Addio a Dulbecco: il pioniere delle ricerche sulla genetica del cancro

Renato Dulbecco, il pioniere delle ricerche sulla genetica del cancro,  è morto ieri lunedì 20 febbraio a Genova per un infarto. Avrebbe compiuto 98 anni fra due giorni. Le sue ricerche, compiute tra gli anni cinquanta e gli anni settanta, lo portarono alla scoperta del meccanismo d’azione dei virus tumorali nelle cellule animali; scoperta per la quale è stato insignito del Premio Nobel per la medicina nel 1975.

In pochi decenni la lotta ai tumori ha imparato a parlare un linguaggio completamente nuovo grazie alle sue ricerche.

Nato a Catanzaro il 22 febbraio 1914, Dulbecco si avvicina alla scienza spinto dalla passione per la fisica e arriva alla medicina dopo avere «assaporato» anche chimica e matematica. A 16 anni si iscrive alla facoltà di Medicina dell’università di Torino e segue i corsi dell’anatomista Giuseppe Levi insieme a Rita Levi Montalcini e Salvador Luria (altri 2 premi Nobel). Si laurea con lode nel 1934.

Dopo aver conseguito la laurea e aver partecipato alla Seconda Guerra Mondiale, fu spronato proprio da Levi Montalcini a lasciare l’Italia per gli Stati Uniti.

Il suo sogno era lavorare nella genetica di organismi molto semplici, usando le radiazioni. Un desiderio che fu coronato a Luria, invece, che nel 1947 gli offrì un posto di lavoro a Bloomington, in Indiana, dove divise il laboratorio con un altro grande nome della biologia, James Watson – che insieme a Francis Crick avrebbe scoperto la struttura del dna.

Presto si trasferì al California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena, chiamato dal premio Nobel Max Delbruck. Qui continuò prima a lavorare con i virus batteriofagi, capaci di parassitare i batteri, e poi si dedicò al campo dei virus animali, aprendo la strada alla virologia animale quantitativa.

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Verso la fine degli anni Cinquanta iniziò a lavorare nell’ambito dei virus oncogeni, che gli varranno proprio il premio Nobel, lavorando prima al Salk Institute a La Jolla (1962), poi all’ Imperial Cancer Research Fund di Londra (1972).

Scoprì che i geni virali definiti “oncogeni” attivavano quelli cellulari necessari alla moltiplicazione cellulare facendola proseguire incessantemente. Questi virus, chiamati virus oncogeni, riuscivano a trasformare una cellula sana in una cellula tumorale.

In pratica, insieme a David BaltimoreHoward Temin, Dulbecco scorprì quale fosse il motore molecolare che permette al virus di replicare il suo materiale genetico, che sarà poi incorporato in quello della cellula.

Gli oncovirus sono all’origine di molte forme di tumore nell’uomo e la ricerca di Dulbecco ha gettato le basi per comprendere in modo più preciso i meccanismi molecolari attraverso i quali si propagano. Inoltre il meccanismo con il quale gli oncovirus fanno degenerare una cellula sana in tumorale somigliano molto a quello più generale con cui una cellula degenera. Sono state queste ricerche a gettare le basi di quella che oggi è la strategia più avanzata della lotta contro il cancro e che si basa sulla possibilità di identificare le tante mutazioni genetiche che permettono al tumore di sfuggire ai farmaci, o di interferire con i meccanismi molecolari grazie ai quali il tumore si sviluppa e si diffonde nell’organismo.

Gli ultimi decenni di Dulbecco sono dedicati al Progetto Genoma: l’obiettivo di identificare tutti i geni delle cellule umane e il loro ruolo, in modo da comprendere e combattere concretamente lo sviluppo del cancro.

Infine, nel 1999, l’ultimo guizzo, con l’ironia e l’inteligenza tipica del grande scienziato: accetta di presentare Sanremo con Fabio Fazio e Laetitia Casta, diventando rapidamente, con il suo sorriso fanciullesco e l’inconfondibile parlata italo-americana un idolo dell’Ariston.

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Dulbecco lascia un profondo segno nel nostro Paese.



Fabrizio Cannatelli

Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

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