Il cinema festeggia i 30 anni di E.T.

Uno dei mostri più simpatici della storia del Cinema E.T. compie 30 anni. La creatura cinematografica realizzata dall’artista italiano Carlo Rambaldi, vincitore di un oscar per i migliori effetti speciali, rappresenta il simbolo che ha aperto un nuovo genere di film dove la fantascienza si unisce alle emozioni e alle condizioni umane dei protagonisti. Il diverso aiutato dai puri di cuore.

Locandina E.T. l'Extraterrestre

Il fim E.T. l’extraterrestre diretto da Steven Spielberg uscì in America l’11 giugno 1982 con aggiunta di nuove scene nel 1985 e nel 2002. La storia è quella di una dolce amicizia tra un extraterrestre ed un ragazzino di 9 anni di nome Elliot (interpretato da Henry Thomas). E.T. è stato abbandonato sulla terra dai suoi compagni, costretti a rientrare nel loro pianeta, e gli esseri umani cominciano la sua caccia, saranno i bambini (Elliot il fratello Michael e la sorellina Gertie) ad aiutarlo a nascondersi e a sfuggire ai vari tipi di agguato di militari e scienziati.

E.T. telefono casa

E.T. esprime il desiderio di tornare a casa, così Elliot gli procura il materiale affinchè l’alieno riesca in qualche modo a mettersi in contatto con la sua famiglia. Indimenticabile la frase “E.T. Telefono casa“.

L’extraterrestre alla fine del film riesce a tornare a casa portandosi nel cuore l’amore dei bambini, ma lasciando nello spettatore la sensazione di una favola in un mondo grigio come il nostro in cui l’amicizia e l’abbandono costituiscono però l’aspetto più profondo.

Vincitore di 4 premi Oscar E.T. l’Extraterrestre è uno dei film più belli della storia del cinema con oltre 700 milioni di dollari di incasso e lodi quasi unanimi da parte della critica e del pubblico.

Nato da un’idea autobiografica di Steven Spielberg, che dopo il divorzio dei suoi genitori, colmò il vuoto causato dall’avvenimento con un alieno immaginario che gli facesse compagnia, E.T. sarebbe dovuto essere alto soltanto un metro, con un collo telescopico e piccoli piedi grassocci. Il viso doveva ispirarsi a quello di Einstein e Hemingway, per la creazione degli occhi fu addirittura assunto tutto il personale dell’Eye Institute di Jules Stein.

Rambaldi che già aveva lavorato con Spielberg in “Incontri ravvicinati del terzo tipo” pochi mesi prima dell’inizio delle riprese costruì un modello in creta a grandezza naturale di E.T. Successivamente grazie all’aiuto di elementi meccanici e animatronici e di nani che a turno indossavano il costume, il prodotto finale venne realizzato in tre mesi con un costo di 1.500.000 $.

E.T. e Elliot

Rambaldi e Muren vinsero l’Oscar per gli effetti speciali, ma anche la musica di Jon Williams ottenne l’ambita statuetta; il musicista fu infatti costretto a comporre pezzi musicali senza in realtà poter vedere le scene.

E.T. si colloca nella storia del cinema come un film capolavoro capace di unire ai fantastici effetti speciali un’indimenticabile scenografia, regia, sceneggiatura, colonna sonora, montaggio e fotografia.

La scena in cui E.T. comincia a parlare e ripete “E.T. telefono casa

 

La scena più memorabile in cui Elliot e E.T. pedalano davanti alla luna. La musica è bellissima

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Fabrizio Cannatelli

Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

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