Ayrton Senna: l’infanzia e i fallimenti nei Mondiali Kart

Ayrton Senna nasce il 21 marzo 1960 in un quartiere settentrionale di San Paolo, secondo figlio della signora Neide F. Senna e del signor Milton Da Silva. La sua era considerata una famiglia abbastanza benestante, anche paragonata allo stile di vita medio-basso delle famiglie brasiliane. Come tutti i bimbi brasiliani, fin dai primi anni gli viene affibbiato un soprannome, “Beco“, per la sua iperattività e goffaggine.

Ayrton Senna e i Kart

In quasi tutte le interviste Ayrton ricorda, fra lo stupore generale, che alla tenera età di quattro anni già guidava. Non solo un piccolo go-kart costruito nell’officina del padre su misura, ma guidava anche l’autovettura di papà Milton, che prendendolo sulle sue gambe lo faceva parcheggiare nel garage di casa Da Silva.

La passione per i motori Ayrton l’ha sempre avuta fin da piccolo, a otto anni aveva già un go-kart vero su cui passava ore e ore della sua giornata. Il padre, riconoscendo le doti innate, cominciò a portarlo sul circuito di Interlagos, ed anche se non poteva partecipare alle gare per via della giovane età, spesso si trovava a superare ragazzi più grandi di lui che partecipavano a competizioni vere e proprie.

Durante le gare dei più grandi, che lui poteva solo guardare, passava il tempo in officina riuscendo con il tempo a diventare anche un bravo meccanico: e proprio questa sua bivalenza di pilota e meccanico sta all’origine della sua grande capacità nella messa a punto della vettura. Senna infatti si dimostrava il più bravo in pista, ma partiva anche con un mezzo messo a punto in maniera ottimale rispetto agli altri. Ad 8 anni Ayrton partecipa alla sua prima corsa non ufficiale, correndo contro ragazzi che avevano molti anni più di lui, il più grande aveva anche 20 anni; lui era il più veloce di tutti, e ad una tecnica buona ed a una messa a punto eccellente aggiungeva il fatto che essendo più piccolino di età aveva una macchina leggerissima.

Senna da bambino su un Kart

A 13 anni fa la sua prima gara ufficiale sulla pista di Interlagos. Neanche a dirlo Ayrton vince al primo colpo, a questo punto anche il prudente padre comincia ad intuire le potenzialità del ragazzo e lo affida a “Tche”, che rimane molto sorpreso dalla grinta del ragazzo ma soprattutto dalla meticolosità con cui cura tutti i dettagli. L’impegno nelle corse diventa così una cosa seria fino ad assorbire tutto il tempo di questo adolescente, così Senna abbandoa la scuola.

Ormai Ayrton era conosciutissimo nel mondo dei Kart brasiliani, ma a lui i confini nazionali non bastavano più, voleva imporsi a livello internazionale. Purtroppo nonostante la sua classe, la sua testardaggine e nonostante ricevette molti riconoscimenti internazionali, non riuscì mai a vincere il titolo mondiale di Kart.

Il primo tentativo nel 1978 fallì a Le Mans in Francia. Nonostante il 3° miglior tempo in prova, in gara andò a scontrarsi con il britannico Mickey Allan, perdendo la possibilità di diventare campione, e fu una delusione tremenda per l’ambizioso pilota.

Senna sul goKart

Il secondo tentativo, l’anno dopo, fallì in Portogallo sul circuito dell’ Estoril. Al termine della prima manche il pilota brasiliano era quinto, mentre in quella successiva era secondo. Nella manche decisiva Ayrton tagliò il traguardo per primo straconvinto di aver vinto il mondiale, ma in realtà nel totale punti delle 3 manche risultò a pari merito dell’olandese Peter Koene, che vinse il titolo grazie ai risultati ottenuti durante le qualificazioni. Ancora una volta fu delusissimo e la beffa arrivò per via del regolamento.

I fallimenti continuarono nel 1980 a Nivelles in Belgio, dove uscì subito fuori pista alla partenza per uno scontro con lo svizzero Marcel Gysin: Ayrton fece un grande recupero ma non riuscì ad andare oltre il 2° posto; nel 1981 non potè gareggiare per via della modifica del regolamento che variò la cilindrata dei motori e la sua scuderia non fu in grado di adeguarsi. Nel 1982 arrivò l’ultimo fallimento in Svezia a Kalmar, Ayrton a causa di un problema meccanico fece una pessima qualifica che lo fece partire sessantesimo. In gara cercò di recuperare ma quando stava per portarsi in testa un incidente lo mise fuori causa.

Senna e i Kart

Da qui in poi Ayrton Senna lasciò i Kart e passò in Formula 3 e cominciò a vincere, raccogliendo negli anni successivi i titoli di campione del mondo tanto inseguiti con i Kart: realizzò in Formula 1 il sogno mai realizzato nei Kart. Lui  però non ha mai rinnegato quel mondo che, a suo dire, gli ha permesso di imparare tutti i trucchi del mestiere. Senna ha più volte dichiarato che : “I go-kart sono stati la mia migliore scuola. Lì ho imparato tutti i trucchi del mestiere, dai più semplici ai più complessi. La differenza essenziale è la velocità di punta, perché con il go-kart si raggiungono i 120-130, mentre in Formula 1 si raggiungono i 300 km/h – è questa la maggiore differenza, ma tutto il resto, le reazioni in curva, l’accelerazione, le frenate e i sorpassi e, in particolare, la guida sotto la pioggia sono pressoché uguali. Sono entrambi sensazionali, ma puoi sentire la velocità solo in Formula 1. Comunque, il kart è uno sport estremamente entusiasmante, che può dare grandi soddisfazioni”.

Il nome di Ayrton Senna rimane scolpito nella storia dei Kart, anche perché ha cambiato il modo di correre. Basti pensare che ancora oggi viene insegnata ai giovani piloti una sua tecnica: nei lunghi rettilinei, i piloti bloccano il condotto del carburatore con la mano destra per arricchire la miscela e lubrificare meglio il cilindro con più benzina, poi mettono di nuovo entrambe le mani sul volante per affrontare le curve. Ayrton invece era in grado di farlo anche in curva, sfruttandone i vantaggi in uscita, questo però ai giovani piloti non può essere insegnato.

Karting Ayrton Senna and Alain Prost duel full race 1993

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DoctorsTrucco

DoctorsTrucco

Angelo Grasso alias DoctorsTrucco, ha svolto per anni l’attività di cabarettista nel duo DoctorsTrucco esibendosi presso i più svariati locali d’Italia. In questo sito si occuperà della sezione Cabaret regalandoci delle verie e proprie pillole di comicità e di risate a crepapelle (garantito) e, grazie alle sue capacità innate, della sezione Fantacalcio (nel suo palmares Fantagazzetta ci sono già 4 premi).

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