Diario di un viaggio in Giamaica tra natura e reggae

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Le vacanze estive già un vago ricordo? Dai partite con me per il prossimo viaggio, destinazione: Giamaica tra natura e reggae!

Viaggio del febbraio 2009, durata: 10 giorni, spesa: poco più di 1.000€.

Considerando al tempo l’inesperienza nell’organizzare un viaggio, la mia amica Alessandra ed io decidiamo di affidarci ad un’agenzia prenotando un all-inclusive per Negril a poco meno di 1.000€ (volo incluso)

La recensione del nostro hotel era pessima ma, convinte dal prezzo, decidiamo di munirci di igienizzanti per la camera e partire! La fortuna è stata dalla nostra e, grazie ad un over booking, finiamo per alloggiare in un villaggio di tutto rispetto; il “Point Village” di Negril.

spiaggia giamaicana

Arrivando in tarda serata e dopo quasi 30 ore di viaggio (treno Roma-Milano, scalo tecnico a Cuba, fuso orario -6 ore…) non riusciamo ad avere la percezione del paesaggio circostante, ma al risveglio la sorpresa e stata immensa quando, spostando le tende della camera, scopriamo davanti a noi il Sole e il Mar dei Caraibi ad aspettarci!

Costume, pareo e una ricca colazione  e subito pronte per il briefing con la guida che, listino alla mano, ci propone le escursioni da fare.

Decidiamo di:

  • Visitare le YS Falls e risalire il Black River alla caccia dei coccodrilli
  • Visitare la casa/museo del grande Bob Marley e le cascate di Ocho Rios
  • Visitare (fuori tour) le piantagioni abusive di una tipica pianta locale 😉

Alle cascate di YS ci arriviamo in pullman e, solo nell’ultima parte del tragitto, un mini-trenino (stile quello che trovate nei grandi Centri Commerciali) che ci porta a destinazione.

Dopo un piccolo trekking costeggiando il torrente e le cascate, ci concediamo un bel bagno rigenerante e tuffi con le liane…Occhio ai fondali spesso melmosi e scivolosi!

La nostra escursione continua verso la risalita del Black River passando per la Bamboo Avenue.

La via, resa celebre da uno spot della Fiat Panda di qualche anno fa (ricorderete ancora la canzoncina “pa-pa-ra-pa-ra-pa…”), è suggestiva ed è bello ammirare le piante che, intrecciate tra loro, formano una lunga galleria naturale perennemente in penombra. Ci fermiamo per degustare della frutta tipica e delle zuppe piccanti con gamberi di fiume preparate a cielo aperto dalla “signorone” del posto.

Bamboo Evenue

Nel pomeriggio, a bordo di una piccola chiatta, risaliamo il fiume alla scoperta dei coccodrilli e delle oltre 100 specie di volatili che abitano la riserva.

Il nome del fiume “Black River” è dato dalla particolarità dei suoi fondali scurissimi che grazie alla decomposizione vegetale degli alberi che lo costeggiano lo rendono di un color corvino.

Non ne conosco il motivo psicologico (anzi se qualcuno lo sa magari può scriverlo qui nel blog) ma ho da sempre una passione sfrenata per i coccodrilli e quando ho avuto la possibilità di starci a pochissimi metri di distanza, la mia prima sensazione è stata di immensa delusione…vedere questi grandi rettili con la loro maestosa corazza, lasciarsi cullare inerti in balia delle piccole onde lasciate dalla nostra barca, pensavo fossero finti…mentre ero pronta a lamentarmi con l’organizzatore dei tour, il marinaio spegne i motori e lancia delle interiora di pollo urlando “lucky lucky”…è li che il coccodrillo con tutta la sua maestosità sgranò le sue fauci ingoiando il pasto in un solo boccone… Stre-pi-to-so!!!!

Coccodrilli giamaicani

Le escursioni, più o meno della durata giornaliera, sono state intervallate da pause di relax e lunghe passeggiate sulla long beach (seven miles beach)  dove, baciate dal sole, degustavamo delle ottime Virgin colada.

Il nostro tour è proseguito visitando la casa museo del Grande Bob Marley a Nine Mile, suo paese nativo.

La casa è un vero e proprio tempio del raggae, ci raccontano che fino ai primi mesi del 2008 la mamma ancora in vita restava giornate intere seduta su una sediolina di paglia fuori dal mausoleo per dare il benvenuto ai visitatori che da ogni parte del mondo arrivano per omaggiare il figlio. Noi invece siamo state accolte da bambini che in cambio di pochi cent giamaicani hanno intonato le canzoni di Bob Marley.

Bambini in Giamaica

In Giamaica ogni cosa è reggae, si ascolta nel villaggio, sui taxi e in tutti i bar sulla spiaggia che la sera offrono drink e concerti … ogni sera in un locale diverso, ma tutti molto vicini tra loro e raggiungibili in taxi.

Oltre ai caratteristici bar sulla “Seven miles beach” da non perdere il Rick’s Cafe posizionato, come dicono i giamaicani, tra i 10 locali più belli al mondo. Qui troverete un clima di festa e relax dove, mentre sorseggiate un’ottima Red Stripe, potrete assistere ai vertiginosi tuffi dei locals, ascoltare dell’ottimo raggae e ammirare tramonti spettacolari.

Rick's Cafe Giamaica

L’ambiente è molto frendly, Negril è un posto per turisti e per questo rispettato, ma è sempre meglio muoversi in gruppo e non raccogliere provocazioni che potrebbero arrivare da spacciatori del posto che si infastidiscono facilmente dei vostri “No grazie…!” Ricordatevi che l’uso di droghe, anche leggere, è illegale!

Foto conclusiva Giamaica

Ormai chi mi legge sa che mi piace concludere con qualche souvenir di viaggio, bè lascio questa terra calda, selvaggia e a tratti mistica con l’abbraccio di un vecchio falegname che, conosciuto in un mercatino di Negril, ha elogiato la bellezza di tutte le donne Italiane. Buon viaggio!

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Angela Chillè

Angela Chillé: ingaggiata come la “donna avventura di inform@rea” grande appassionata di viaggi. Molti dei suoi tratti caratteriali possono farci pensare che sia affetta dalla vera e propria sindrome di wanderlust! (sindrome del girovago) …la cronologia del suo pc, come le APP del suo smartphone, sono abbastanza monotematiche: Skyscanner, Google maps, booking e ogni volta che ascolta le parole partire, road trip, avventura aumenta il diametro delle sue pupille.Una grande passione per il mare, la natura e per le altre culture la portano alla prima occasione alla ricerca di nuove esperienze da condividere.

Angela Chillè

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