Fantacalcio: le pagelle del Campionato di Serie A 2015-16

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Con l’ennesima vittoria bianconera si è conclusa sabato sera la stagione calcistica italiana, completamente dominata dalla formazione di Allegri che si è aggiudicata la Supercoppa, lo Scudetto e la Coppa Nazionale; in attesa che Antonio Conte scelga gli ultimi petali della sua “rosa” europea, è giunto quindi il momento di tracciare una linea e dividere i buoni dai cattivi, i promossi dai bocciati. Unica nota a margine: i voti non sono soltanto l’espressione dei risultati ottenuti ma soprattutto la relazione tra essi e la forza reale delle compagini, nonché delle prospettive e dei loro obbiettivi di inizio stagione.

Le pagelle Campionato di Serie A 2015-16

Le pagelle del campionato di Serie A

JUVENTUS – Una avvio disastroso con 4 sconfitte nelle prime 10 partite ed un distacco dalla capoclassifica di ben 11 punti lasciavano intravedere la fine di un ciclo, come del resto la partenza in estate di gente del calibro di Tevez, Pirlo e Vidal avevano fatto presagire. Ma nel momento di maggiore difficoltà la coesione del gruppo, la forza della società e le capacità dell’allenatore hanno fatto la differenza: 24 vittorie nelle successive 25 gare hanno letteralmente sgretolato la resistenza delle avversarie, contornando il cammino dei bianconeri di un alone dal forte sapore di leggenda. Il voto (9,5) non è il massimo assoluto per l’eliminazione agli ottavi di Champions League da parte di un Bayern Monaco senza dubbio di grande spessore, ma apparso battibile nell’arco dei due confronti che avrebbero potuto davvero spianare agli uomini di Allegri la strada per un’altra finale.  Sugli scudi naturalmente Allegri, Buffon, Dybala e Pogba; rimandato Hernanes; bocciati i critici della prima ora…

NAPOLI – Voto 8. Per lunghi tratti del campionato è sembrata l’unica reale alternativa allo strapotere juventino, ma il calo di concentrazione accusato in determinate gare all’apparenza ampiamente alla portata (Bologna e Udinese su tutte), oltre a qualche effettiva carenza d’organico in qualche ruolo chiave che ha costretto mister Sarri (promosso al netto di qualche polemica di troppo) a puntare con troppa insistenza sugli stessi interpreti, arrivati stanchi sul filo di lana, ha compromesso un sogno apparso realizzabile fino allo scontro diretto dello Stadium. Immenso Higuain, nuovo recordman in fatto di goleador del nostro campionato, molto bene anche Koulibaly ed Hisay; troppo incostante Insigne, al di sotto delle aspettative Valdifiori.

ROMA – Il voto finale (6) potrebbe sembrare ingiusto per chi ha negli occhi lo splendido finale di stagione dei giallorossi, letteralmente rinati sotto la guida di mister Spalletti, capace di raccogliere ben 14 volte l’intera posta nell’arco delle 19 gare della sua gestione, ma la prima parte della “cavalcata” romanista, culminata con l’esonero, tardivo, di Rudy Garcia (bocciatissimo), aveva visto la compagine capitolina precipitare al quinto posto in classifica, eliminata dalla Coppa Italia (dallo Spezia!) e porre le basi per la precoce uscita dalla Champions. Da elogiare Manolas, Nainggolan, l’ultimo Totti versione Highlander, e gli attaccanti in genere (miglior reparto del torneo), fatta eccezione per Dzeko ed Iturbe (partito a gennaio)da bocciare con decisione.

INTER6. Un inizio strepitoso (in termini di risultati ma non certo di gioco), ha contribuito poi a creare nei confronti dei nerazzurri un malumore fin troppo calcato. In fondo il quarto posto rispecchia quasi perfettamente le potenzialità di una squadra completamente rifatta in estate e non del tutto priva di enigmi tattici difficili da sbrogliare; Mancini ci ha messo del suo non riuscendo a scegliere una formazione base in tempi consoni e bruciando strada facendo elementi come Jovetic e Lijaic all’ennesima prova di maturità fallita. Disastroso nel finale Murillo, ottimo nella prima fase in coppia con il più positivo Miranda; da bocciare gli esterni di difesa e l’attacco dove il solo Icardi non ha retto il peso della responsabilità. Promossi Brozovic e Perisic.

FIORENTINA6,5 Un passo indietro rispetto al quarto posto cui i viola sembravano abbonati con Montella in panchina. Tuttavia gli uomini di Paulo Sousa hanno mostrato un bel calcio per quasi tutta la stagione, illudendo anche di poter tentare il miracolo. Poi il calo del fantastico Kalinic  d’inizio stagione e qualche infortunio di troppo nei momenti chiave del campionato ne hanno minato la continuità nel lungo periodo, riportandola a livelli più consoni.

SASSUOLO8 La sorpresa più bella del torneo; Di Francesco (forse il miglior tecnico emergente del lotto)  ha saputo sfruttare al massimo l’ottimo materiale messogli a disposizione da una società sana e ricca, alla quale la dimensione di provincia comincia  a stare un po’stretta: la prima, storica, qualificazione all’Europa League ne sottolinea la sapiente programmazione e la costante crescita, portata avanti aggiungendo un tassello dopo l’altro e nonostante qualche partenza dolorosa quanto inevitabile (lo scorso anno Zaza, quest’anno probabilmente Berardi). A simbolo del gruppo, promosso in blocco, ci piace ricordare Acerbi, uscito da una situazione drammatica e tornato a livelli da Nazionale, lo storico capitano Mignanelli ed i giovanissimi Politano e Pellegrini.

MILAN4 La maggior delusione della stagione. La squadra, spesso senza capo ne coda, è stata l’espressione esatta della confusione regnante in una società dilaniata da una dicotomia ormai insostenibile ed alle prese con difficoltà economiche mai conosciute prima (almeno dall’avvento di Berlusconi); i soldi per la verità sono stati anche spesi ma elargire 50 milioni di euro per portare a casa un difensore di belle speranze ed un centrocampista poco più che discreto, la dice lunga sulla mancanza di chiarezza anche a livello tecnico in cui versa la dirigenza; anche stavolta hanno pagato gli allenatori (Mihailovic esonerato e Brocchi bruciato) ma la strada per il Paradiso appare lontanissima. Promossi: Donnarumma, Bacca e Bonaventura; bocciati tutti i difensori, Bertolacci, e la coppia Galliani-Berlusconi (Barbara).

LAZIO4,5 Poco meglio dei rossoneri soltanto per due motivi: le minori aspettative iniziali (nonostante il terzo posto dello scorso campionato), ed il discreto cammino europeo, poi gettato al vento nella sciagurata serata contro lo Sparta Praga. Infortuni e beghe interne hanno dilaniato un squadra che non è mai stata un gruppo, tra scontenti, delusi e demotivati; nel finale Inzaghi ha rialzato un poco il morale ed il livello tecnico della formazione, ritrovando lo slancio di Keita e l’ispirazione di un Klose al passo d’addio. Promossi nonostante tutto Biglia e Candreva, bocciati Mauricio, Gentiletti , Cataldi; deludente Felipe Anderson.

CHIEVO8 Ennesimo capolavoro tecnico e finanziario della società con il più piccolo bacino d’utenza dell’intera serie A; il nono posto raggiunto dall’ottimo Maran (un tecnico di “sola” sostanza e niente chiacchiere, antipersonaggio per eccellenza), fatte le debite proporzioni, equivale ad uno scudetto e forse qualcosa di più. Una squadra costruita con vecchi mestieranti del pallone capace perfino di rinunciare al suo uomo migliore, Paloschi, senza perdere la retta via attraverso un calcio pratico ma non rinunciatario. Promossi i vecchi bucanieri Bizzarri, Birsa e Cacciatore; in rampa Inglese.

EMPOLI7,5 Se riportassimo in toto il giudizio sul Chievo sbaglieremmo di poco. Aggiungendo che alla vigilia, persi Sarri, Valdifiori e Hisaj, e con in panchina un tecnico ormai dimenticato a questi livelli, il preparatissimo Giampaolo, tutti vedevano i blu come candidati alla retrocessione, comprendiamo meglio quanto di buono fatto nella piccola cittadina toscana. L’immarcescibile Maccarone, il ritrovato Saponara l’emergente Zielinski ed il roccioso Tonelli sono soltanto la punta di un iceberg fatto di lavoro, abnegazione e sacrificio. Ancora lontano il salto di qualità per Michelidze ed inutile l’apporto di Livaja.

GENOA 6,5 Una seconda parte di campionato davvero positiva, culminata col netto successo nel derby, rilancia le azioni di una squadra partita decisamente col piede sbagliato. Gasperini trova la sufficienza grazie alle felici intuizioni Pavoletti e Suso; fallita l’operazione rilancio per Pandev e Cerci, di assoluto valore il venezuelano Rincon, il secondo portiere Lamanna, pronto per sostituire Perin, ed il prestante difensore Ansaldi.

TORINO –  5 Curioso come Giampiero Ventura trovi in premio la panchina azzurra proprio al termine della sua stagione granata più travagliata; la campagna acquisti estiva sembrava aver rafforzato la compagine torinese ma l’esplosione tardiva di Belotti, i tanti infortuni e la mancanza complessiva di personalità e grinta (solitamente caratteristiche proprie del Toro), ne hanno frenato gli slanci. Bene all’inizio Benassi, passo indietro per Padelli, Zappacosta e capitan Glik .

ATALANTA6 Salvezza centrata con anticipo e relativa tranquillità, con qualche squillo importante (vittorie casalinghe su Lazio e Milan ed in trasferta sulla Roma) a nobilitarne la stagione, comunque piuttosto piatta. Il pragmatico Reja del resto bada al sodo e poco concede allo spettacolo ma anche ai rischi.  Sugli scudi l’olandese De Roon, conferme per Sportiello e Cigarini (al netto degli infortuni), ottimo nel finale l’impatto di Borriello. Saluti senza troppi rammarichi per uno spento Denis e per Maxi Moralez, anche se Diamanti ha brillato davvero poco.

BOLOGNA –  6 Inizio disastroso (con Delio Rossi) e finale al rallentatore; in mezzo un percorso a tratti persino avvincente che ha consentito ai felsinei di assicurarsi una salvezza che era nelle previsioni ma che si era maledettamente complicata. Donadoni ha compiuto un mezzo capolavoro ottenendo risultati, lanciando o rilanciando calciatori ora appetibili sul mercato e ponendo le basi per una notevole crescita qualora la società confermasse le indiscrezioni. Promossi Masina, Diawara, Destro e Giaccherini

SAMPDORIA 4 Il presidente Ferrero ha continuato l’opera autodistruttiva iniziata nel gennaio 2015 con scelte di mercato e tecniche francamente difficili da comprendere. Meglio Zenga, mai amato dall’ambiente, di un Montella acclamato ma mai convincente. Promossi Viviano e Eder (poi persosi all’Inter) e De Silvestri; bocciati Cassano, Moisander, Soriano.

PALERMO4 Salvo nonostante Zamparini ed i suoi innumerevoli quanto spesso inutili cambi di allenatore; incredibile come in una sola stagione i rosanero abbiano depauperato capitali tecnici e finanziari (la cessione di Dybala per 40 milioni cosa ha portato?). Alla fine sono stati i vecchi Gilardino  e Sorrentino a salvare la baracca; Vasquez si è perso nel marasma generale ed i nuovi arrivati hanno tutti fallito l’impatto.

UDINESE4,5 I Pozzo, una volta interrotto il rapporto con Guidolin, sembrano aver smarrito il loro proverbiale fiuto. Colantuono e De Canio non sono riusciti a gestire l’addio di Di Natale e a dare alla squadra un gioco credibile, proprio come lo scorso anno con Stramaccioni. Da salvare Zapata, Thereau, e Widmer; bocciati Ali Adnan, Iturra e Kone (ma in buona e nutrita compagnia).

CARPI6 Sembra strano promuovere una retrocessa ma il Carpi, da tutti dato per spacciato e senza speranza alla vigilia, si è battuto con ardore e coraggio per tutto il campionato e se la società non avesse allontanato per alcune giornate il tecnico Castori, con un Sannino apparso davvero inadeguato, forse la salvezza sarebbe pure arrivata. A ben vedere la società ha sbagliato nel tentativo di rinforzarsi con uomini di categoria: la squadra è andata decisamente meglio con la vecchia guardia, quella della C e della B; paradossi del calcio. Promossi Lasagna, Lollo e Letizia; bocciati Mbakogu, Zaccardo e Lazzari.

FROSINONE 5 Ad un certo punto sembrava che gli uomini di Stellone potessero farcela ma poi, complice anche qualche decisione arbitrale controversa, le carenze strutturali della squadra sono venute inevitabilmente fuori. Ammirevole il comportamento dei tifosi nel momento del commiato dalla massima serie; la società è seria ed una risalita potrebbe anche essere contemplata. Promossi Ayeti, Kragl e Dionisi; bocciati non ve ne sono: in fondo tutti hanno dato il massimo in base alle loro possibilità.

VERONA 4,5 Dopo anni molto positivi Mandorlini ha ceduto il passo e si prende uno dei primi posti nella classifica delle responsabilità per questa retrocessione fragorosa quanto inaspettata; con Delneri le cose sono andate molto meglio ma ormai la situazione era ampiamente  compromessa. Bocciati un po’ tutti; salviamo Pisano, Viviani ed il giovane Gollini.

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Giampiero Giuffré

Giampiero Giuffè: bancario per necessità ma non per vocazione, si butta a capofitto nel mondo radiotelevisivo alla fine degli anni 90′ e per 7 anni conduce su RadioSpazioAperto, insieme al fratello Simone, prima The Football Box, La Scatola del Calcio, dedicata al calcio internazionale, e poi BZona, Allenatori nel Pallone, trasmissione semiseria sul mondo del calcio e del fantacalcio. Appassionato tifoso laziale collabora come redattore o caporedattore con vari siti; dedito anche alla musica caraibica e latina in genere, la balla e ne scrive. In questo blog segue, per ora, la categoria I Miti dello Sport.Blog personale: http://www.giroma.it/

Giampiero Giuffré

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