“Alex Ferguson, my autobiography”: le verità di Sir Alex

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E’ stato presentato a Londra in questi giorni “Alex Ferguson, my autobiography” un libro di 402 pagine da leggere tutto di un fiato per gli amanti delle verità nude e crude del mondo del calcio, e che vedrà la versione italiana solo nella prossima primavera.

Il protagonista è il settantunenne allenatore scozzese Alex Ferguson da tutti considerato l’allenatore più vincente della storia del calcio.

 My Autobiography - Alex Ferguson

Le sue confessioni piccantissime, che coinvolgono molti personaggi del calcio, sono affidate alla penna di Paul Hayward, firma prestigiosa del Daily Telegraph.

Fra i calciatori, Ferguson, loda Paolo Maldini definendolo l’italiano più forte cha lui abbia mai visto giocare, considera Giancarlo Zola il più forte italiano che abbia mai giocato in Inghilterra, ma soprattutto lo ammirava nel vederlo fare cose meravigliose sempre con il sorriso; parla di David Beckham definendolo un ragazzo meraviglioso, l’unico giocatore che è diventato famoso per scelta, anche grazie al suo matrimonio con la Spice Victoria, e racconta l’episodio in cui egli alla fine di una brutta partita persa per 2 a 0 contro l’Arsenal, negli ottavi di Coppa d’Inghilterra, lanciò uno scarpino involontariamente colpendo l’occhio sinistro del giocatore inglese, che nello spogliatoio aveva raggiunto un livello di importanza superiore allo stesso Ferguson. E’ più duro, invece, con Roy Keane definendo la sua lingua tagliente e pericolosa poiché capace di colpire pesantemente una persona; lo accusa anche di non aver accettato gli anni che passavano e di aver cercato di mettergli contro i tifosi quando è stato accantonato. E’ poi la volta di Wayne Rooney, che viene definito meno  ”talento naturale” di David Beckham, anche se più devastante all’apice della forma; per questo motivo la sua titolarità era legata alla sola forma fisica. Non può mancare infine un riferimento a Cristiano Ronaldo, da lui definito il ragazzo più talentuoso tra tutti quelli che ha allenato, ricordando con rabbia il giorno in cui Calderon lo portò via dal Manchester per il Real Madrid, nonostante lui si fosse opposto con tutte le sue forze.

 

Alex Ferguson e David Beckam

 

Capitolo allenatori, qui il piatto si fa gustosissimo: ne ha per tutti ad iniziare da Roberto Mancini, definito bravo ma con poco carattere, in quanto reintegrò nella rosa della squadra Tevez dopo aver dichiarato che non avrebbe mai più vestito la maglia del City. Di Mancini, oltre a ricordarne il titolo perso in extremis con il City (la sua più cocente delusione), ne parla per i vini fantastici che gli regalava dopo le partite. Ricorda poi i buoni rapporti con Carlo Ancelotti, anche se a suo avviso meno dotato, in fatto di vini, del tecnico di Jesi. Racconta con trasporto la sua ammirazione per la Juventus di Marcello Lippi, considerata negli anni ’90 un modello da seguire nel mondo calcistico internazionale; racconta la soddisfazione e soprattutto la consapevolezza di essere grandi dopo aver battuto proprio la Juventus in semifinale al Delle Alpi. A David Moyes, il nuovo tecnico dello Unite, assicura il massimo sostegno, proprio come Matt Busby sostenne lui quando arrivò al Manchester. Ha parole dolci per Josè Mourinho che definisce astuto e soprattutto vincente, molto bravo nel gestire i giocatori a disposizione. Parole di stima anche per Pep Guardiola, “un allenatore formidabile, dal punto di vista umano e tecnico“.

 

Rafa Benitez e Alex Ferguson

 

Ma la vera bomba sono le considerazioni sul nemico giurato Rafa Benitez, verso il quale dimostra di avere una vera e propria antipatia; qui riportiamo alcuni stralci direttamente dal suo libro: “Mettendosi a guardare Benitez e Mourinho in panchina, è facile capire chi tra i due sia il vincente“. Continua il suo attacco allo spagnolo dicendo che “L’errore che fece fu quello di diventare il mio antagonista personale. Una volta che lo metti sul piano personale, non hai alcuna possibilità, perchè io so aspettare. Io ho avuto successo, lui aspirava a vincere trofei che invece andavano in mano mia. Fu molto imprudente“. Narra di una proverbiale conferenza stampa nella quale Benitez si presentò con una lista di cose negative su Ferguson. Sir Alex distrugge lo spagnolo anche dal punto di vista tecnico, criticando anche il suo gioco definito troppo difensivo e poco costruttivo e a suo dire, quando ha vinto, lo ha fatto solo ed esclusivamente per fortuna. Le parole sono durissime ed inequivocabili:  “Il Liverpool era veramente difficile da guardare quando c’era Benitez come manager. Trovavo la squadra molto noiosa. E’ stata una vera sorpresa per me vedere il Chelsea chiamarlo dopo Di Matteo. Nel corso della sua carriera ha vinto due Liga e una Coppa Uefa con il Valencia, una Champions e una Fa Cup con il Liverpool. In sei mesi Di Matteo ha vinto una Champions ed una FA Cup. Sono record già comparabili. Rafa è caduto in piedi…“.

Ed ancora Fabio Capello, Arsène Wenger, Rud Van Nistelrooy; non mancano neanche personaggi politici come Tony Blair, Gordon Brown e Angela Merkel. Infine il Baronetto non tradisce la sua appartenenza alla Scozia, non menzionando nella sua biografia nè Margaret Thatcher nè la Monarchia.

Questo è Alex Ferguson: una carriera di 26 anni e 6 mesi nella quale ha vinto 38 trofei, tra i quali 13 Premier, 2 Champions, 1 Mondiale per club, 1 Coppa Intercontinentale e 5 Coppe d’Inghilterra, e che ora scrive un libro che potrebbe essere candidato a libro sportivo dell’anno.

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Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

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