Su Facebook è disponibile anche un’app per tutelarci in Rete SOS – Il Telefono Azzurro Onlus.

Le app sicure per il sexting

Oltre ai consigli sopra indicati per il sexting, ti consiglio comunque di utilizzare queste App sicure disponibili sia su App Store che su Play Store.

Confide – è un’app che permette l’invio di messaggi che non vengono memorizzati su server e che sono oscurati. Per visualizzarli. occorre far scorrere il dito su ogni parola. Appena il dito passa, il testo viene oscurato nuovamente. Non permette l’invio di file multimediali.

Telegram – è un’app che permette l’invio di messaggi e file ad utenti e gruppi. Come su snapchat si può aprire una chat privata e con una modalità di autodistruzione dopo un periodo di tempo scelto dall’utente. Tutto è criptato e si autodistrugge. Niente è memorizzato su server. Telegram può essere utilizzato da telefono, tablet, PC e Mac con possibilità di ritrovare contenuti condivisi, poiché sono salvati nella nostra cloud. I file che possiamo inviare con Telegram possono raggiungere le dimensioni massime di 1GB.

Wickr – è un’app che consente di inviare qualsiasi tipo di dati (audio, video, foto, messaggi, ecc.). E’ possibile impostare il tempo di consultazione dei contenuti e aggiungere persone alla conversazione senza la necessità di conoscere ID e numeri di telefono. Come le altre app, anche Wickr non conserva né foto e né messaggi su Server.

Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

Fabrizio Cannatelli

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