Charlie Hebdo: storie di sangue dalla vignettista risparmiata all’agente musulmano giustiziato

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L’attentato alla rivista Charlie Hebdo ha provocato una strage senza precedenti. Oltre alla morte dei noti vignettisti della rivista, i giornali si stanno incentrando sulle figure chiave di questa carneficina.

Tre storie diverse raccontate ininterrottamente dai Media.

Corinne Rey

La vignettista risparmiata, Corinne Rey detta anche Coco, ovvero colei che è sopravvissuta al massacro e che ha aperto la porta della redazione ai fratelli killer, ha ancora oggi la fortuna di poter raccontare cosa è accaduto quella mattina tra le 11 e le 11.30.

Corinne stava rientrando dopo essere andata all’asilo della figlia e sotto la minaccia degli attentatori, con kalashnikov e passamontagna, è stata costretta a digitare il codice per entrare nell’edificio. “Superato l’ingresso hanno sparato subito a Wolinski e poi a Cabu. Il tutto è durato cinque minuti o anche meno, una pioggia di colpi che ha investito tutti. Io ho trovato la forza di nascondermi sotto una scrivania. Gli assalitori non si sono accorti che ero lì. Parlavano un ottimo francese e urlavano sostenendo di essere di Al Qaeda, “Allah Akbar”. “Dov’è Charlie Hebdo?” urlavano prima di uccidere l’addetto alla portineria, per poi proseguire con la carneficina nel primo e secondo piano chiamando prima i giornalisti per nome”.

Attentatori Charlie Hebdo

I due fratelli killer si chiamano Said e Cherif Kouachi, 32 e 34 anni. Sono franco-algerini e sono reduci da un viaggio in Siria, probabilmente nelle aree controllate dal Califfato.

Il più giovane sognava addirittura un futuro da rapper. In un video del 2005 pubblicato da Le Parisien racconta di aver sposato la causa Jihadista cominciando un addestramento conclusosi con un viaggio a Damasco.

Sono nati e vissuti entrambi a Gennevilliers, uno dei sobborghi a Nord di Parigi, considerato anche terreno di coltura del terrorismo islamico.  Durante il blitz uccidono con freddezza, senza sbagliare nulla e nel giorno giusto. Inneggiano Allah e rivendicano quello che hanno fatto durante la fuga:”Dite a tutti che siamo Al Qaeda dello Yemen

Purtroppo nel loro cammino si imbattono in un altro musulmano, colui che è dalla parte dei buoni, l’agente di quartiere Ahmed Merabet, 42 anni.

 Ahmed Merabet

Membro della brigata Vtt del commissariato del XI arrondissement di Parigi, Ahmed finisce a terra dopo essere stato colpito a fuoco da uno dei fratelli. Alza le braccia per chiedere pietà ma non sa che proprio un fratello musulmano lo giustizierà qualche secondo più tardi senza nessuna pietà.

Storie di sangue che si intrecciano e che molto probabilmente porteranno nelle prossime ore ad altro sangue, non solo per coloro che saranno e che sono state vittime di attentatori ma anche per chi ha deciso di diventare un attentatore.

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Fabrizio Cannatelli

Fondatore di Informarea.it, è un appassionato di informatica. Ha lavorato per molti anni come Analista Programmatore presso varie aziende utilizzando diversi linguaggi di sviluppo, oggi svolge un lavoro completamente diverso ma la voglia di comunicare e di condividere con il web i suoi studi e le sue curiosità lo hanno spinto a far nascere questo blog non solo per esprimere e mostrare la passione per questo mondo, ma anche per confrontarsi con nuove esperienze di sviluppo.

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