Come scoprire se Google ha punito il nostro sito

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Come scoprire se Google ha punito il nostro sito. Le penalizzazioni di Google sono davvero tante: si va dall’esclusione completa di tutte le pagine del sito dai suoi indici al decremento di qualche posizione per una sola pagina e per una sola chiave.

Per questo è molto difficile stabilire e risolvere una penalità. Il ban, ovvero, l’esclusione completa di tutte le pagine del sito dagli indici del motore di ricerca, avviene quando ci sono delle gravi violazioni delle linee guida di Google: Istruzioni per i Webmaster.

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Come scoprire se Google ha punito il nostro sito

Per verificare se il nostro sito è stato bannato o meno, basta andare su Google e digitare site:nomesito.it.

Google ha punito il nostro sito?

Se il motore restitutisce zero risultati, allora, molto probabilmente, il sito è bannato. Tuttavia ci sono altre ipotesi, come ad esempio il fatto che il sito ancora non sia stato indicizzato. Sia il ban, sia alcune delle penalizzazioni si risolvono effettuando una richiesta di riconsiderazione, dopo aver, ovviamente, risolto il probema.

Per effettuare la richiesta, bisogna accedere agli strumenti per webmaster di Google ed inviare la richiesta che ci appare cliccando il link in alto a destra Richiesta di riconsiderazione.

I tempi tecnici vanno da alcuni giorni a qualche mese, dipende da molti fattori. Passati, comunque, i tre mesi, è bene reinviare la richiesta.

Capire, invece, una penalizzazione è un pochino più difficile. Si parte con una ricerca molto semplice, ovver cercando nomesito.it o www.nomesito.it +chiave principale. Se il sito non appare nelle prime posizioni, allore, è molto alto il rischio che sia penalizzato. Possono, però, essere penalizzate anche singole pagine o sezioni, senza influenzare il posizionamento del resto delle pagine del sito.

Per verificare la penalizzazione, si prendono le prime cinque o sei parole del Title della pagina che si vuole verificare e si cerca su Google. Se la pagina non appare nelle prime dieci posizioni allora molto probabilmente è penalizzata.

Bisogna, però, sempre stare attenti, perchè una penalizzazione può sfuggirci e diventare via via più pesante. Google non segnala le penalizzazioni (tranne rari casi) quindi dobbiamo essere noi a tenere alta l’attenzione.

E’ bene tenere monitorati gli strumenti per webmaster di Google che segnalano gli errori. E’ importante, inoltre, controllare costantemente le statistiche del nostro sito, perchè in caso di penalizzazione ci accorgeremmo, immediatamente di un calo improvviso e immotivato di accessi, andando a controllare anche le sezioni del sito coinvolte o le chiavi dei motori di ricerca che ci portano meno traffico di prima.

Bannati da Google

Le penalizzazioni sono tante ecco le più ricorrenti:

Over Optimization Penalty -950

Over Optimization Penalty -950: Questa penalizzazione avviene perchè nelle nostre pagine sono presenti testo nascosto o parole chiave ripetute. In questo caso il nostro sito sarà restituito oltre la 950 posizione nei risultati di Google per le query interessate. Bisognerà ripulire la sovraottimizzazione ed effettuare la richiesta di riconsiderazione.

Boilerplate

Boilerplate: Questa penalizzazione avviene quando abbiamo elementi ripetuti tra le pagine del sito. Ad esempio, sono affetti quei siti che sfruttano il footer ripetuto ugualmente in tutte le pagine, inseriscono il testo e link al fine di spingere pagine specifiche. Bisogna rimuovere questi dati e in pochi giorni, senza nessuna richiesta, si tornerà nelle posizioni precedentemente occupate.

Penalizzazioni da eccesso di backlink

Penalizzazioni da eccesso di backlink: Questa penalizzazione avviene quando facciamo arrivare alla nostra pagina dei backlink con anchor text simile in quantità elevata e in un ristretto arco di tempo (la pagina in questione sparisce da Google con la chiave contenuta negli anchor text). Il suggerimento che vi dò è quello di variare l’anchor text e di far arrivare i backlink gradualmente. Per rimuovere questa penalizzazione, si deve aumentare la popolarità della pagina coinvolta, andando a variare o cancellare i backlink ricevuti precedentemente e inserendogli altri backlink. Una case history si trova qui: Backlink penalizzazione.

Penalizzazioni da -30 a -80

Penalizzazioni da -30 a -80: Questa penalizzazione viene inflitta quando abbiamo dei link interni troppo ottimizzati o per una concentrazione di link nella home page che servono per spingere pagine interne. Più la penalizzazione è grave, più il nostro sito sarà spinto in basso. La penalizzazione non è manuale, ma automatica.

Contenuti Duplicati

Contenuti Duplicati: Un aspetto diverso sono i contenuti duplicati che non sono una penalizzazione, ma un filtro. Si parla di “contenuti duplicati” quando blocchi sostanziali di contenuto all’interno dello stesso dominio (sito) o tra diversi domini,  combaciano esattamente con altri contenuti o sono molto simili tra loro. Quando Google penalizza i contenuti che ritiene i contenuti-copia, mettendoli solitamente nei risultati supplementari o addirittura eliminando del tutto la risorsa dai risultati. Se la duplicazione è nostra possiamo indicare al motore, tramite il file robots.txt, quale sia il contenuto originale da indicizzare, e quali invece quelli da non prendere in considerazione.

Se invece qualcuno ci ha “copiato” e pubblica sul suo sito blocchi di testo scritti da noi, possiamo effettuare una notifica a Google di presunta violazione del copyright Google dmca.
Per capire se i testi pubblicati sul nostro sito appaiono identici in altri siti esiste un servizio disponibile sul sito Copyscape. E’ sufficiente scrivere l’indirizzo web del nostro sito per vedere i contenuti duplicati.

Leggi anche: Le potenzialità di Google come motore di ricerca

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Fabrizio Cannatelli

Autore e fondatore di Informarea, sono un appassionato di informatica e tecnologia da sempre. La voglia di comunicare e di condividere sul Web le mie curiosità e le mie conoscenze mi hanno spinto a lanciarmi nel progetto di questo sito. Nato un po' per gioco e un po' per passione, oggi è diventato una grande realtà.

Fabrizio Cannatelli

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